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Classifica Top recensori: 1.244
Voti utili: 43
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Recensioni scritte da Sara S.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
The Hybrid Chronicles vol. 1, 25 marzo 2013
Fin da subito "Hybrid" è un romanzo che desta curiosità, l'argomento degli "ibridi" è stato sfruttato poco nella letteratura e prima di iniziare a leggere ci si domanda che tipologia di ibridi sarà presente nella storia. La risposta non è così scontata. In questo romanzo sono infatti definite ibride le persone che possiedono due anime... ovvero: due persone, con due menti e personalità distinte che devono condividere lo stesso corpo e utilizzarlo in maniera alternata e possono dialogare tra loro col pensiero. Ammetto che nei primissimi capitoli la descrizione di questa peculiarità non è di immediata comprensione, sembrerebbe quasi di avere a che fare con uno strano tipo di gemellarità siamese, ma con il passare delle pagine ci si abitua e la narrazione, che avvicenda in prima persona la voce di una delle due protagoniste (Eva), mantenendo però come protagonista alla pari anche la seconda anima (Addie), non sembra più così complicata come sembrava all'inizio. Certo è che in "Hybrid" vi è un'originalità sorprendente, fa davvero piacere ogni tanto leggere qualcosa che esuli dalle solite trame e dai soliti schemi narrativi: posso confermare che da questo punto di vista è un romanzo che non delude! Stessa cosa dicasi per l'ambientazione (un mondo del futuro in cui gli ibridi sono molto diffusi..) e per il contesto sociale avverso (nella storia infatti gli ibridi, nonostante siano molti, sono considerati "sbagliati" e per questo motivo discriminati, contrastati e curati con il fine ultimo di annullare la loro ibridità). Anche lo svolgimento del romanzo l'ho trovato sopra la media, vi è la giusta dose di azione, lasciando spazio a parti riflessive e di conflitto tra le due anime, che hanno momenti di contrasti tra loro proprio come fossero normali sorelle. Non posso dire che non vi siano scene un po' scontate, soprattutto nel finale (lasciato aperto ad un seguito), ma tirando le somme credo che sia uno dei migliori esordi narrativi YA dell'ultimo anno, da consigliare a chi vuole staccare la spina dai fantasy.
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Il figlio
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da Lois Lowry Edizione Rilegato |
| Prezzo: EUR 8,42 |
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3.0 su 5 stelle
serie "The Giver" vol. 4, 13 marzo 2013
Quarto e ultimo romanzo per la serie distopica "The Giver" che come di consueto è incentrato su un protagonista inedito, per poi riallacciarsi con personaggi già conosciuti nei precedenti libri. Il romanzo è diviso in tre parti. Nella prima parte, quella introduttiva, facciamo un passo indietro nella storia, ritorniamo al mondo di Jonas, quel mondo apparentemente perfetto ed asettico del primo libro, ma questa volta il punto di vista cambia completamente prospettiva, portando il lettore a conoscere Claire, una ragazza designata dalla sua società con il compito di "anfora", ovvero una partoriente. Chi ha già letto e apprezzato "The Giver" avrà modo di rivivere alcune scene secondo un altro punto di vista. Lo stile dell'autrice è inconfondibile, tratta argomenti interessanti intessendo una trama complessa ma di facile apprendimento, come di consueto non delude e offre spunti di riflessione che portano il libro ad essere categorizzato non solo come un distopico ma anche come un romanzo di formazione, anche se devo ammettere che rispetto ai libri precedenti in questo ho notato un segno di stanchezza in più, in quanto a mio avviso, la seconda parte del romanzo che dovrebbe esserne il fulcro, si trascina un po' e appare un po' meno geniale e avvincente rispetto a quello che mi aspettavo. Nella terza parte ho invece notato un miglioramento, qui tutti i fili si riallacciano all'intera trilogia, si ritrovano i protagonisti e i personaggi principali dei volumi precedenti e la storia chiude quindi il cerchio con un epilogo adeguato ad ogni auspicio, aggiungendo anche una piccola componente fantasy, caratteristica forse un po' stonata rispetto al resto della storia, ma essendo un elemento presente in piccola parte anche negli altri libri, l'ho trovato coerente con lo stile generale dell'intera serie. In definitiva un buon romanzo YA, non eguaglia la magnificenza del primo libro ma è da leggere per tutti coloro che già conoscono l'autrice e gli scorsi romanzi.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
"Living Dead Love Story" vol. 1, 31 ottobre 2012
Con uno stile di scrittura semi-ironico e dai risvolti velatamente trash, questo romanzo per ragazzi reinventa e sdrammatizza la figura degli zombie, che per una volta sono davvero lontani dai soliti canoni horror ai quali tutti noi siamo abituati. Certo, l'autore si è preso moltissime libertà artistiche nel descrivere la loro natura e i meccanismi che li coinvolgono ma trattandosi di un libro di fantasia tutto è permesso. Addentrandoci nella lettura scopriamo uno scenario abbastanza comune: una cittadina americana, una scuola, e un'adolescente non molto popolare a fare da protagonista. L'atmosfera però è leggermente grottesca, vi sono personaggi che si comportano in modo marcatamente strano, studenti misteriosamente deceduti per "incidenti" vari non meglio specificati, e la protagonista stessa ha ama ricalcare con un foglio di carta e un carboncino le tombe al cimitero: è il suo passatempo rilassante preferito. E la storia diventa ancora più bizzarra quando la protagonista viene colpita da un fulmine durante un temporale e si risveglia zombie, inizialmente ignara di esserlo. Questa è sicuramente la parte più divertente! La scoperta della sua trasformazione, la scoperta dei suoi nuovi istinti, il tentativo di camuffare la sua nuova natura, nonché la scoperta della presenza di altri zombie, strappa al lettore più di un sorriso. Successivamente, nella seconda parte del libro, l'ironia viene un po' accantonata per fare spazio a scene di maggiore azione dai contenuti più seri, ciò nonostante come lettura si mantiene sempre leggera, senza troppe pretese e a livello di trama è piuttosto lineare, gradevole al punto giusto, con anche qualche colpo di scena ben piazzato e un finale in sospeso che lascia la voglia di leggere il seguito. Un romanzo adatto soprattutto a chi vuole essere circondato da un clima dark e halloweeniano, carico di macabra ironia e una buona dose di sangue, senza però esagerare con l'orrore.
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Kayla 6982
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da Karen Sandler Edizione Brossura |
| Prezzo: EUR 10,20 |
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Tankborn, vol. 1, 27 settembre 2012
Iniziato e terminato nell'arco di 2 giorni, "Kayla 6982" è un romanzo YA davvero molto interessante e avvincente, le sue 500 pagine scivolano via senza nessuna fatica e la sensazione che lascia è positiva. Ambientato nel futuro, in un pianeta chiamato Loka, la storia è prevalentemente di genere fantascientifico, ma ha al suo interno anche un'importante componente distopica. Il mondo di Kayla infatti è diviso da una rigida gerarchia sociale, dove al vertice ci sono i Puri (divisi tra puri d'alto rango e di basso rango) e al seguito ci sono gli impuri. Mentre nello scalino più in fondo ci sono i NGM (Non-umani geneticamente modificati) ed essi sono dei veri e propri schiavi, le cui vite sono considerate meno di zero. Kayla appartiene a questo ultimo gruppo e il suo destino, raggiunta l'età di 15 anni, è quello di essere allontanata per sempre dai suoi affetti per andare a lavorare presso le dipendenze delle caste sociali più alte. E' interessante entrare nell'ottica di pensiero che vige nel pianeta Loka, perché gli NGM vengono considerati non umani solo per il fatto di essere nati all'interno di una capsula anziché nel ventre materno e nonostante il loro DNA sia quasi uguale agli umani vengono considerati degli esseri senz'anima, incapaci di provare sentimenti, incapaci di provare dolore, umiliati e sbeffeggiati con l'epiteto di bestie. Questo fa molto riflettere anche sulla società odierna, sul fatto che la nostra società non sia per niente migliore in quanto anche qui chi ha la sfortuna di non nascere umano è considerato dai più come uno stupido pupazzo incapace di provare sentimenti, vedi il rispetto alla vita che quasi nessuno ha nei confronti degli animali. Però, proprio come nel nostro mondo, anche su Loka ci sono persone che la pensano diversamente, persone capaci di fare la differenza e di credere che ci sia un modo per cambiare le cose. Ed è proprio questa la storia che il libro della Sandler ci riserva, una storia di speranza e lotta contro le divergenze razziali. Il romanzo è solo il primo di una trilogia, ma per come è strutturato potrebbe anche essere letto nell'ottica di un romanzo autoconclusivo. Le descrizioni del mondo di Loka sono molto esaurienti, ci sono moltissime spiegazioni sulle sue origini e sulle origini dei non-umani, nonché sulla divisione in caste. Quest'ultima cosa però, nonostante il tentativo di delinearla al meglio, appare confusa. Credo che a questo riguardo l'autrice avrebbe dovuto ideare una divisione un tantino più semplice e mi permetto di aprire una piccola parentesi per spiegare il perché. Le caste sono divise in base alla ricchezza delle famiglie, e fin qui potrebbe andare bene, ma oltre a questo i Puri devono anche avere una certa gradazione di pelle (non troppo scura, ma nemmeno troppo chiara), e i capelli e gli occhi devono essere scuri. Però anche qui ci potrebbero essere delle eccezioni, perché infatti ci sono anche dei Puri biondi con la pelle chiara, e questo crea nel lettore molta confusione. Non si riesce a capire che senso abbia la distinzione in base ai tratti somatici se originariamente la divisione in caste era fatta solo in base alla ricchezza della famiglia. Infatti in alcuni passaggi viene spiegato che gli impuri vengono considerati così perché non possiedono appezzamenti di terra, però al tempo stesso viene anche spiegato che gli impuri si riconoscono a prima vista, e che chi ad esempio ha gli occhi verdi è per forza impuro. Ecco, io queste distinzioni non le ho capite ed è l'unico appunto che mi sento di fare al romanzo, che per il resto è invece molto chiaro. La lettura di questo libro è stata un'esperienza affascinante e coinvolgente. La storia mi ha catturata fin dalle prime pagine e la curiosità di capire e comprendere appieno tutti i meccanismi di questa nuova società mi ha indotta a procedere più velocemente del solito. Lo stile di scrittura risulta scorrevole nonostante alcune delle tematiche narrate (ad esempio l'ingegneria genetica, e le tecnologie informatiche futuristiche) non siano per niente di semplice portata. La prosa poi è piuttosto matura rispetto alla media dei romanzi young adult e permette un riscontro favorevole anche da parte di lettori adulti. Solo nella seconda parte del libro vi sono alcune risoluzioni un po' scontate, ma il finale è diverso e più originale rispetto alle aspettative e lascia aperto uno spiraglio per il libro successivo. "Kayla 6982" però non si limita ad essere un bel romanzo di distopico-fantascientifico, ma solleva importanti questioni etiche, religiose, spirituali, razziali e permette al lettore di riflettere profondamente sulla società in cui viviamo. Proprio per questo consiglio di leggerlo indipendentemente dai gusti personali e, come è accaduto per la trilogia "The Giver" di Lois Lowry, non mi stupirei se venisse inserito nei programmi scolastici delle scuole medie.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
serie "paranormalcy" vol. 2, 19 agosto 2012
"Caccia alle fate" è un ottimo sequel, carino e scorrevole. Le 420 pagine che lo compongono volano via in pochissimo tempo, infatti io l'ho letto nell'arco di una sola giornata. Un romanzo che non delude le aspettative, e che aggiunge nuovi importanti elementi e imprevedibili sviluppi alla storia. Mentre nel libro precedente avevo trovato migliore a livello di contenuti la prima metà del libro rispetto alla prima, devo dire che questa volta non ho avuto preferenze, sia la parte iniziale che quella finale del libro sono avvincenti e piacevoli al punto giusto. Tuttavia durante la narrazione ci sono alcune "questioni" che mi avevano incuriosita e che, con mio grande disappunto, vengono lasciate del tutto in sospeso, senza il minimo accenno ad una possibile risoluzione. Io spero vivamente che non sia una dimenticanza e che l'autrice abbia in serbo di fare a tale proposito dei collegamenti con il terzo libro. In definitiva, a parte l'insoddisfazione per le questioni rimaste in sospeso, confermo il mio giudizio positivo su questa trilogia YA, che fin'ora non ha mancato di intrattenermi piacevolmente: la ritengo una lettura adattissima all'estate e a passare alcune ore spensierate senza troppe pretese.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
serie "paranormalcy" vol. 1, 19 agosto 2012
Ho trovato l'essenza della storia e il mondo ricreato dall'autrice davvero molto interessante ed originale, per alcuni particolari si può scorgere una lieve somiglianza (ma davvero lieve!) con l'ambientazione dei romanzi di Kelley Armstrong e questo devo dire che mi ha fatto apprezzare il libro ancora di più. La protagonista è frizzante con dei gusti molto eccentrici e, in abbinamento ad uno stile di scrittura in parte ironico, ne risulta una simpatica e rilassante storia d'evasione per tutti coloro che amano il genere urban fantasy. La parte che mi è piaciuta di più di tutto il libro è sicuramente la prima metà, quella che funge essenzialmente da introduzione e in cui il lettore impara a conoscere il mondo in cui è ambientato il romanzo, assieme a tutte le peculiarità dei personaggi e le dinamiche alla base della storia. Quando invece la trama entra definitivamente nel vivo manca un po' di mordente, l'efficace ironia della narrazione è come smorzata per fare posto ad eventi più seri, aumentando l'azione, ma perdendo parte della piacevolezza e della spensieratezza riscontrata. Una storia comunque scorrevolissima e con un ritmo narrativo incalzante, da metabolizzare in una giornata o poco più, che intrattiene e non annoia. Un inizio di una trilogia che non mi ha delusa e della quale leggerò i seguiti.
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2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Amore, intrighi e orchidee, 11 luglio 2012
"Il giardino degli incontri segreti" è un romanzo ad ampio respiro, una saga familiare che partendo dal presente, e focalizzandosi sulla vita di Julia (pianista di grande successo che ha da poco perso marito e figlio in un incidente stradale) si alterna poi con il passato, che sembra far perno attorno a Wharton Park, una tenuta in cui i suoi nonni hanno lavorato per quarant'anni. Questa splendida e sfarzosa residenza, circondata da un immenso giardino, ha una storia lunga e travagliata che sembra legare indissolubilmente Julia ad essa. Grande punto di forza del romanzo è sicuramente la suggestiva ambientazione, che saprà deliziare tutti gli amanti della campagna inglese, delle grandi case nobiliari immerse nel verde. Ma anche chi preferisce i luoghi più esotici non verrà deluso, in quanto le piante protagoniste della storia saranno le orchidee originarie delle zone tropicali dell'Asia, e anche queste terre così lontane avranno la loro parte nella ricostruzione della storia. La trama del romanzo è avvincente e molto ricca di sentimentalismi e sotterfugi; vi saranno storie d'amore struggenti e cuori spezzati, eventi drammatici e altri più lieti, che, nonostante le 600 pagine, non daranno davvero modo di annoiare il lettore. Personalmente, tenendo conto dell'importante componente romance che lo caratterizza, l'ho trovato un romanzo valido, ma in alcuni punti mi ha ricordato troppo le trame esageratamente intrecciate delle telenovelas. Le coincidenze che legano i personaggi del libro, il loro ritrovarsi, la riscoperta delle loro origini, sono alla lunga un po' forzate. Una scena in particolare poi (non dirò quale per non rovinare la sorpresa), oltre ad averla trovata superflua ai fini della storia, è certamente degna di soap opera del calibro di "Beautiful". Inoltre il finale del libro, quello che idealmente chiude il cerchio di tutta la saga familiare, l'ho trovato davvero troppo scontato ed edulcorato per i miei gusti. Di questo libro ho amato soprattutto la prima metà e le parti riguardanti il passato di Wharton Park: in quelle scene sembra proprio di calarsi in un'altra epoca, sembra di vivere dentro a romanzo classico dell'era romantica. Non mi è invece piaciuta la seconda metà e come l'autrice ha deciso di macchinare il destino dei personaggi nel presente. Ciò nonostante è stata una lettura piacevole e scorrevole, che mi rimarrà nel cuore per via della splendida ambientazione.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Serie Awakening vol. 2, 30 giugno 2012
La Angelini è un'autrice che non si risparmia in quanto ad azione e colpi di scena e in questo secondo libro ve ne saranno davvero molti. Il tormentato rapporto tra Helena e Lucas continuerà a vacillare tra alti e bassi (più bassi che alti) e ci sarà anche una misteriosa new entry maschile (Orion) che sembrerà appannare l'amore tra i due e gettare Helena nell'indecisione. Il triangolo d'amore è sempre un po' scontato nei romanzi YA ma devo dire che qui la banalità viene salvata soprattutto dalla presenza di una dimensione parallela in cui Helena incontra Orion: gli inferi. E' proprio la presenza di questa nuova dimensione a gettare un velo di novità su tutta la storia, la sua presenza rende il romanzo più oscuro, romanticamente crepuscolare, con ambientazioni davvero suggestive e originali, sempre mantenendo vivo il collegamento con la mitologia greco-romana, componente importantissima che in questo libro sarà ancora più marcata. Come il precedente "Starcrossed" la trama di "Dreamless" risulta molto complessa e a volte ho avuto la sensazione che lo fosse esageratamente, tanto che occorre mantenere alta la concentrazione per non rischiare di perdersi alcuni dettagli fondamentali. Le pagine sono cariche di nozioni e avvenimenti, impossibile annoiarsi! Nel complesso giudico "Dreamless" un buon sequel, da leggere preferibilmente a ridosso ravvicinato di "Starcrossed", ma che secondo me manca un po' di "magia". L'autrice ha scritto degli ottimi intrecci ma il risultato per i miei gusti è stato troppo calcolatore e macchinoso; la spontaneità riscontrata precedentemente ne risente un po'.
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3.0 su 5 stelle
Un MUST per tutti gli amanti di Facebook, 11 giugno 2012
Questo romanzo YA, oltre ad essere stato scritto da 2 autori, ha anche la particolarità di avere 2 protagonisti all'interno della storia: 2 voci narranti (Emma e Josh) che espongono il loro punto di vista a capitoli alterni. Questa duplice narrazione è ben bilanciata e non appesantisce il ritmo narrativo in quanto i punti di vista non si accavallano mai sulla stessa scena ma si avvicendano senza sovrapporsi. L'arco temporale ricoperto è di una sola settimana, ma succederà davvero di tutto. Con acume, dolcezza e un pizzico di ironia verranno trattati moltissimi argomenti importanti, come l'amore, ma ancora di più: l'amicizia. Quella con la A maiuscola, quella capace di resistere alla forza distruttiva del tempo, quella capace di imprimere ricordi indelebili nella vita delle persone. Giocheranno inoltre un ruolo fondamentale le ripercussioni che le azioni, anche quelle all'apparenza più innocue, possono avere sulle scelte del futuro. I protagonisti dovranno capire sulla loro pelle l'importanza di queste azioni e soprattutto dovranno imparare a non scherzare con il futuro, dato che i risultati potrebbero essere catastrofici. "Prima del futuro" è un romanzo per ragazzi davvero molto carino, che, con la sua freschezza e semplicità riesce a far breccia nel cuore del lettore in maniera diretta e disarmante. E' una storia lieve, dolce, a volte un po' nostalgica, a volte vivace e piena di speranza, che fa riflettere e che mi sento di consigliare anche ai lettori adulti, quelli che sono cresciuti senza Facebook, perché riusciranno ad immedesimarsi immediatamente sia nell'ambientazione temporale e sia con i protagonisti. La mia unica delusione è che gli autori abbiano deciso di dare spazio solamente alla componente reale, mentre quella "sovrannaturale" che ha dato inizio alla storia e che ha portato i protagonisti a conoscere un assaggio del loro futuro non è stata approfondita e a fine lettura si rimane ancora con il dubbio di come sia stato possibile.
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4.0 su 5 stelle
cronache di un simpaticissimo mattoide :-), 11 aprile 2012
"Mi chiamo Chuck" è un libro piacevolissimo, scorrevole, trasmette allegria ed è talmente carino che ora che l'ho finito già mi manca. L'autore affronta la tematica un po' particolare dei disturbi ossessivi-compulsivi puntando tutto sull'autoironia del protagonista che descrive i suoi problemi in maniera spensierata e sagace. A volte un velo di tristezza lo ammorba, perché lui è ben consapevole della sua diversità rispetto ai coetanei e un po' ci patisce perché essere "nella media" è il suo desiderio più grande. La storia apre una finestra anche sul concetto di normalità e desiderio di omologazione per essere accettati dagli altri, ma mantiene sempre un tono molto discorsivo ed esuberante che non lascia mai spazio alla noia e alla negatività. Chuck è un personaggio complicato e indimenticabile che con la sua simpatia saprà conquistarvi. Anche se a volte le sue manie possono sembrarvi un po' troppo lontane da voi, Chuck riesce a rendervi partecipi delle sue emozioni e a far immedesimare anche il lettore più esigente. Il divertimento è assicurato.
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