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Commento: La condizione del libro è buona, è perfettamente leggibile, potrebbe avere rade annotazioni e sottolineature a matita, qualche rada fioriture e i segni di un fisiologico invecchiamento. La copertina del libro è in buone condizioni, potrebbe presentare fisiologici segni del tempo, il dorso presenta un lieve stress da lettura. (id_ref XY0941.S53)
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Storia della mia gente Copertina flessibile – 21 apr 2010

2.9 su 5 stelle 29 recensioni clienti

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Descrizione prodotto

Recensione

Fallisce l’erede di un lanificio, si chiude l’età d’oro del nostro tessile. E Prato campa senza gomitolo

Pent Sergio, Tuttolibri - La Stampa

Le statistiche e le percentuali allarmanti non bastano ancora per farci capire che siamo un Paese con le toppe sul didietro. L’ipocrisia del sistema politico seppellisce i problemi sotto uno strato di ottimismo insufficiente a far quadrare i bilanci dell’Italia che annaspa. Ciò che racconta Edoardo Nesi nel suo diario di bordo di ex-industriale tessile costretto a vendere l'azienda di famiglia in seguito a troppe sciagurate scelte politico-economiche, è una realtà accecante, disarmata. Prato era la capitale del tessuto made in Italy, una solida concretezza che ha fatto l’orgoglio dell’Italia operosa di provincia. Tante strutture industriali sono state svendute, dismesse, offerte in saldo al mercato globale, e l'avvento di operatori cinesi ha soppiantato decine di fabbriche a conduzione spesso familiare che costituivano la nervatura del sistema economico nazionale. Nesi ora fa solo lo scrittore, ma non riesce a concentrarsi senza remore su qualcosa che prima era un part-time del suo tempo globale. Quello che racconta è il fallimento di un uomo, di una famiglia, di un'epoca. Di una generazione, soprattutto, la prima destinata ad essere più povera di quella dei genitori. La storia dell’autore, erede del Lanificio T.O. Nesi& Figli S.p.A., dovrebbe diventare antologia esemplare di questi anni, in cui le ataviche certezze del lavoro duro e del benessere consolidato sono diventate il passaporto per la desertificazione lavorativa, il testamento di un periodo storico inafferrabile. La convinzione di vivere in un eterno presente fatto di contratti incalzanti e lavoro a spron battuto, col sottofondo rassicurante dei macchinari che sfornano tessuti per clientele internazionali: tutto diventa memoria, rimpianto, rabbia verso un sistema di raggiri che hanno devastato la specificità dell’industria minore a vantaggio dei titanici gruppi stranieri. Nesi ripercorre la storia della sua Prato con il disincanto di uno che ha sbattuto contro il muro di gomma dell’indifferenza. Prato invasa dai cinesi, «un’armata silenziosa e impaurita» che forse è solo l’avanguardia di una vera invasione, mentre i concittadini dell’autore urlano per non diventare un banale dato di fatto della crisi. In questa impasse surreale, in cui il mercato si muove ma gli italiano sono fermi al palo, la ricostruzione di un inganno globale trova parole amare e smarrite, e la storia dello scrittore si incrocia con quella dell’industriale a breve termine che per un certo periodo - «l’età dell’oro» ben ricostruita nell’omonimo romanzo - ha creduto che il mondo non avesse limiti. Ora Nesi scrive e ricorda, si indigna e ricorda, sfila con uno striscione tra le mani - «Prato non deve chiudere» - e ricorda, senza sapere dove sta andando, ma cercando un passo di rincorsa verso il futuro. Che tristezza.

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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 161 pagine
  • Editore: Bompiani; Decima edizione edizione (21 aprile 2010)
  • Collana: Overlook
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8845263525
  • ISBN-13: 978-8845263521
  • Peso di spedizione: 281 g
  • Media recensioni: 2.9 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (29 recensioni clienti)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Formato: Copertina flessibile
Illuminante. Così definirei questo libro. La gente di cui parla Nesi non è solo quella degli operai della fabbrica, ma anche l’altra: la gente comune, quella che si incontra al bar, al supermercato, e che ti rivolge delle semplici e timide frasi, o dei sorrisi: la gente che ti conosce perché fai parte della loro comunità.

Nel suo libro, l’autore parla di economia, di politica, facendo lunghe invettive sui politici, e sul modo in cui hanno portato l’Italia verso il baratro della crisi con le loro decisioni, i loro intrighi, e quelle promesse che la maggior parte delle volte non rispecchiavano quello che promettevano.

Arrivato ad un certo punto della sua vita, Nesi decide di vendere, e lasciare la fabbrica (che ha ribattezzato Ines, anagramma del suo cognome) in mano ai cinesi. Ecco, la gente di Nesi sono anche quei cinesi che ad un certo punto della storia, economica e mondiale, con l’entrata in scena della Cina all’interno del WTO (World Trade Organization) invadono il mercato italiano, e mondiale, copiando i tessuti, rivendendoli a basso costo.

A distanza di anni dalla vendita, Nesi, con occhio attento, getta uno sguardo a quella che un tempo era la sua fabbrica, e ne scrive come di uno stabile disordinato e in condizioni igieniche pietose, con sacchi a pelo e coperte, all’interno delle quali dormono gli operai, costretti ad orari fuori dal comune.

Il libro si conclude con un’immagine a mio avviso molto bella: a Prato, in piazza, la gente si ritrova tutta in piazza a Prato portando una lunga bandiera italiana: gente che gli rivolge un sorriso, un abbraccio; gente come lui con cui si trova a scambiare qualche parola; amici, o semplicemente conoscenti. Ecco, anche questa è la gente di cui l’autore parla. La sua gente.
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Formato: Formato Kindle
Non avrei voluto scrivere di questo libro, la cui pochezza mi ha portato a disfarmene immediatamente, dopo averlo letto con incredulo imbarazzo. Ma un'intervista a Nesi, pubblicata sul Fatto Quotidiano, mi ha riportato alla memoria quella lettura. E' vero quanto dice Nesi nell'intervista, che a volte bisogna fare attenzione alle recensioni sulla rete. Ma in questo caso, alcune recensioni sono opportune per sottolineare la pochezza dello scritto, l'atteggiamento autoreferenziale, l'assurdità della premiazione allo Strega...
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Formato: Copertina flessibile
Leggendo questo libro poverissimo dal punto di vista lessicale, totalmente autoreferenziale (contrariamente a quanto prometterebbe il sottotitolo in copertina "storia della mia gente") e scritto con interlinea molto spaziato, nel lettore sorge una domanda spontanea: come ha potuto vincere il premio Strega, la letteratura italiana di oggi è davvero così messa male? Un consiglio: non compratelo!!!
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Di Susanna il 22 dicembre 2015
Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Nonostante sia un libro un pò datato (risale al 2011) consiglio a tutti di leggerlo. L'autore, attraverso un linguaggio comprensibile e chiaro, tratta anche temi delicati. Consigliato.
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Di sara fioravanti il 1 settembre 2014
Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
il libro che era usato è arrivato in ottime condizioni nei tempi che mi erano stati comunicati. grazie molte e a presto
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Formato: Copertina flessibile
Un signore molto ricco, che non ha mai fatto nulla per vivere, un pomeriggio porta la figlioletta a bere Martini nel locale più snob di Forte dei Marmi. Seccato per non trovare i soliti amici, ma solo russi pieni di soldi, dà tutta la colpa ai cinesi e alla globalizzazione. Il lettore a questo punto si aspetta che il protagonista sia denunciato per maltrattamenti di minore e poi salvato da un'interrogazione parlamentare della Lega, invece scrive un libro che non si sa di cosa parli se non del proprio ombelico, si spaccia per uomo di sinistra partecipando a un'unica manifestazione e vince lo Strega.
13 persone su 19 l'hanno trovata utile. Questa recensione ti è stata utile? No Invio feedback...
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Formato: Copertina flessibile
Mi ha sconvolto pensare che questa accozzaglia mal scritta di luoghi comuni abbia potuto vincere un premio come lo Strega. Vacuo e presuntuoso, sono arrivato in fondo solo perché è breve.
1 persone su 2 l'hanno trovata utile. Questa recensione ti è stata utile? No Invio feedback...
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
C'è un errore nel titolo: doveva chiamarsi "Storia di me medesimo", visto che "della sua gente" non c'è proprio traccia.
Ha vinto il premio Strega? Allora, posso vincerlo anch'io con questa recensione...
5 persone su 8 l'hanno trovata utile. Questa recensione ti è stata utile? No Invio feedback...
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