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Saggio sulla libertà [Brossura]

John Stuart Mill , S. Magistretti
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Descrizione del libro

23 aprile 2009 Saggi (Libro 80)
Fin dalla sua publicazione nel 1858, il "Saggio sulla libertà" è stato considerato uno dei testi fondanti del liberalismo e il modello per la costruzione di una democrazia reale. Quali sono la natura e i limiti del potere che la società può legittimamente esercitare sull'individuo? Così si interroga John Stuart Mili in questo classico del pensiero politico. Alla base della risposta c'è il criterio utilitarista del massimo benessere per il maggior numero di persone, che deve essere il fondamento delle norme che regolano il vivere comune. Nel suo percorso alla ricerca della felicità, l'individuo è libero fino a quando non arreca danno agli altri: libero anche di esprimere il proprio dissenso dalle idee predominanti, libero di non conformarsi a un modello di opinioni, sentimenti e usanze che la società impone come norma di condotta.

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Dettagli prodotto

  • Brossura: 159 pagine
  • Editore: Il Saggiatore Tascabili (23 aprile 2009)
  • Collana: Saggi
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8856501112
  • ISBN-13: 978-8856501117
  • Peso di spedizione: 181 g
  • Media recensioni: 5.0 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (1 recensione cliente)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 29.857 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

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5.0 su 5 stelle INIZIAZIONE AL LIBERALISMO 19 marzo 2012
Formato:Brossura
Nella nostra epoca, il semplice esempio di anticonformismo, il mero rifiuto
di piegarsi alla consuetudine, è di per se stesso un servigio all'umanità...
SAGGIO SULLA LIBERTA' ' JOHN STUART MILL

Dopo oltre mezzo secolo di militanza, dopo il fallimento degli inutili esperimenti marxisti dell'Unione Sovietica, dei suoi satelliti e quello della Cina di Mao- ' tanto per citare i più importanti -, buona parte dei superstiti socialisti affronta ora un grave dilemma d'identità; ed oggi non esitano a rivendicare la difesa della libertà, attribuendo alla propria tradizione addirittura la diretta ispirazione alle opere di John Stuart Mill ed altri noti liberali. Gli altri reduci, ostinati seguaci di Marx, un po' meno incoerenti, orfani del comunismo, in un vano tentativo di rimanere in un certo senso fedeli alle proprie origini, pur di non rinnegare apertamente il proprio passato, ambiguamente, cercano rifugio in una specie di nuova religione tanto di moda, sostituendo il collettivismo dottrinario negli intrepidi ranghi della militanza settaria dell'intransigente fede ecologica.

Noi liberali e libertari, da sempre alieni alla prepotenza del potere centrale e, decisamente contrari all'invadenza dello Stato, non possiamo negare di sentirci chiaramente soddisfatti nel vedere riconosciuti da quei nostri rivali proprio quei principi di libertà che da sempre abbiamo esaltato e che da loro ci distinguevano. Fra le opere che elevavano tali principi sull' altare dei diritti individuali non è mai mancato il noto SAGGIO SULLA LIBERTA' che certamente ancora assume un ruolo di fondamentale rilievo nell'ideologia della tolleranza. Infatti, è senza la più pallida ombra di dubbio, una delle migliori introduzioni dedicate al liberalismo, colonna portante della difesa degli autentici valori delle libertà ai quali ogni individuo possa mai aspirare.

Naturalmente non è l'unica, anzi, gli autori liberali ' sempre più numerosi, mi hanno permesso di comporre e pubblicare su Liberalismo Whig un elenco - sicuramente incompleto - di quasi 600 autori con più 2.000 opere. E mi sembra opportuno citarne alcuni fra i quali anche i principali difensori della libera iniziativa privata e dell' ordine economico spontaneo del mercato; dunque, dopo aver eventualmente letto lo straordinario saggio di John Stuart Mill, chi aspirasse a meglio confrontarsi con il vero liberalismo, volendo forse soddisfare la propria curiosità, potrà dedicare qualche serata di fertile lettura ad alcune delle opere di Benjamin Constant, Voltaire, Montesquieu, Adam Smith, Frédéric Bastiat, John Locke, Kant, Bernard Mandeville, Alexis Tocqueville, Lord Acton, Edmund Burke, Jeremy Bentham, Max Weber, Ludwig von Mises, Hayek, Popper, Milton Friedman, Murray Rothbard, Ortega y Gasset, Betrand Jouvenel, Ayn Rand, Raymond Aron, Hannah Arendt, Soulez Lariviere, Michael Novak, Miguel Unamuno, Albert Jay Nock, Walter Lippmann, Alain Laurent, Isaih Berlin, Octavio Paz, Fernand Braudel, Gertrude Himmelfarb, Jean-Yves Naudet, James Buchanan, Amartya Sen, Alain Peyrefitte, Jean-François Revel, Ralph Dahrendorf, Carlos Rangel, Hernando de Soto, Vargas Llossa e, per rimanere fra i classici di casa nostra, Bruno Leoni, Luigi Einaudi, Luigi Sturzo, Indro Montanelli, Renzo de Felice oltre a tanti altri anche contemporanei che allungherebbero forse troppo la lista, pur essendo altrettanto titolati al consolidamento delle tesi liberali.

Forse è pure conveniente ricordare come il vero liberalismo - "whig" - nato nel Regno Unito, dopo aver attraversato la Manica e raggiunta la Francia, purtroppo, subisce una vera e propria disastrosa metamorfosi, degenerando nella sanguinosa Rivoluzione Francese che malgrado tutto, per i socialisti, continua ad essere un evento degno di commemorazione. Pazienza, ci penserà la stessa storia a demitizzare quel drammatico movimento, come del resto pure la tragica Rivoluzione Russa.
In fondo, perfino autori dichiaratamente di sinistra, come Albert Camus e George Orwell non esiteranno a condannare quegli eccessi rivoluzionari e le loro tragiche conseguenze. Infatti, è proprio da questi storici luttuosi fatti che nasce e si sviluppa la peggiore forma di totalitarismo, dove in nome della pretesa fratellanza si reprime ogni più timida interpretazione che non contempli i dogmi della dottrina ufficiale imposta con la forza e spargimento di sangue; dove qualsiasi pretesto o semplice affermazione dubbia viene o veniva repressa, con internamenti in manicomi, con confinamenti nei Gulag, dove i dissidenti morivano di fame e sfiniti da disumani lavori forzati, senza contare le sommarie esecuzioni pubbliche o segrete.
Non tutte ma molte verità chiacchierate e trafugate saranno confermate, poi, alla conclusiva caduta del muro di Berlino, al crollo di quel sistema sostenuto con le delazioni, con le intimidazione e con le armi; ed allora quella delittuosa realtà diventa di pubblico dominio, disciplinatamente taciuta non solo da ambigui intellettuali di moda celebrati in altri tempi, ma perfino da chi oggi occupa le più alte cariche politiche del nostro complicato sistema politico.

Ma, per tornare a John Stuart Mill, c'è chi lo accusa di aver tradito il liberalismo ed i suoi stessi concetti, appena si è avventurato a trattare di economia ed è forse qui che i socialisti vorrebbero approfittarne per aggiudicarsi la legittimità dei loro 'diritti' sulle sue idee. Ma, prescindendo dalle sfortunate affermazioni nell'ambito delle questioni economiche, le sue opere a favore delle libertà sono non solo da leggere, anzi, almeno il saggio in questione dovrebbe entrare fra i testi obbligatori fin dalle nostre scuole medie in poi, mentre qualche geniale seguace della solita sinistra tendenziosa, fino a poco fa, proponeva di inserire lo studio di niente meno che il diario di Ché Guevara' probabilmente, con la palese premeditata finalità di avviare i nostri giovani studenti, non alla rispettosa tolleranza e pacifica convivenza civica, ma, al contrario, per iniziarli al loro deleterio magistero di lotta, di conflitto violento e dell'indottrinata militanza.

Proprio perché la tirannia dell'opinione è tale da rendere riprovevole l'eccentricità,
per infrangere l'oppressione è auspicabile che gli uomini siano eccentrici.
SAGGIO SULLA LIBERTA' ' JOHN STUART MILL
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