Uncharted: Drake's fortune entra di diritto nell'olimpo dei videogames di nuova generazione. Una volta inserito il blue-ray nella console Sony, si viene catapultati direttamente nel vivo dell'azione, senza troppi mezzi termini, entrando subito a far parte di un mondo pieno d'azione, ma soprattutto di avventure.
Avventura: se vogliamo descrivere questa esclusiva con una sola parola, sarebbe quella più adatta, che si accosta perfettamente al titolo in questione. Ovviamente, come detto prima, c'è anche una non trascurabile componente d'azione; ma basterà poco per comprendere che il fulcro del gioco è basato sull'avanscoperta di rovine o sulla soluzione di svariati enigmi, uno su tutti: la ricerca del tesoro di Drake.
Uncharted: Drake's Fortune
Ma per parlare di questo dobbiamo fare un passo indietro, svelando una piccola ed innocua parte della trama. Nelle vesti di Nathan "Nate" Drake, andremo alla ricerca del tesoro lasciato da Sir Francis Drake, antenato del protagonista; perciò, affiancati da una giovane reporter, con lo scopo di poter trarre "la sua storia" dalle avventure dell'intrepido Nate, andremo a vivere un'avventura incentrata quasi totalmente sulla ricerca del tanto agoniato tesoro: "El Dorado".
I presupposti per una trama emozionante ci sono, e non vengono affatto smentiti, tant'è che più ci addentreremo nel mondo di Uncharted, più verremo coinvolti emotivamente, risultando sempre più interessati al proseguo della trama. Il gioco, diviso in ventidue parti, può essere tranquillamente paragonato ad un libro di Ted Bell, o Clive Cussler, anche per la suddivisione in capitoli, molto simile a ciò che avviene nei libri. Pur essendo composto da ventidue capitoli, il gioco non trova nella longevità la sua preponderante peculiarità, anzi, sarà uno dei suoi pochi punti deboli; punto di forza senza dubbio è la grafica, fluida e realistica, quasi mai vista prima d'ora, anche se il paesaggio, pur risultando definito ai massimi livelli, si scopre quasi mai interattivo. Altro punto di forza è la colonna sonora, quasi mai fuori luogo, in grado di alternare musiche vive e piene di energia durante le sequenze d'azione, a melodie più tenui o cupe, a seconda dei momenti in cui il nostro protagonista Nate dovrà risolvere i diversi enigmi per poter proseguire nella sua avventura.
Nate durante una delle tante scalate
Le sequenze d'azione, durante le quali Nate sarà impegnato a sparare ai diversi nemici, risultano sottotono rispetto al resto del gioco, probabilmente anche perché come detto prima, l'adventure game in questione non fa dell'azione il suo piatto forte. In linea di massima il gameplay risulta fluido e mai pesante, con bugs inesistenti.
Infine Uncharted: Drake's fortune, si presenta come un titolo in grado di far appassionare una vastissima scala di amanti dell'adventure; mi piace definirlo il 'Tomb Raider' della nuova generazione, senza nulla togliere alla bella Lara Croft. Un gioco con molti pregi, e pochi difetti, che verranno sicuramente annullati nel secondo capitolo dai ragazzi di Naughty Dog e Sony.