Era inevitabile che il libro diventasse un film. E' degli anni '80 ma anche rivisto ai giorni nostri ha una freschezza incredibile, Alan Parker ha scelto attori non professionisti e il risultato è di grande naturalezza. Guardarlo è immergersi completamente nella Dublino anni '80, è come fare un giro vorticoso di giostra, e non si vorrebbe più scendere! Trama: il giovane Jimmy Rabbitte decide di diventare il manager di una grande soul band che si chiamerà "The Commitments", a questo scopo ingaggia i suoi amici musicisti e trova anche tre avvenenti coriste. Il gruppo si completa con Joey "The lips" Fagan, un esperto suonatore di tromba molto più vecchio dei suoi colleghi, che affascina tutti con i suoi aneddoti strabilianti sui grandi artisti con cui ha suonato. E' lui la figura-chiave del gruppo, colui che appiana gli inevitabili dissapori fra i musicisti e il cantante, molto dotato vocalmente, ma assolutamente odioso. Nel libro viene descritto come un bellone, mentre nel film è interpretato da un robusto Andrew Strong, ma che voce! Finalmente, dopo molte prove e tra mille difficoltà, il gruppo va in scena durante uno spettacolo parrocchiale e comincerà la sua scalata al successo, fino a quando.... ma non voglio guastarvi il finale! I dialoghi sono irriverenti, il linguaggio vivo, le descrizioni impietose ed acute, mentre il finale è agrodolce. La colonna sonora è una delle più belle che conosco, contiene tra gli altri grandi classici del soul anni'60 e'70: "Mustang Sally", "In the midnight hour", "The dark end of the street", "Chain of fools" , "Try a little tenderness", che il gruppo interpreta con grande bravura. Per chi lo apprezza, vale la pena di vederlo in lingua originale con i sottotitoli. Da regalare, ma soprattutto da vedere e rivedere, sicuramente rappresenta un acquisto eccellente ad un prezzo onesto.