Sinossi
Jeanne, una giovane insegnante di filosofia, fidanzata con il matematico Mathieu, attualmente lontano per motivi di studio, dopo aver conosciuto ad una festa Natacha, una diciottenne pianista, simpatizza subito con questa e accetta l'invito di trasferirsi per alcuni giorni nel suo appartamento, dal momento che il suo lo ha prestato a sua cugina, mentre quello di Mathieu è troppo disordinato per lei. Le due ragazze diventano amiche e si confidano i propri problemi: Jeanne è preoccupata del suo rapporto con Mathieu, Natacha, che si sente trascurata da William, un giornalista, detesta sia sua madre, divorziata, sia Eve, la saccente amante di suo padre Igor, perché è convinta che abbia rubato una collana, il gioiello di famiglia a lei destinato. Quando suo padre Igor incontra casualmente Jeanne, si sente attratto da quella donna riposante e Natacha pensa che le piacerebbe che la fidanzata di suo padre fosse una brillante e giovanile insegnante di filosofia. Durante un weekend nella casa di campagna con il padre, Eve e Jeanne, la focosa Natacha, litigando con Eve, riesce a farla allontanare con la speranza che il padre, rimasto nel frattempo solo con Jeanne, tenti di corteggiarla. Così avviene, ma Jeanne, irritata per questo intrigo di Natacha a cui crede abbia partecipato anche Igor, decide di andarsene. Nel preparare i bagagli viene casualmente ritrovata la collana, era finita nelle tasche di un paio di pantaloni, i sospetti di Natacha contro Eve cadono e Jeanne si riconcilia con lei. Ora è pronta ad andare nell'appartamento di Mathieu e fare ordine nelle loro vite.
Descrizione prodotto
tra appartamenti di parigi e una casa di campagna si muovono quattro personaggi. jeanne (a. teyssedre), docente di filosofia al primo incarico, si fa ospitare da natasha (f. darel) che, in antipatia verso l'amichetta del padre (e. bennett), sua coetanea, spinge la nuova amica tra le braccia del genitore (h. quester). il 1 del ciclo racconti delle quattro stagioni che segue ai racconti morali e a commedie e proverbi. vi succede poco sul piano dei fatti, molto su quello dei sentimenti. gli si addice un noto detto di hoffmanstahl: la profondita' va nascosta. dove? in superficie. settantenne felice, e. rohmer continua per la sua strada: la trasparenza dello stile, l'interesse per i personaggi giovani, la leggerezza elegante del tocco, il suo cinema fondato sulla comunicazione verbale e l'analisi psicologica.