James Sveck ha diciotto anni e vive a New York. Durante l'estate, e in attesa di partire per l'università, lavora nella galleria d'arte della madre dove non entra mai nessuno e dove vengono esposte opere di un autore senza nome. Ama la solitudine, la lettura e detesta la gente, 'Il problema principale era che non mi piace la gente, e in particolare non mi piacciono i miei coetanei, cioè quelli che popolano l'università. Ci andrei volentieri se ci studiassero persone più grandi. ('). Le persone, almeno per quel che ho visto fino adesso, non si dicono granché di interessante. Parlano delle loro vite, e le loro vite non sono interessanti. Quindi mi secco'. Fantastica, quindi, di disertare l'università e di acquistare una vecchia casa nel Midwest dove trasferirsi per vivere di lettura e solitudine.
James vive con sua sorella Gillian, che è al terzo anno di università ed intrattiene una relazione con il suo professore di teoria del linguaggio, un certo Rainer Maria Schultz, e con sua madre Marjorie, che è appena rientrata dalla sua ultima luna di miele (la terza), durata 3 giorni, e che ha interrotto bruscamente lasciando Barry, il suo neo marito, a Las Vegas, dopo che lui le ha rubato la carta di credito nel sonno per usarla nel casinò dell'albergo, perdendo 3.000 dollari.
Quando James dichiara di non voler partire per l'università ovviamente sua madre e suo padre Paul non sono d'accordo, vogliono che lui si laurei, ma soprattutto prendono questa sua decisione come l'ennesimo colpo di testa del figlio che già in passato gli dato più di un motivo per preoccuparsi, cose come fughe da gite organizzate e sparizioni improvvise. Decidono, quindi, di mandarlo in analisi.
L'unica persona che pare comprendere il suo punto di vista, il suo rifiuto di frequentare l'università e i suoi coetanei è sua nonna, Nanette, che vive sola in un sobborgo di New York e a cui lui fa spesso visita, apprezzando la sua vecchia casa, colma di cose antiche e affascinanti e che James ama da sempre come l'unico luogo in cui si sente davvero a suo agio.
Considera come suo unico amico, John, l'assistente di sua madre alla galleria, un afroamericano gay di trent'anni, frequentatore di chat per incontri, con il quale passa la maggior parte del suo tempo. In un noioso pomeriggio lavorativo, James si iscriverà alla stessa chat di John, inventando un profilo in tutto per tutto identico a quello richiesto dall'amico, fino a concordare un incontro con lui.
Il romanzo di Peter Cameron, uscito per Adelphi nel 2007, descrive principalmente la difficoltà di comunicazione di James, 'Riflettevo sui concetti di pensiero e di linguaggio, a quanto sarebbe stato difficile esprimerli - o quantomeno spossante, come se pensarli fosse già abbastanza e dirli fosse pleonastico o riduttivo, perché lo sanno tutti che la traduzione svilisce un testo, è sempre meglio leggere il libro nella lingua originale (A la recherche du temps perdu). Le traduzioni sono solo delle approssimazioni soggettive e questo è esattamente quello che provo quando parlo: quello che dico non è quello che penso ma solo quello che più gli si avvicina, con tutti i limiti e le imperfezioni del linguaggio. Quindi penso spesso che sia meglio stare zitto anziché esprimermi in modo inesatto'. Questa sua difficoltà traspare in modo chiarissimo durante le conversazioni del protagonista. Che si tratti della madre, del padre, della sorella o della sua analista, James non è di certo uno che lascia correre; nei vari dibattiti emerge chiaro il suo tentativo di svelare la futilità delle parole, la loro incapacità di rendere pienamente comprensibile il proprio pensiero.
Scritto in prima persona, lo stile di Cameron è svelto e di piacevole lettura. I pensieri di James sono un miscuglio di sarcasmo, maliconia, intelligenza e solitudine che rendono il protagonista un 'disadattato', forse poco simpatico, ma sicuramente capace di suscitare la nostra empatia, perchè in fondo chi non si è mai sentito un incompreso, almeno una volta e soprattutto da adolescente?
Da questo romanzo nel 2012 Roberto Faenza ha tratto l'ononimo film, interpretato da un giovane Toby Regbo.