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Classifica Top recensori: 264
Voti utili: 148
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Recensioni scritte da Marco "Fantasy geek, literature lover!" (Italy)
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4.0 su 5 stelle
Buona continuazione, 15 maggio 2013
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Il secondo volume della trilogia procede a un passo più spedito del primo. La trama si infittisce e alcune delle domande che il lettore si è posto dal libro precedente cominciano a trovare risposta. Per gli appassionati di Dragonlance, questa serie è sicuramente interessante. Si percepisce l'amore che i due autori hanno per la loro creatura.
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3.0 su 5 stelle
Nascita di un eroe, 11 aprile 2013
Devo dire che mi sono avvicinato ai romanzi di Salvatore con qualche ritrosia: in genere quando un autore ha così successo in questo campo, è quasi sempre per motivi che per me non sono fondamentali. A me non importa nulla di leggere scene di battaglia ben costruite, mi importa molto di più quello che prova il combattente o i combattenti, i motivi che hanno portato allo scontro, il suo disagio o la sensazione di benessere interiore. Insomma, aspetti che nel fantasy cominciano a essere finalmente presenti, grazie anche, forse soprattutto, a Martin. Salvatore costruisce un romanzo che è sì D&D dall'inizio alla fine (qualunque amante di quel gioco di ruolo non può non riconoscere elementi essenziali del gioco) ma che offre spunti per me interessanti sulla psicologia del protagonista e di molti altri personaggi che gli sono intorno. Non mancano le solite scene di battaglia per gli amanti del genere, ma il tutto è condito con un occhio di riguardo verso un'introspezione psicologia accennata e pur presente. Consigliato agli amanti di D&D, dei Reami Perduti e ovviamente agli amanti del fantasy ma è anche un libro che regalerei a un neofita del genere.
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4.0 su 5 stelle
Jane Austen per sempre, 19 marzo 2013
Un bel romanzo, un'idea interessante che vede i personaggi della Austen, con le loro problematiche e domande sulla vita, intrecciarsi con personaggi dell'era contemporanea, alle prese con le stesse situazioni ma "modernizzate". C'è un po' di Austen nella vita di tutti noi insomma. Il film ripropone alcune sequenze del romanzo (quelle meno "scasbrose", perché nel romanzo l'autrice osa un po' di più) con quel giusto miscuglio di ironia, sensibilità, mielosità e in qualche caso comicità. Gli amanti di Austen (i "Janeite", come si dice in gergo) non potranno non amare questo film, ricco di citazioni e rimandi alle sue opere. Per tutti gli altri, un'ottima introduzione alla scrittrice e ai suoi romanzi.
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4.0 su 5 stelle
Da collezione, 8 gennaio 2013
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Sicuramente un oggetto da collezione, questo manuale è la copia esatta del Player's Handbook di AD&D 1a Edizione uscito nel 1978. Fa sorridere la prosa convoluta del testo, in puro stile "Gary Gygax", successivamente abbandonata per un periodare più semplice. In ogni caso, la qualità del cartonato e della carta è davvero ottimale. La riproduzione di questo manuale fa parte del progetto di ripresa di tutte le edizioni di D&D del passato da parte di Wizards of the Coast e di innalzare un monumento al defunto Gygax nella sua città natale, Lake Geneva (WI), come "padre del gioco di ruolo". Per chi ha giocato a D&D negli anni Ottanta o si è avvicinato al gioco con edizioni precedenti a quella attuale, il Player's Handbook è un "must" perché mostra bene le origini di un certo "modo di pensare" che sta alla base del gioco di ruolo attuale.
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4.0 su 5 stelle
Intenso, 26 dicembre 2012
Bel film, bei contenuti, intenso e drammatico al punto giusto, senza esagerare. Un poco sacrificata la vicenda personale dello psichiatra, ma d'altra parte non è la "sua" storia. Interessante debutto alla regia di Denzel Washington. Bravo anche Derek Luke nel ruolo del protagonista, che peraltro è tra gli autori della sceneggiatura (nonché autore dell'autobiografia da cui il libro è tratto). Se il rapporto tra i due uomini è la chiave di volta del film, "rubano" la scena le donne abusive, al pari della madre di Precious nel film omonimo.
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3 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Tutto regolare, 30 agosto 2012
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Le cuffie funzionano perfettamente. Pacco arrivato nei tempi previsti e contenente pure un piccolo omaggio. Le cuffie funzionano entrambe perfettamente (iPhone 4).
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3096 giorni
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da Natascha Kampusch Edizione Brossura |
| Prezzo: EUR 9,27 |
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2 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Una storia fosca... e incredibile, 15 giugno 2012
Non sono riuscito a mettere giù il libro e ieri notte l'ho finito. In realtà, il testo scorre senza problemi e solo alcune pagine nelle quali sono descritte alcune violenze subite dall'autrice possono disturbare e fermare la lettura. Natascha Kampusch racconta in questa sua sorta di autobiografia gli otto anni in cui è stata prigioniera di un pervertito pedofilo e nei quali ha lottato per la sua liberazione certamente dalla prigione "fisica" ma soprattutto da quella psicologica, che le ha impedito di cercare una fuga prima. Buona parte del racconto si concentra sul primo anno di prigionia e sull'ultimo, da come questa prigionia è iniziata quasi come fuga da un mondo familiare ostile ed è terminata con la nuova appropriazione di sé e con la morte per suicidio (su cui c'è qualche ombra) del suo aguzzino. Il libro presenta ovviamente la verità di Natascha e viene ribadito tutto quello che la ragazza ha confessato più di una volta nelle interviste concesse ai media. Con una rapida ricerca su Google, si può scoprire però che aleggiano ancora diversi misteri irrisolti sul caso (per esempio l'esistenza di una foto di Natascha in tenera età vestita da dominatrix o la testimonianza di una coetanea che all'epoca la vide trascinata via da due uomini, e non da uno solo come Natascha ha sempre sostenuto). Una lettura interessante, particolarmente per tutti coloro che sono rimasti scossi da questa vicenda e desiderano conoscere il pensiero della vittima. Interessanti le pagine che Natascha dedica alla cosiddetta "sindrome di Stoccolma", che non riconosce per se stessa, e le righe che dedica alla dicotomia bene/male, nelle quali ricorda che alla fine quello che ci circonda veramente è il grigio in tutte le sue sfumature.
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3.0 su 5 stelle
MIxed feelings (recensione in inglese), 22 maggio 2012
Mixed feelings about this. I enjoyed the "deva" part, when the author tries to give the reader an idea of what a life as a being bound to come again and again is. I enjoyed even some of the scenes, because this novel is built up with scenes, the narrative is splintered in different time periods, with different elements of the plot evolving. What I didn't enjoy is certainly the lack of depth for most of the characters and some "simple" reasons behind the main antagonist's reasons. Of course we are most of the time driven by the simplest reasons when we act, but it is also true that in literature we need powerful motives, more "powerful" than in our petty lives. As my acting teacher used to tell me: "when on stage, put all your strength into your actions: to the audience, they'll be trivial enough". I like though Ms Handerson's style though, and I hope to see soon a more "mature" approach to the genre, as I'm sure she's more than capable
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3.0 su 5 stelle
Una storia vera, molte ombre, 1 maggio 2012
Non sono riuscito a mettere giù il libro e ieri notte l'ho finito. In realtà, il testo scorre senza problemi e solo alcune pagine nelle quali sono descritte alcune violenze subite dall'autrice possono disturbare e fermare la lettura. Natascha Kampusch racconta in questa sua sorta di autobiografia gli otto anni in cui è stata prigioniera di un pervertito pedofilo e nei quali ha lottato per la sua liberazione certamente dalla prigione "fisica" ma soprattutto da quella psicologica, che le ha impedito di cercare una fuga prima. Buona parte del racconto si concentra sul primo anno di prigionia e sull'ultimo, da come questa prigionia è iniziata quasi come fuga da un mondo familiare ostile ed è terminata con la nuova appropriazione di sé e con la morte per suicidio (su cui c'è qualche ombra) del suo aguzzino. Il libro presenta ovviamente la verità di Natascha e viene ribadito tutto quello che la ragazza ha confessato più di una volta nelle interviste concesse ai media. Con una rapida ricerca su Google, si può scoprire però che aleggiano ancora diversi misteri irrisolti sul caso (per esempio l'esistenza di una foto di Natascha in tenera età vestita da dominatrix o la testimonianza di una coetanea che all'epoca la vide trascinata via da due uomini, e non da uno solo come Natascha ha sempre sostenuto). Una lettura interessante, particolarmente per tutti coloro che sono rimasti scossi da questa vicenda e desiderano conoscere il pensiero della vittima. Interessanti le pagine che Natascha dedica alla cosiddetta "sindrome di Stoccolma", che non riconosce per se stessa, e le righe che dedica alla dicotomia bene/male, nelle quali ricorda che alla fine quello che ci circonda veramente è il grigio in tutte le sue sfumature
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3.0 su 5 stelle
Ogetti magici 4a edizione, descrizioni 2a!, 21 marzo 2012
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Questo supplemento introduce la solita spataffiata di oggetti magici per il gioco di ruolo Dungeons & Dragons, con la distintiva notazione però che vengono presentati con un testo introduttivo, che li descrive e ne racconta brevemente la storia. La descrizione ha inoltre il pregio di inserire qua e là elementi narrativi utili per quei Dungeon Master che desiderano legare tali oggetti con elementi della trama della loro campagna di gioco. Per stessa ammissione degli autori nell'introduzione, la 4a edizione di D&D ha mancato nei suoi supplementi cartacei di introdurre elementi "narrativi", preferendo concentrarsi sulle meccaniche di gioco. Il ruolo "narrativo" era stato affidato alle sue riviste online, "Dungeon" e "Dragon", ma evidentemente senza il successo sperato. Con questo volume si torna alla vecchia formula tipica delle edizioni precedenti, in particolare AD&D 2a edizione. Gli oggetti diventano così davvero "meravigliosi" e apportano un elemento fantastico che non si traduce solo in possibilità in più per i giocatori ma anche per la trama che viene giocata. Dei molti supplementi "quasi" inutili di D&D, non mi sento di gettare questo nel mucchio. Probabilmente era meglio pensarci prima ma, come si dice, "meglio tardi che mai".
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