Un libro indimenticabile, che racconta storie straordinarie di persone comuni come potremmo essere io o voi che leggete queste righe. Le vite di Jérôme e Delphine vengono sconvolte da un avvenimento insostenibile, la morte della loro bambina a causa dello tsunami che ha investito Ceylon .
Anche in mezzo alla distruzione e alla disperazione, i sopravvissuti cercano di conservare la loro umanità verso coloro che hanno perso tutto. Questo libro è la testimonianza del loro esserci e ritrovarsi in mezzo a tanta desolazione, in uno dei momenti più intensi descritti nel romanzo. Anche Emmanuel e Hélène ritrovano se stessi e il loro amore, che credevano finito per sempre, e decidono di non lasciarsi più. Poche settimane dopo essere tornati dall’inferno di Ceylon alla vita di Parigi, Hélène viene raggiunta dalla notizia che sua sorella Juliette sta morendo. La giovane donna, già paralizzata alle gambe da un cancro in gioventù, è in fin di vita. L’autore racconta la storia di Juliette, una storia di passione intensa per la vita, per la famiglia, per il lavoro che le ha dato profonde soddisfazioni, la storia di una donna che ha lottato con tutte le sue forze contro la malattia per strapparle tempo. Questa giovanissima donna decide di organizzare tutto il suo tempo in modo da non sprecarne nemmeno un attimo, dalla chemioterapia alla cura delle sue bambine, coinvolgendo il marito e gli amici in questo momento così difficile, quando sa che la vita sta per lasciarla. Vi sono momenti veramente intensi nel libro, come quando Patrice e Juliette fanno goffamente l’amore dopo la tremenda notizia, senza immaginare che per loro sarà l’ultima volta. Con l’aiuto dell'amico Etienne, Juliette che si tormenta perché le sue figlie avranno pochi ricordi di lei, scrive una breve lettera alle sue bambine, un’autentica dichiarazione d’amore. Per lo stesso motivo, Juliette chiede all’amico Philippe di scattarle molte foto, per lasciarle alle figlie. La giovane madre pianifica anche il suo funerale e cerca di immaginare la vita del marito e delle bambine senza di lei. Verso la fine, non permette alla morte di rubarle gli ultimi momenti con le figlie Amélie, Clara e Diane, e chiede ai medici di prolungare le cure in modo che la sua morte avvenga dopo il saggio della loro scuola. Così avviene e Juliette si abbandona alla morte, con accanto il marito Patrice. E stranamente, lui non si dispera, ma si sente pervaso da un enorme amore per lei. E la vita andrà avanti senza Juliette, giorno dopo giorno... Ma il finale è consolatorio. Questo libro si intitola “Vite che non sono la mia” ma in realtà queste vite l'autore le fa proprie, descrivendole con grande partecipazione. La vita e la morte della bambina e della giovane madre danno forza e significato non solo a tutte le vite dei loro cari e dello scrittore che le ha raccontate, ma anche alle vite di noi che leggiamo questo romanzo. Sì, questo è un libro di quelli che resteranno nella memoria del lettore. Un libro bellissimo, un grande scrittore.