Strepitoso.
Crudele.
Completamente folle.
Un libro che ho letteralmente tracannato; certo, il numero delle pagine in questo caso ha aiutato e parecchio ma credo che – se avesse mantenuto ritmo e sostanza – lo avrei comunque fatto fuori in un baleno anche se fosse stato lungo il doppio.
Un romanzo dove le storie dei tre protagonisti si intrecciano e si intersecano fino a riannodarsi in un finale davvero inaspettato, a conclusione di una vicenda durata ben quattro anni, da quando cioè due giovani balordi di campagna decidono di approfittarsi della classica ragazzina di città in trasferta, lasciando al suo posto un guscio vuoto, una mente distrutta, le cui uniche reazioni sono solo sprazzi di follia autolesionista contro le quali anche la moderna medicina psichiatrica alza le mani impotente.
È la storia di una vendetta, ancora più atroce perché meditata lungamente a tavolino, consumata giorno per giorno nell'arco di quattro lunghi anni, da parte di un uomo che ha perso tutto ma che ha dalla sua tempo e risorse pressoché inesauribili.
La storia di come si può annientare un essere umano per poi farlo rinascere letteralmente a nuova vita, imprigionandolo in un corpo nuovo che non è il suo, per sottoporlo ad abusi che proprio per questo risultano ancora più umilianti ed insopportabili, fino ad ottenerne la resa, totale ed incondizionata, l'accettazione del proprio nuovo ruolo di animaletto domestico utile solo in quanto strumento di piacere per il proprio padrone.
E in mezzo a questa discesa agli inferi, lui, il terzo incomodo, il responsabile in primis di questa spirale di follia, rimasto per quattro anni ignoto, nell'ombra, fino a che il più classico degli scherzi del destino non lo mette sulle tracce della stessa persona che ha inconsapevolmente vittimizzato anni prima, trasformando un padre affettuoso ed un brillante professionista della medicina in un aguzzino che vive solo per soddisfare il proprio odio, un odio implacabile che viene periodicamente rinfocolato dalle visite all'istituto dove quel che resta della sua creatura si contorce in preda alla pazzia;un odio che – rinnovato – può poi sfogare sulla sua vittima che attende – ormai succube e rassegnata – rinchiusa in una camera chiusa a doppia mandata.
Fino a che si arriva al punto di rottura: anche l'odio più feroce non può durare per sempre, e alla fine della storia, chi è la vittima e chi il carnefice, quando il boia arriva a preoccuparsi più dell'incolumità della propria prigioniera che di sé stesso e la prigioniera diventa complice e consenziente?
Un vero e proprio capolavoro del noir, che scorre implacabile come un fiume in piena fino ad arrivare ad un finale totalmente inaspettato e per questo ancor più memorabile nella semplice, consapevole accettazione che lo status quo che si è ormai instaurato è la migliore delle soluzioni possibili.