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3.0 su 5 stelle
Alieni idrofobi? Mah.., 20 febbraio 2012
M.Night Shyamalan ogni mattina si alza e benedice le oscure divinità indiane che gli hanno dato l'ispirazione per girare "Il sesto senso". Che la carriera di questo regista viva ancora di rendita sui successi del suo indiscusso capolavoro d'esordio mi pare dato ormai accettato con pacata rassegnazione anche dai suoi fan più irriducibili, alla luce delle sicuramente non eccelse (eufemismo) prove successive: da "Unbreakable" a "The Village" fino ai più recenti flop di "E venne il giorno" e "L'ultimo dominatore dell'aria", la produzione post-`99 del buon Night è stata un susseguirsi di pellicole tutt'altro che entusiasmanti, che hanno abbastanza ridimensionato le sue velleità artistiche e raffreddato gli entusiasmi di chi vedeva in lui il nuovo Spielberg. Questo "Signs" è uscito nel 2002 ed è a mio modesto avviso il meno peggio del lotto di film anonimi proposti dall'emergente cineasta nell'ultimo decennio.
La vicenda prende lo spunto dal mistero dei cosiddetti "crop circles", i giganteschi cerchi che ormai da qualche decennio compaiono nei campi di grano di ignari contadini e che certi ufologi vorrebbero opera di raffinate intelligenze aliene giunte -chissà come- fino a noi da qualche remoto angolo della galassia. Shyamalan decide di accogliere questa bizzarra tesi e ci costruisce sopra un tutto sommato gradevole pastiche fanta-horror che mescola con nonchalance "Independence Day" e "La notte dei Morti Viventi" aggiungendoci una spruzzata di "L'Esorcista" (la crisi mistica del protagonista ricalca un po' quella del Padre Karras di Friedkin). Ed eccoci così catapultati in uno sperduto cottage americano gestito da un reverendo (Mel Gibson) che sta smarrendo la fede in seguito alla morte della moglie e dal fratello promessa mancata del baseball (River Phoenix), impegnati a far da balie a due odiosissimi mocciosi, proprio mentre nel campo del pastore cominciano a verificarsi strani fenomeni.
Come al solito Shyamalan dà il meglio di sé nelle sequenze in cui mostra e al tempo stesso nasconde, lasciando all'immaginazione dello spettatore il compito di elaborare i fotogrammi successivi, quelli che la cinepresa del regista volutamente sceglie di omettere: è così che certe inquadrature risultano avere un impatto emotivo notevole pur essendo tecnicamente molto semplici da realizzare e poggiando interamente su giochi di luci e ombre per creare l'atmosfera voluta. In questo senso la stupenda scena del compleanno e dell'alieno che furtivamente sbuca da dietro un cespuglio è un autentico capolavoro e da sola giustifica la visione del film. Al regista indiano va tributato un plauso per la sua indubbia capacità di creare suspence pur nella quasi totale assenza di FX, e ciò è indubbiamente un merito non da poco in un'epoca in cui molti cineasti preferiscono delegare alle magie della CGI le sorti delle proprie pellicole.
Quello che di "Signs" non convince affatto e che purtroppo sminuisce di molto il valore del film è una serie di trovate sconfinanti nel "cheese" più totale, oltre a delle palesi assurdità nello sviluppo della trama. Chi scrive normalmente non dà particolare peso a certe incongruenze logiche, ma alcune delle amenità proposte da "Signs" sono decisamente ostiche da digerire anche per palati poco raffinati come il mio. Vado ad elencarne le più grossolane:
1) Gli alieni di Shyamalan apparentemente hanno sviluppato una tecnologia sufficiente a costruire astronavi capaci di viaggi interstellari..com'è allora che per bloccarli è sufficiente il POMELLO DI UNA PORTA DI LEGNO?
2) Questi E.T. non devono brillare per capacità intellettive, se è vero che pur essendo allergici nientemeno che all'acqua (..sic!) decidono di farsi una scampagnata di qualche miliardata di chilometri per atterrare su un pianeta fatto per tre quarti di..ehm...ACQUA?? ://
3) Esercito/Nasa muniti di telescopi spaziali e radar ultrasonici non paiono in grado di captare via radio i segnali presumibilmente emessi dalle navi nemiche. In compenso ci riesce il figlio del protagonista con una ricetrasmittente giocattolo da 2 euro.
4) Possibile che per far fuori una civiltà tanto tecnologicamente progredita siano sufficienti un paio di mazze da baseball e qualche bicchiere di limonata? Suvvia.
E ci sarebbe almeno un'altra mezza dozzina di storpiature altrettanto evidenti, ma preferisco soprassedere. Se si riesce nel difficile compito di sorvolare su queste pesanti forzature della trama, quello che ne resta è un film tutto sommato piacevole che è pur sempre in grado di regalare qualche genuina scarica di adrenalina grazie alle sopracitate doti del regista. Peccato per i difetti menzionati, con un po' di attenzione in più "Signs" sarebbe potuto essere un capolavoro, così com'è resta un'onesta storiella fantascientifica in grado di regalare due ore di divertimento spensierato e nulla più.
La definizione dell'immagine nella versione blu ray è discreta, sebbene lontana da livelli "razor", con una lieve e occasionale perdita di dettaglio nelle sequenze notturne. La grana presente è "fisiologica" e non fastidiosa, mentre l'audio è di buona fattura e impone di essere apprezzato con un sistema home theater di qualità decente, vista la frequente presenza di dettagli sonori (fruscii,brusii ecc.) che non sempre possono essere riprodotti efficacemente dagli speaker di una tv.
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