Imperdibile il ritorno sulle scene dei Rhapsody of Fire dopo anni di forzata assenza dovuta a questioni legali con la vecchia etichetta discografica.
La potenza e l'ispirazione sono quelle degli esordi, allontanata un poco l'eccessiva e a volte fin troppo pretenziosa ricerca del pathos da film score degli ultimissimi lavori, finalmente torna a parlare la chitarra di Turilli. Ed è una vera gioia per gli amanti di queste sonorità. Riff al fulmicotone, melodie avvincenti e ritornelli da cantare a squarciagola con Lione in grande spolvero e Staropoli alle tastiere instancabile e ispirato come sempre.
Tutto è al proprio posto in quest'album e non c'è un solo momento sotto tono. A giugno 2011 uscirà l'ultimo capitolo della saga fantasy inventata dai nostri e se la band rimarrà su questi binari allora non potremo che aspettarci l'ennesimo capolavoro, sperando in un finale da lacrime come fu ai tempi di "Power of the Dragonflame".
Keep the flame alive mighty warriors! Forever.