Stephen King è, a mio modesto parere, più bravo quando sbrodola, quando supera le 7-800-1000 pagine. In un racconto, tipologia narrativa che tuttavia pare amare molto, sembra un pò "costretto". Qui l'interesse è innanztutto per l'introduzione, nella quale spazia tra i vari generi letterari con la consueta maestria, rivendicando la necessità del racconto breve come mezzo per esprimere la moltitudine di idee che gli nascono nella testa (beato lui!!).
Tra i racconti spiccano 1408 (tema: stanza d'albergo maledetta), Autopsia 4 e Riding the bullet, quest'ultimo precedentemente uscito come e-book (tipologia di diffusione quasi ignota ai tempi) negli Usa e stand-alone (con cd-rom) in Italia. In particolare quest'ultimo racconto evidenzia il bene e il male di un racconto breve. Il tema è quello classico da notte al campeggio tra ragazzini, di pura paura. Lo si legge in un paio d'ore e resta il rammarico che questo viaggio con la morte sia finito cosi' presto.
C'è anche un racconto "Le piccole sorelle di Eluria" che può essere visto come una appendice ai 7 volumi della Torre nera, il romanzo epico di una vita con cui King ha cercato di unire il western alla Sergio Leone con il Signore degli anelli. Io ho sempre visto la Torre nera come opera minore di King e quindi anche questo racconto mi interessa poco.
Discreto e/o dimenticabile il resto