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Storia della mia gente Copertina flessibile – 21 apr 2010


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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 161 pagine
  • Editore: Bompiani; Decima edizione edizione (21 aprile 2010)
  • Collana: Overlook
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8845263525
  • ISBN-13: 978-8845263521
  • Peso di spedizione: 281 g
  • Media recensioni: 2.8 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (28 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 59.586 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

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Recensioni clienti

Le recensioni più utili

Formato: Copertina flessibile
Illuminante. Così definirei questo libro. La gente di cui parla Nesi non è solo quella degli operai della fabbrica, ma anche l’altra: la gente comune, quella che si incontra al bar, al supermercato, e che ti rivolge delle semplici e timide frasi, o dei sorrisi: la gente che ti conosce perché fai parte della loro comunità.

Nel suo libro, l’autore parla di economia, di politica, facendo lunghe invettive sui politici, e sul modo in cui hanno portato l’Italia verso il baratro della crisi con le loro decisioni, i loro intrighi, e quelle promesse che la maggior parte delle volte non rispecchiavano quello che promettevano.

Arrivato ad un certo punto della sua vita, Nesi decide di vendere, e lasciare la fabbrica (che ha ribattezzato Ines, anagramma del suo cognome) in mano ai cinesi. Ecco, la gente di Nesi sono anche quei cinesi che ad un certo punto della storia, economica e mondiale, con l’entrata in scena della Cina all’interno del WTO (World Trade Organization) invadono il mercato italiano, e mondiale, copiando i tessuti, rivendendoli a basso costo.

A distanza di anni dalla vendita, Nesi, con occhio attento, getta uno sguardo a quella che un tempo era la sua fabbrica, e ne scrive come di uno stabile disordinato e in condizioni igieniche pietose, con sacchi a pelo e coperte, all’interno delle quali dormono gli operai, costretti ad orari fuori dal comune.

Il libro si conclude con un’immagine a mio avviso molto bella: a Prato, in piazza, la gente si ritrova tutta in piazza a Prato portando una lunga bandiera italiana: gente che gli rivolge un sorriso, un abbraccio; gente come lui con cui si trova a scambiare qualche parola; amici, o semplicemente conoscenti. Ecco, anche questa è la gente di cui l’autore parla. La sua gente.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Tirso Licedio il 9 marzo 2014
Formato: Copertina flessibile
Mi ha sconvolto pensare che questa accozzaglia mal scritta di luoghi comuni abbia potuto vincere un premio come lo Strega. Vacuo e presuntuoso, sono arrivato in fondo solo perché è breve.
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21 di 27 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Lorenzo Magnolfi il 25 agosto 2011
Formato: Copertina flessibile
Un libretto che si legge in due ore, scritto con una tecnica da buon tema di terza media. Ridicola la parte autobiografica, in cui l'autore non nasconde affatto nè la grandissima stima che nutre per Edoardo Nesi e alcuni dei suoi familiari più stretti, nè il suo provincialismo, nè la sua disarmante pochezza intellettuale (Hai fatto un estate a Harvard, quando tutti sono in vacanza e basta pagare?? e hai letto qualche centinaio di pagine di Scott Fitzgerald in lingua originale??---difficile trattenere una risata). Pietosa la parte di analisi(?), in cui ancora una volta l'autore non mostra altro che idee povere e molto confuse, e orgoglio ferito. Il fatto che un opera così abbia vinto un noto premio letterario la dice lunga sul triste stato della cultura in Italia, dove spesso passano per intellettuali i fantocci del marketing delle case editrici e del circo della tv.
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18 di 24 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di lillsun il 9 agosto 2011
Formato: Copertina flessibile
Leggendo questo libro poverissimo dal punto di vista lessicale, totalmente autoreferenziale (contrariamente a quanto prometterebbe il sottotitolo in copertina "storia della mia gente") e scritto con interlinea molto spaziato, nel lettore sorge una domanda spontanea: come ha potuto vincere il premio Strega, la letteratura italiana di oggi è davvero così messa male? Un consiglio: non compratelo!!!
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5 di 7 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Gianluca il 23 aprile 2013
Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
C'è un errore nel titolo: doveva chiamarsi "Storia di me medesimo", visto che "della sua gente" non c'è proprio traccia.
Ha vinto il premio Strega? Allora, posso vincerlo anch'io con questa recensione...
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Di sara fioravanti il 1 settembre 2014
Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
il libro che era usato è arrivato in ottime condizioni nei tempi che mi erano stati comunicati. grazie molte e a presto
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12 di 17 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di FE il 25 agosto 2011
Formato: Copertina flessibile
Un signore molto ricco, che non ha mai fatto nulla per vivere, un pomeriggio porta la figlioletta a bere Martini nel locale più snob di Forte dei Marmi. Seccato per non trovare i soliti amici, ma solo russi pieni di soldi, dà tutta la colpa ai cinesi e alla globalizzazione. Il lettore a questo punto si aspetta che il protagonista sia denunciato per maltrattamenti di minore e poi salvato da un'interrogazione parlamentare della Lega, invece scrive un libro che non si sa di cosa parli se non del proprio ombelico, si spaccia per uomo di sinistra partecipando a un'unica manifestazione e vince lo Strega.
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4 di 7 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Paolo Vannini il 27 maggio 2012
Formato: Copertina flessibile
Edoardo Nesi racconta, a modo suo, la storia di una città che ha creato, tessuto, rifinito, emozionato milioni di persone in tutto il mondo grazie al suo prodotto: la stoffa. In questo libro Nesi riesce a descrivere gioie e dolori di intere generazioni, persone che hanno saputo integrarsi e creare una simbiosi perfetta tra padrone ed operaio, persone che vedono adesso scomparire un sogno ed un modello produttivo che tanto ha dato e tanto potrebbe dare all'economia di questo paese. Chi critica Nesi tra queste righe non ha capito fino in fondo che il suo modo di raccontare questa storia, il suo sarcasmo, il porsi un po spocchioso ed egocentrico, è semplicemente una rappresentazione grottesca - una caricatura - del carattere tipico dei pratesi D.O.C. che usano questo modo di fare per celare invece le proprie "debolezze", contraddistinte spesso da una grande generosità d'animo e dal rispetto per le proprie maestranze. Storia della mia Gente è un libro scritto col cuore, un urlo disperato da chi vede svanire nel nulla un sogno costruito con il sudore di intere generazioni. Racconta la Prato che non c'è quasi più, ma è specchio dei giorni nostri una fotocopia di qualla che è la storia che stanno vivendo moltre altre realtà nel nostro paese. Vale la pena leggerlo questo libro, anche solo per poi criticarlo!!
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