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Come dire. Galateo della comunicazione (Comefare)
 
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Come dire. Galateo della comunicazione (Comefare) [Brossura]

Stefano Bartezzaghi
4.0 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (1 recensione cliente)
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Descrizione prodotto

Sinossi

Le scorrerie di Bartezzaghi, allegro linguista e principe dei giocatori di parole, tra le praterie della lingua: i suoi usi e abusi, i suoi trucchi e doppi sensi. I nuovi modi di comunicare della civiltà digitale: il web, le mail, gli sms. I blog. Facebook e Twitter. Telefoni da leggere e da scrivere. Com'è fatto l'italiano che parliamo. I nuovi strafalcioni. E quelli antichi. Dall'editorialista di "Repubblica", un ritratto comico dell'Italia postmoderna, la sua lingua, la sua grammatica, la sua morfologia, la sua sintassi.

Dettagli prodotto

  • Brossura: 209 pagine
  • Editore: Mondadori (4 ottobre 2011)
  • Collana: Comefare
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8804611464
  • ISBN-13: 978-8804611462
  • Peso di spedizione: 358 g
  • Media recensioni: 4.0 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (1 recensione cliente)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 14.380 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle grammatica italiana sui generis, 2 novembre 2011
Di 
Questa recensione è su: Come dire. Galateo della comunicazione (Comefare) (Brossura)
Quando Stefano Bartezzaghi nella sua rubrica _Lessico e nuvole_> inserisce un po' di "frasi matte" io in genere scorro il testo senza troppa convinzione. Ma trovarle in questo libro è tutta un'altra cosa. Il segreto? Il contesto. Bartezzaghi è molto bravo a mettere insieme le parole e presentare così il testo in maniera a prima vista leggiadra, lasciando le battute e i sorrisi all'intelligenza del lettore che deve mettersi a capire cosa c'è effettivamente scritto.
Il libro è molto meno serio di quello che si potrebbe credere leggendo i titoli e soprattutto i sottotitoli dei vari capitoli... anzi no. Bartezzaghi è serio, ma lo è perché gioca con la lingua e le parole, e chiunque abbia visto giocare dei bambini sa che il gioco è un'attività serissima. Il libro non è un testo di grammatica, né lo vuole essere: in fin dei conti quando le parole sono il lavoro di qualcuno è molto più divertente avere esempi che esulano dallo standard codificato, perché c'è sempre materiale nuovo. D'accordo, nel capitolo sui menu "tradotti in inglese" o in italiano si sente un certo qual raccapriccio, ma in genere Stefano è più descrittivista che prescrittivista, e anche quando non è convinto di certe costruzioni come i superlativi di nomi e verbi lascia piena libertà al lettore, anzi al parlante, di scavarsi la fossa con le proprie mani; l'ultimo capitolo ha addirittura come sottotitolo "come fottersene della grammatica e vivere felici", con tanto di paginata sulla scelta di usare proprio quella parola e perché proprio in quel momento.
Non garantisco che leggere questo libro porti a un miglior uso della lingua italiana; però porta a un buon uso del tempo passato a leggerlo :-)
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