Bingham (Clooney) è un tipo bello, intelligente e bravissimo nel suo lavoro (tagliatore di teste: uno che va in giro a ridurre il personale delle aziende). Vive viaggiando, letteralmente: sta quasi più tempo in volo che in terra. Mai a casa sua, perché una vita propria, di fatto, non ce l'ha.
Scopre che non basta, grazie alle batoste che riceve da due donne (lui che le donne le stende con un sorriso!): una ragazzina saccente che ridimensiona il ruolo dei "viaggianti" nell'organizzazione di Bingham, a favore di più economici contatti a distanza; e un'altra fascinosa viaggiatrice, che però quello che fa con Bingham lo fa per gioco, mentre per lui il gioco è diventato la vita stessa. E volare è solo il modo per non crescere.
Buon film, ottime interpretazioni e conclusione amara ma realistica.
Mi ha incuriosito leggere sul sito Mymovies (a firma Marianna Cappi) che, rispetto agli altri lavori di Reitman, questo film avrebbe questo difetto : "va spedito come un volo intercontinentale, dice quel che intende dire e non altro". Santa Peppazza ! Magari lo dicessero sempre di me!