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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
alla ricerca del padre,
Di
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Questa recensione è su: Il destino dei Malou (Biblioteca Adelphi) (Brossura)
L'intraprendente dinamico controverso Eugene Malou si spara in testa sull'uscio della casa del rivale, che evidentemente gli ha appena rifiutato il proprio aiuto.Il figlio Alain, uscito da scuola coi compagni, passa proprio di lì vede il corpo sfigurato del padre. Come la distruzione dei tratti del volto impone alla memoria di Alain di ricostruirne la fisionomia, così il ragazzo - che mai ha conosciuto né mai siè domandato chi fosse realmente il padre - avvia una sua ricerca personale per capire il genitore. Della cui scomparsa in famiglia nessuno si dispera granché: non la moglie, calcolatrice e anaffettiva anche verso i figli, che lascia volentieri al loro destino; né la figlia Colette, che interpretando a modo suo la "carnalità" del padre, si concede con estrema disinvoltura e pensa di costruire la propria esistenza sul fascino esercitato su un professionista sposato con figli; né il primo figlio Edgar, avuto da un'altra donna (anch'essa piuttosto freddina in ordine alla tragedia), bisognoso di certezze materiali e di tranquillità. Alain per prima cosa si sgancia da questa bella famiglia e decide di mettersi in proprio: trova un impiego (che la cattiva fama della sorella mette in pericolo), una sistemazione presso un'accogliente locanda, e soprattutto recupera alcune persone (un dipendente del padre e un suo amico di infanzia, ex forzato) che al padre devono moltissimo, che rispettano il ragazzo, offrendogli amicizia e prove di grande lealtà. Chi era Malou? E cosa si trasmette in Alain della sua stirpe? Alain affianca alle assai riduttive rappresentazioni dell'astiosa Colette (che sa cogliere del padre solo i aspetti di debolezza sui quali si è accomodata) quelle degli amici e compone, con ostinazione e sofferenza, una quadro composito, ricco di sicure evidenze, ma anche di pieghe irrisolte. E in quel quadro sa riconoscersi, non in un banale tentativo di imitazione, ma nella scelta di trovare una propria strada, un proprio personale approccio alla vita, coraggioso e innovativo, mai chiuso al prossimo. Se il suicidio di George Bailey non fosse stato fermato dall'angelo Clarence (in "La vita è meravigliosa" di Frank Capra, uscito pochi mesi che Simenon, allora negli USA, avviasse la scrittura del romanzo), cosa avrebbero saputo del padre il figlioletto o la piccola Zouzou? Quello che avrebbe loro raccontato il rivale Potter, causa e benficiario del suo tracollo, che l'aveva sempre considerato un sognatore buono a nulla? O quello che in quei "sogni" - le case rese possibili dalla "Bailey Costruzioni e Mutui" - viveva e aveva potuto tirar su la propria famiglia? Le analogie tra Malou e Bailey sono nel loro saper affrontare un contesto fermo nella copnservazione di posizioni di potere e "costruire" letteralmente e metaforicamente nuove possibilità per la fetta di genere umano che li circonda. Non a caso Malou ha il sogno di edificare "Malouville", un quartiere all'avanguardia, e una parte intera della cittadina di Bailey è stata costruita grazie alla sua intraprendenza (tanto che nell'incubo del "non essere mai nato" George scopre che la città si chiama "Potterville", perché nessuno ha contenuto le brame dell'avido riccone). Ma il Malou di Simenon è più complesso, e non solo perché non deve sottostare al codece Hays : è uomo ("prima che essere onesto, è un uomo" come spiega il vecchio amico ad Alain) attratto dalla sensualità, amante delle donne e del piacere, ma che non perde mai di vista il suo obiettivo e il suo codice personale. Altro che George, che esita a baciare la ragazza che aspetta un bacio da mezz'ora! E infatti nessun collega di Clarence, l'angelo, interviene a deviare il colpo che Malou si è sparato... Probabilmente c'è molto d personale in come il Grande Belga ha reso il giovane Malou e i suo destino.
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