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Le colpe dei padri Copertina rigida – 2 apr 2013


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Dettagli prodotto

  • Copertina rigida: 316 pagine
  • Editore: Piemme (2 aprile 2013)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8856625369
  • ISBN-13: 978-8856625363
  • Peso di spedizione: 921 g
  • Media recensioni: 4.4 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (46 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 34.352 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

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Recensioni clienti

Le recensioni più utili

18 di 19 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di federico il 12 aprile 2013
Formato: Formato Kindle
"Le colpe dei padri" è senz'altro il libro più maturo di Alessandro Perissinotto. Coinvolgente fin dalle prime righe, proietta il lettore in una, anzi più storie, tutte avvincenti, magistralmente tratteggiate, sullo sfondo di una Torino post-industriale.
Il libro sedimenta dentro l'animo del lettore pagina dopo pagina, riuscendo a sollecitare, in maniera lieve ma inesorabile, riflessioni alle quali non ci si può sottrarre.
Le colpe dei padri, le debolezze dei figli, la fragilità del tessuto sociale. Nel libro c'è un formidabile ritratto dei nostri giorni. Da leggere, assolutamente.
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4 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di normanmailer il 27 giugno 2013
Formato: Copertina rigida
una prova molto valida di perissinotto che mi ha incollato alla lettura grazie alla credibilità dei personaggi ed alla capacità di raccontare il contesto di una Torino che sta facendo i conti con un passato che ritorna. Interessante il parallelo fra gli effetti della globalizzazione di adesso, e della delocalizzazione in provincia negli anni 80. Convincente il modo come viene raccontato il mobbing e le dinamiche manageriali. Narrazione ben fatta, dove la concatenazione degli eventi casuali alla inizio porta ad un colpo di scena a metà libro che mi ha preso totalmente in contropiede. In alcune cose tuttavia la lettura mi ha affaticato, in particolare mi ha messo a disagio il richiamo esplicito alle tecniche di narrazione che lo stesso narratore invoca per spiegare meglio alcune situazioni.Infine il linguaggio mi sembra troppo asciutto, quasi piatto. Ho recentemente letto Ammaniti, corona e Pennacchi...i loro libri avevano una forza affabulatoria maggiore. Nel complesso un libro utile ed importante, duecento volte superiore al sopavvalutatissimo strega 2011 , storia della mia gente, che narrava temi simili. Bravo perissinotto.
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9 di 10 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di capitan hook il 6 maggio 2013
Formato: Copertina rigida Acquisto verificato
Per un torinese il libro ha qualche cosa di più , per i luoghi , le storie , le abitudini torinesi , che è possibile vivere e riconoscere più di altri lettori . Però il romanzo , o forse meglio la storia di questo personaggio in crisi di identità , ha una profondità che certamente pochi sanno descrivere . La ricerca di un equilibnrio , le problematiche intime dovute alle scoperte su se stesso , gli episodi della vita quotidiana , esprimono sensazioni delicate e rendono viva l'ansia del protagonista .
Ho letto tutto di Perissinotto , e mi sento di dire che questo è il libro più affascinante .
E poi un finale inaspettato , dove le antitesi e le contraddizioni interiori scompaiono , per lasciare spazio ad una nuova persona , fresca , che ha dimenticato tutta la sua stanchezza e coglie le semplicità della vita . Da non perdere .
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4 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Antonio Soncina il 28 giugno 2013
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Perissinotto usa il pretesto della vicenda dell’ingegner Guido Marchisio per narrare la storia più recente di Torino, città che ha visto espansione industriale, quartieri-dormitorio per gli operai, ristrutturazioni (leggasi: cassa integrazione e licenziamenti), Fiom, scioperi, picchetti e Brigate Rosse.

Partendo dagli anni settanta fino ai giorni nostri, la storia si ripete. Sono ancora i benestanti dirigenti d’industria a determinare il destino di chi ha dedicato la propria vita a torni e presse, e da tale aggressione scaturiscono due risposte: una pacifica, che si rivolge agli scioperi, e l’altra violenta, affidata alle armi. Mondi in contrasto, e il protagonista si trova improvvisamente in mezzo a tutto questo.

Guido è il braccio destro della dirigenza, colui che dovrà attuare le scelte dei vertici per ristrutturare l’azienda, e non ci vede niente di male: lui è un privilegiato, di buona famiglia, con una brillante carriera universitaria, una casa in centro a Torino, una bella fidanzata e l’appartenenza a un’élite; il resto non gli interessa. Cosa sarebbe successo, però, se i suoi natali fossero stati differenti? E’ questo il dubbio che si insinua in lui quando viene scambiato per un certo Ernesto Bolle, somiglianza che lo incuriosisce, portandolo a indagare sulla vita del sosia.

Non cerchiamo personaggi ben costruiti o meno stereotipati (il peggiore è Carlotta, che sembra una bambola per quanto è perfetta), né particolare introspezione. Collegando storia e fiction, ”Le colpe dei padri” è a metà strada tra romanzo e saggio, e spesso la bilancia pende più dalla parte di quest’ultimo. La prosa è asciutta e funzionale. Il risultato è gradevole, la narrazione rallenta solo in alcuni punti e fa digerire temi non proprio leggeri.
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8 di 9 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di rooster RECENSORE TOP 100 il 2 maggio 2013
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Probabilmente il miglior romanzo che ho avuto occasione di leggere negli ultimi mesi
(e non ne leggo pochi). Appassionante, coinvolgente e scritto magistralmente questo libro
lo giudico il migliore che ci ha regalato Perisssinotto. Il fatto che sia stato anche
ambientato non solo nella mia città ma per certe pagine in una zona di Torino che conosco
bene non ha fatto altro che accrescere il mio giudizio largamente positivo.
Un grazie all'autore. Da non perdere assolutamente.
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Formato: Formato Kindle
...Bella e difficile l'idea di affrontare ciò che sono stati gli "anni di Piombo" qui a Torino, l'atmosfera pesante che si respirava allora, le storie di tante persone che hanno avuto a che fare con quei tragici momenti.... Ma la storia non è molto originale (tranne l'idea particolare e centrale che ruota intorno ad un noto Ospedale cittadino) ed il finale è veramente strascicato, quasi buttato lì perché non si sapeva come "chiudere" il romanzo... Poi le digressioni personali dell'Autore sono lunghe ed anche un po' noiose ... Meglio, molto meglio la descrizione della Falchera e dei suoi abitanti ed il tentativo di spiegarne le contraddizioni e le sue "mitologie" ... Si poteva però fare molto di più ...
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