Il film è tanto semplice quanto interessante. Ha un elevato valore educativo e, se sembra un po' troppo "scolastico" e semplificato, è proprio perché l'intenzione del regista era quella di realizzare un'opera a scopo fondamentalmente didattico, sfruttando la televisione come mezzo di comunicazione, secondo un progetto educativo di una RAI che, sostanzialmente, non esiste più.
Le ultime vicende della vita del filosofo e i princìpi cardine della sua filosofia sono presentate abbastanza fedelmente alla figura tramandataci dalla tradizione. Le scenografie sono estremamente semplici ed essenziali e la colonna sonora praticamente inesistente, ma è tutto giustificabile se si tiene conto del fatto che, come si diceva, si tratta di un film posto in essere unicamente a scopo formativo e pensato per la televisione, non per il cinema. Quella di presentare i dialoghi di Platone in maniera parziale e semplificata è chiaramente una scelta obbligata, resa necessaria dall'impossibilità di riportarli in maniera più estesa (o addirittura integrale) rimanendo nei tempi standard di un film per la televisione e, soprattutto, dall'obiettivo del regista che, come si è già detto, non è quello di elaborare un'opera di approfondimento o di indagine storico-filosofica approfondita sulla figura di Socrate.
Di sicuro, chi già conosce approfonditamente la figura del filosofo non avrà molto da imparare dalla visione di questo film ma, per la formazione culturale di una persona che sia a digiuno sui temi e sui personaggi trattati, ritengo che sia un'opera assolutamente valida.
In ogni caso, va riconosicuto che un minimo di sobrietà e di minimalismo in meno non avrebbero guastato, e lo avrebbero senz'altro reso più appetibile al pubblico, soprattutto ai giovani (ed è questo il motivo per il quale valuto il prodotto con 4 stelle anziché 5).