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Recensioni scritte da Alessandro Voce (Milano, Italy)
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5.0 su 5 stelle
Nuovi talenti, 8 aprile 2013
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
C'è poco da aggiungere al successo che sta avendo negli UK questo ragazzo classe 1994. Un talento unico, con una voce d'altri tempi (per semplificare potrei dire "alla Dylan" ma sminuirei l'originalità di questo artista). Ci sono almeno 9 canzoni su 14 che mi piacciono e direi che non è poco per essere il suo primo album. Farà strada.
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2 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
2.0 su 5 stelle
Il metodo di Murakami, 26 febbraio 2012
All'inizio pensavo fosse un metodo. Mi son detto, Murakami scrive così perché vuole avvolgere il lettore in un'unica sensazione, in un'unica crisalide. Vuole convincermi che la storia abbia un unico respiro. E allora c'è un motivo ben preciso per cui sia Aomame che Tengo in momenti diversi della storia ascoltano e pensano alla Sinfonietta di Janácek. Ok, fin qui ci sto, i personaggi se pur distanti viaggiano sugli stessi binari (a proposito di binari e metafore sui treni, quante volte saltano fuori nella storia? troppe). Passiamo a Cechov. A un certo punto Tengo prende dallo scaffale "L'isola di Sahalin" di Anton Cechov per mostrarlo a Fukaeri. Più avanti, anche un altro personaggio, Tamaru, distante da Tengo, cita indovinate chi? proprio Cechov: "Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari". Regola già espressa da Stephen King nel suo "On Writing, Autobiografia di un mestiere" dove scrive che «una vecchia regola del teatro recita: se c'è una pistola sulla mensola del caminetto nell'atto I, deve sparare nell'atto III... altrimenti la cosa sa troppo di deus ex machina». Ogni indizio insomma, a tempo debito, deve essere posto all'attenzione dello spettatore, che si ritroverà a capirne il senso solo alla fine. Ora invece parliamo di Orwell, il mitico autore di 1984. Me l'aspettavo che Murakami ne avrebbe parlato, ovvio, nel suo libro intitolato proprio 1Q84. Ma c'era bisogno di tirarlo in ballo così tanto e con così tanti personaggi diversi? Inizia il professore, il tutore di Fukaeri. Poi ne parla Tengo con Fukaeri. Infine Ushikawa, quello che vuole dare i soldi a Tengo. Troppi. Come scrittore, Murakami, il fondo lo tocca in una delle scene finali: Aomamae è sul taxi e pensa, vestita a quel modo, di assomigliare alla Faye Dunaway del Caso Thomas Crown. Qualche battuta più avanti il tassista dice (facendomi andare lo stomaco in subbuglio e facendomi promettere di non prendere più in mano un altro libro di Murakami, mai più): "A proposito, signorina, lo sa che come tipo mi ricorda proprio la Faye Dunaway di quel periodo?" I personaggi cambiano ma i gusti, le citazioni, i pensieri sono gli stessi. Uno scrittore è proprio colui che riesce a buttare sulla pagina bianca personaggi forti e maledettamente diversi tra loro. Io credo che ci sia troppo dei gusti di Murakami dietro ogni suo singolo personaggio. Al diavolo la crisalide, qui siamo anni luce da Norwegian Wood!
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8 di 17 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Recensori non acquistanti, 13 gennaio 2012
Beh, se tutti mettono stelline senza acquistare il prodotto lo faccio anch'io. Mi sembra giusto, no? Tutti giudicano in base al prezzo, allora io lo faccio semplicemente in base alle immagini: e un prodotto così è da 5 stelle. Giudichiamo dopo l'acquisto (e anche così pecchiamo di superbia). ps: eliminerò questa recensione quando inizieremo a farlo.
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10 di 14 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Non tutto ciò che viene dopo è progresso, 11 gennaio 2012
Ho comprato questo Kindle il giorno che è uscito in Italia, ma scrivo solo ora la recensione quindi cercherò di toccare argomenti che ancora non sono stati trattati. Il mio voto è il massimo perché secondo me è al momento è uno dei migliori ebook reader in circolazione e con il prezzo più basso (non sciorino anch'io la storia dei 99€ per spiegare ai malinformati che il prezzo italiano è perfettamente in linea con gli USA, ma se volete acquistarlo su amazon.com fate pure e aspettate). Inutili anche le critiche per chi vuole il touch (che secondo me arriverà a breve anche qui (ma è anch'esso sempre aquistabile dagli USA); personalmente per leggere un libro non c'è bisogno dello schermo touch, i tastini laterali sono perfetti e studiati in modo da cambiare pagina solo se premuti in un certo modo, per evitare un'accidentale pressione laterale. Il design è molto semplice, lo spessore è minimo e il peso solo 170 grammi. E' davvero maneggevole e si può mettere tranquillamente nella tasca posteriore dei jeans (non sempre ci riuscivo coi libri), inoltre non dà l'impressione di essere fragile (anche se a breve comprerò una custodia, soprattutto per portarlo in giro). Il dizionario italiano, lo Zingarelli, è utilissimo: a volte mi perdo nelle spiegazioni, molto dettagliate ed esplicative con addirittura l'etimologia della parola e l'anno in cui è nato e si è diffuso il suo utilizzo. Sono presenti anche l'Oxford Dictionary e altri per chi legge in altre lingue. La comodità del dizionario è impagabile: basta spostarsi col cursore accanto alla parola e a pie' pagina appare la spiegazione, senza quindi distogliere l'attenzione alla lettura. In definitiva un dispositivo comodo, pratico, che ha bisogno della stessa luce di un libro normale, con una batteria che dura sino a 1 mese e un'esperienza di lettura quasi perfetta. Per chi preferisce aspettare il touch o il 3g, credo che faccia male perché collegarsi fuori casa quando hai già caricato dentro 1400 libri o evidenziare e girare le pagine con 'sto stramaledetto dito invece che toccare leggermente un tasto, mi sembre inutile. Questo però non è il capolinea, tutt'altro. Non abbiamo raggiunto il top, non è "esattamente" come leggere un normale libro di carta. Innanzitutto lo sfondo non è bianco, ma è leggermente grigino. I riflessi sono lievi e impercettibili, ma non assenti come nella carta. Cambiando pagina c'è quel veloce refresh che non mi è mai andato giù; ho provato a impostare il refresh ogni 5 pagine ma ho notato che se lo faccio alcuni paragrafi si ingrigiscono, diventano meno nitidi per poi riannerirsi al refresh. E poi quando hai il libro in mano è un altra cosa: se devi tornare indietro di 10 o 20 pagine per rivedere al volo un passaggio lo fai immediatamente; con questi dispositivi la cosa è più macchinosa e ardua e in definitiva si ha sempre l'impressione di non avere mai il pieno controllo del libro. Sembra una cosa al limite del paranoico, ma tenterò di spiegarmi: quando maneggi un libro cartaceo hai tutto sotto controllo, tutto è sfogliabile in pochi istanti, e a fine lettura sapresti riprendere tutti i passaggi senza problemi; con i lettori di ebook la musica cambia e hai la sensazione di essere inchiodato nelle singole pagine. In più non c'è sillabazione sul kindle, quindi c'è il rischio che il testo non sia sempre perfettamente allineato come accade puntualmente sui libri di carta. Un oggetto che per i divoratori di libri come me, non può mancare, ma che non ha ancora raggiunto l'apogeo. Insomma sì alle 5 stelle, ma su una scala dove 10 è il libro di carta.
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