7 di 9 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
L'esordio di Frodo, 4 gennaio 2011
I grandi film crescono nel ricordo. È il caso della versione del "Signore degli anelli" sceneggiata e diretta da Peter Jackson, un `impresa ciclopica che desta ammirazione per la perfetta riuscita. Jackson ha diretto contemporaneamente le tre pellicole, passando da una scena all'altra (pare che per prime abbia diretto le scene dell'epilogo con Frodo e Sam sul monte Fato) con una capacità di controllo e di concentrazione che francamente nessuno si sarebbe aspettato da un ragazzotto neozelandese sin lì noto per pochi film, per lo più splatter, nessuno dei quali con l'onere del grosso budget. L'esito si spiega, oltre che con le indubbie capacità del regista, con il suo rispetto per il capolavoro di Tolkien. Mentre i ciarlatani maltrattano testi e personaggi (com'è accaduto di recente con Sherlock Holmes), Jackson si è accostato alla saga della Terra di mezzo con l'affetto dell'appassionato capace di senso critico. Ha proposto quindi la sua visione del mondo parallelo inventato da Tolkien, adattandolo alle esigenze del cinema e mutando quel poco che gli serviva per rendere più fluida la narrazione. Con questa prima parte avvince e fidelizza lo spettatore, che non potrà sottrarsi al richiamo del seguito. È tutto splendido: la Contea, i panorami vertiginosi, gli scorci di Mordor, il viaggio nel regno perduto dei nani e via elencando. Indimenticabili i personaggi, resi da attori in stato di grazia. E stupefacenti gli effetti speciali usati in un modo mai visto prima. Il tutto, per rendere la complessità di un mondo che balza dallo schermo vivo e reale, nelle sue stratificazioni e complessità. Dietro ogni volto intuiamo una storia, le città e i ruderi abbandonati non hanno sentore di cartapesta, sentiamo che lì sono vissute creature vere, che hanno gioito e sofferto. Nel procedere del viaggio della compagnia, facendosi remota la serena terra degli Hobbit, i toni si incupiscono, gli scontri si inaspriscono, cadono i primi compagni. Alla fine, la compagnia si divide. Con quali esiti lo sapremo nel secondo film. Un solo aspetto del film è discutibile: nel colloquio tra Gandalf e Elrond - non presente nel libro e introdotto da Jackson per fornire informazioni sulla situazione della guerra incipiente tra Bene e Male - l'elfo esprime giudizi impietosi sugli esseri umani. Del resto, un vena di sfiducia nei riguardi dell'umanità si coglie in tutti tre i film, come se la sconfitta di Sauron fosse in grandissima parte merito delle altre specie. In realtà, nelle appendici de "Il signore degli anelli" si dice chiaramente che se a nord uomini e nani non avessero opposto una strenua resistenza contro l'assalto di Sauron, la grande vittoria nella piana di Pelennor, al centro del "Ritorno del re", sarebbe stata inutile. Ma sono minuzie che in nulla possono inficiare il valore di un capolavoro.
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5.0 su 5 stelle
Ottimo prezzo per un ottimo cofanetto, 2 marzo 2012
Anche per questo cofanetto, come per gli altri due sul presente sito, vige un ottimo compromesso tra il prezzo d'acquisto e il valore dell'oggeto.
Un affare che gli amanti della saga non possono mancare.
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