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5.0 su 5 stelle
Un muro di suono, 20 giugno 2011
Questa recensione è su: Vertigini (Audio CD)
Un muro di suono impressionante come il rombo delle monoposto di Formula Uno schierate sulla griglia di partenza. È il rock muscolare dei Big Ones, che dopo il lusinghiero esordio nel 2009 con 'Altro che eroi', il 26 aprile pubblicano il secondo album 'Vertigini' (Warner Music) prodotto dalla band formata dal cantante Renzo D'Aprano, Luca Mommi e Marko Pavic alle chitarre, Gian Marco Benvenuti alle tastiere, Massimo Conti al basso e Mauro Munzi alla batteria.
Le 11 tracce del cd 'Vertigini' sono una colata lavica di rock dirompente punteggiato con accenti blues, punk e classici. «Abbiamo creato una contrapposizione fra dinamiche estreme e sonorità più ricercate: nella parte strumentale del brano 'Quale felicità', per esempio, c'è una breve citazione dell'adagio del 'Concerto in Sol' di Ravel», spiega Gian Marco Benvenuti, diplomato in pianoforte al Conservatorio e co-autore delle musiche con Renzo D'Aprano e Luca Mommi.
Uno dei brani in cui è più evidente questa fusione è la struggente 'Grido al mondo' con sfumature di chitarre acide, i suoni morbidi di un Rhodes distorto e lo xilofono nei fraseggi più dolci. In 'Quale felicità' la citazione di Ravel convive con l'assolo di armonica che ribadisce l'impronta blues data dalla chitarra leggermente distorta. Cambio radicale di sonorità nelle venature punk di 'Testa o croce', che chiude l'ascolto del disco con un coro dagli echi beatlesiani. Nel rock viscerale dei Big Ones c'è spazio anche per canzoni dal forte impatto emotivo come 'Anche Dio lo sa', una ballad rock epica, sentimentale e grintosa come ne sanno scrivere solo le grandi rockband.
'Vertigini' non è un concept album, ma i testi scritti da Renzo D'Aprano (autore unico delle parole) seguono un sentiero impercettibile che conduce le undici tracce su un percorso comune. Sono legate fra loro da un evidente fil rouge le due canzoni che aprono il disco. Il singolo 'Inaffidabile': «Noi musicisti spesso dobbiamo difenderci dai pregiudizi di chi ci considera persone avulse dalla realtà. Non comprendono tutta la passione, la serietà e l'impegno che mettiamo nel nostro lavoro. Facciamo tanti sacrifici, ma qualcuno li ignora o addirittura li ridicolizza». E la successiva 'Credici': «Affermiamo con orgoglio la coerenza delle nostre scelte. È meglio essere eredi di un ideale importante, e per questo più complicato da rispettare, piuttosto che finti eroi di realtà virtuali e successi effimeri che si consumano alla velocità di un cerino». Il veleno dei pregiudizi è il tema anche di 'Respirando': «Le ferite che bruciano di più sono quelle dell'anima. Delusioni e pregiudizi fanno più male, perché costringono a vivere con un senso di bruciore nel cuore».
Oltre a essere idealmente legata ai tre brani appena descritti, la title-track 'Vertigini' rappresenta l'intero disco perché raffigura al tempo stesso la felicità per un sogno che si è avverato e la promessa che tutta questa gioia sarà uno stimolo e non un ostacolo. «Dopo l'esperimento positivo dell'EP 'Altro che eroi', siamo fieri che la Warner Music abbia creduto nel progetto dei Big Ones e abbia investito risorse nel nostro secondo album in questo periodo non facile per la discografia. Abbiamo le vertigini per la felicità, ma restiamo con i piedi ben piantati per terra. La vera gloria per noi è il confronto con il pubblico ai concerti».
Sono due facce della stessa medaglia pure le ultime tracce del cd 'Vertigini'. Il brano 'Stessa follia' prende spunto da un fatto tragico per affrontare il tema della depressione: «In alcune persone la sensibilità è così accentuata da spingerle alla follia. Sono individui fragili, che sentono di non avere scampo e preferiscono volare via dalla realtà, perché non riescono ad affrontare il proprio disagio». Spirito opposto quello del protagonista di 'Testa o croce': «Una persona intelligente e geniale, che arranca ma non si arrende ai dispetti della vita. E riesce a rendere tutto positivo grazie al suo estro».
Pur avendo un'impronta autobiografica («Soprattutto in 'Grido al mondo', dove urlo tutta la mia rabbia e malinconia per la perdita di mio padre; pur avendo accettato che tutto ha un inizio e una fine») i testi di Renzo D'Aprano hanno connotati universali, perché parlano di emozioni e vicende che coinvolgono tutti gli esseri umani. Il ricordo di un ex amore che rosicchia l'anima in 'Anche Dio lo sa': «È una canzone di rinascita: il protagonista torna finalmente a vedere il bicchiere mezzo pieno e si concentra sulla propria vita con maggiore fiducia e grinta». Un amore colpevolmente perduto in 'Cosa rimane': «A volte commettiamo errori a cui noi non diamo peso, ma che feriscono mortalmente la persona che ci ama. E il vuoto che lei lascia nella nostra vita non può essere colmato con il piacere dell'avventura di una notte». La paura di confrontarsi con altre persone in 'Cieli lividi': «Arrendersi o nascondersi non è una soluzione. Mai. È vero che abbiamo sempre tanto da imparare, ma abbiamo anche esperienze altrettanto importanti da condividere con il prossimo». E il pudore di esprimere la propria felicità per il timore di perderla in 'Quale felicità': «La gioia è un'emozione che non dura in eterno: sono momenti di felicità brevi come scariche di adrenalina che ci danno la forza di andare avanti. Non dobbiamo vergognarci di manifestare la nostra felicità; ma sempre facendo attenzione a non lasciarci travolgere dalle vertigini, perdendo il contatto con la realtà».
Interamente arrangiato e prodotto dai Big Ones, l'album 'Vertigini' è stato registrato nello studio Acme del batterista Mauro Nunzi, che ha curato pure la fase del mixaggio. Su iTunes è disponibile anche la bonus track 'Altro che eroi' in una versione unplugged incisa da Renzo D'Aprano (voce e armonica) e Gian Marco Benvenuti, che ha suonato il pianoforte e diretto il quartetto d'archi Ego.
luca benedetti
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