Ho letto tutti i libri di Crichton, avendo così modo di apprezzarne la vena creativa e l'acutezza nel far emergere quanto possa essere pericolosa una scienza priva di etica e controllo.
Autore visionario, brillante, ha saputo fondere immaginazione al rigore scientifico che ha sempre accompagnato ogni sua creazione, un Verne del XX secolo insomma, che ha mostrato la capacità di vedere qualcosa che ancora non esiste rendendola il più delle volte reale.
Ma al netto delle precedenti considerazioni, "Viaggi" è il testo che mi è piaciuto di più anche se forse è quello che ha ottenuto meno successo. Si tratta di un opera molto diversa da quella a cui ci ha abituati l'autore, del tutto personale in cui Crichton si racconta, descrivendo fatti, avvenimenti, esperienze che in qualche modo ne hanno cambiato prima, arricchito poi, la vita. Capitoli separati tra loro, non c'è sviluppo della storia, ne trama, il viaggio di cui si parla è un percorso personale. Ogni capitolo un tema su cui riflettere, ogni argomento viene trattato con perspicacia, senso dell'umorismo, intelligenza, curiosità.
Ho condiviso la sua stessa frustrazione in campo medico nel momento in cui mi sono accorto che la scienza ortodossa, la medicina ufficiale appunto, più spesso di quanto non si immagini tende a chiudere gli occhi, a non porsi domande essenziali rispetto alla sensatezza di alcune sue pratiche o di alcuni aspetti dell'uomo che volutamente vengono lasciati orfani di qualsiasi approfondimento. Il capitolo che descrive la sua esperienza di medico fa riflettere a lungo.
Lascia perplessa la diffidenza degli altri lettori rispetto al tema delle auree e che dimostra ancora una volta quanto sia netta la separazione in occidente tra materia ed energia. La teoria della relatività chiarisce ampiamente come si tratti dei due lati della stessa medaglia, ma la nostra cultura fatica a considerare ciò che non è tangibile anche se in realtà basterebbe osservare un quadro del 200 per vedere le auree rappresentate attorno a santi all'altezza del capo. La lettura dell'aura è accessibile a tutti, richiede solo concentrazione e pratica oltre che una mente aperta.
Voglio concludere ricordando il finale, semplicemente strepitoso, ed è ciò che più mi ha colpito dell'uomo e che più mi piace ricordare dello scrittore tra tutte le sue pagine lette.
Veramente bello!