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Classifica Top recensori: 1.039
Voti utili: 91
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Recensioni scritte da malvasia
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Non solo gossip... ma quasi, 10 settembre 2011
Mozart aveva un testone a forma di disco volante, La Vetsera le gambe a trippa di coniglio (Anacleto, ti sei forse nascosto sotto le gonne della baronessa, che lo sai così bene?), Freud costringeva la propria governante a dormire come un cane su una panca... Più che una raccolta di saggi questo è un insieme di pettegolezzi su luoghi e personaggi della vecchia Vienna degno di una rivista di gossip! Solo gli animali vengono rispettati, evidentemente il nostro prova per essi più simpatia che per gli uomini. Intendiamoci, è un libro che si legge facilmente, vengono toccati aspetti di Vienna spesso sconosciuti, ma alla lunga - e neanche tanto alla lunga - la pervasiva personalità dell'autore prende il sopravvento. La Vienna che veniamo a conoscere è la Vienna di Anacleto Verrecchia, con tutte le simpatie ed antipatie di questi, certamente rispettabilissime, ma espresse con tono talmente categorico e compiacente per la propria arguzia da risultare decisamente fastidiose.
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1 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
2.0 su 5 stelle
Inutile, 30 agosto 2011
Sul filone angelico questo romanzo piuttosto inutile. La solita scontatissima storia di un rapporto in crisi che trova la sua giustificazione in un'infanzia dickensiana, viene vista dalla prospettiva extradimensionale dell'angelo custode. Il momento decisivo, che, annunciato fin dall'inizio, dovrebbe dare la svolta in positivo a tutta la vicenda mi è decisamene sfuggito.
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16 di 16 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Bellissimo!, 30 agosto 2011
Bellissimo e consigliato a tutti, in particolare ai giovani che l'apartheid lo studiano sui libri di storia. Temevo che le necessarie digressioni sulla politica potessero renderlo noioso, ma non avevo tenuto conto della prosa di Lapierre che riesce ad umanizzare qualunque evento. In certi momenti si riesce persino a provare simpatia per i terroristi. Mi ha colpito in particolare un'osservazione: i più grandi crimini dell'uomo sull'uomo non sono affatto dovuti ad una classe di ricchi e potenti che opprime i poveri diseredati, al contrario! Sono i perdenti, i diseredati, i caduti in miseria, che, nella speranza di riconquistare il perduto status sono disposti ad appoggiare le frange più estremiste nelle proposte politiche più criminali. Mi ha turbato l'analogia con certi discorsi che si sentono anche da noi...
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5.0 su 5 stelle
Una vera chicca, 30 agosto 2011
Ogni tanto capita di incappare in qualche chicca. Niente a che vedere col film dallo stesso titolo -per fortuna!- questa è la storia, raccontata con delicatezza e sottile umorismo, della difficile integrazione di un ebreo tedesco sfuggito agli orrori del nazismo in una società ancora very very british. Consigliatissimo.
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5.0 su 5 stelle
Il piacere della lettura, 30 agosto 2011
Un romanzo che fa ritrovare il piacere della lettura. Ben scritto, seppure la prosa sia forse un po' datata, ci fa sorridere più che spanciare dalle risate. La Adorno descrive con humor ed arguzia la sua nuova vita da giovane sposa presso la famiglia acquisita, una famiglia che non potrebbe essere più diversa dalla sua per origine, mentalità, orientamento politico, usanze... Splendida in particolare la caratterizzazione della suocera, terrorizzata da qualsiasi evento possa attentare alla salute sua o dei suoi cari e la descrizione della tenuta di Belverde, in cui si può quasi respirare il profumo degli agrumi e del succo d'uva appena pigiato. Rimane un dubbio: che ci ha trovato l'autrice in Cosimo, tanto da spingerla a sposarlo?
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
La Vreeland e le arti "minori", 30 agosto 2011
Questa volta la Vreeland lascia le belle arti per occuparsi delle arti applicate, in particolare delle opere in vetro di Tiffany. Il nucleo principale della storia, la vita di Clara Driscoll, che di Tiffany e stata una "creativa", è basato su poche prove documentarie di recente pubblicazione e questo ha l'effetto di rendere la trama piuttosto ripetitiva, con pochi colpi di scena che non si risolvono affatto. Sullo sfondo una New York vicina al cambio di secolo offre invece la possibilità di affrontare temi come il rapporto tra arte ed industria e l'emancipazione femminile. Suggerimento: prima della lettura andatevi a vedere - anche in rete - alcune lampade Tiffany.
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OTEL BRUNI
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da Manfredi Valerio Massimo Edizione Rilegato |
| Prezzo: EUR 16,15 |
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2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Mah! Ho letto di meglio..., 30 agosto 2011
La storia di una famiglia di mezzadri emiliani fa da filo conduttore al racconto della storia d'Italia tra le due guerre... Sostituendo "emiliani" con "ferraresi" potrebbe essere la descrizione di "Canale Mussolini". Questo per dire che la formula non è affatto nuova. Ma dove l'arguzia ed il brio di Pennacchi permettono di trarre piacere anche dalla narrazione degli eventi più oscuri e tragici di quel periodo, qui la storia resta fredda e didascalica, il narratore si mantiene estraneo e distaccato, i personaggi con poche eccezioni restano semplici nomi sulla carta e la sequenza di eventi un pretesto per istruire su fatti noti o meno noti della storia d'Italia. Istruire... mah, anche su questo ho dei dubbi quando scopro che l'autore mi fa nascere l'Isonzo nelle Dolomiti e sostiene che nel 1917, alla morte di Francesco Giuseppe, l'Impero austro-ungarico sarebbe stato ereditato dal figlio di questi!!!
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3 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Per le giornate di sole..., 3 luglio 2011
Una lettura da ombrellone da prendere per ciò che è, semplice intrattenimento, senza andare a cercarvi verosimiglianza o coerenza. Tanto per dare un'idea: lei è una brillante dottoranda ad Harvard, esperta di storia, ma si trova in imbarazzo di fronte alle parole alfa ed omega (ovviamente scritte in caratteri rigorosamente latini) che non ha mai visto in vita sua e non caverebbe un ragno dal buco dalla più banale iscrizione latina senza l'intervento della sua amica specializzata in questa lingua!!! Viceversa sa riconoscere a prima vista ed in un ambiente semibuio una radice di mandragora basandosi semplicemente sull'illustrazione vista una volta in un testo medioevale. Della stessa poi si mette ad enunciare le proprietà con la sicurezza di un'erborista, confondendo però le attuali virtù di questa discussa pianta con le antiche credenze popolari. L'intreccio si basa sulla disperata ricerca di un "libro delle ombre" le prove della cui esistenza sono a dir poco fragili, ma che purtuttavia si trova -guarda caso- proprio nella biblioteca dove la nostra ha passato i suoi ultimi anni di studio. E, benché totalmente ignorante dei criteri con i quali questo è stato archiviato, riesce a pescarlo in mezzo a centinaia di migliaia di volumi dopo tre o quattro tentativi. Per non parlare delle esperienze di divinazione, con tanto di tremori, boati e luminescenze azzurrine degne del più classico Harry Potter. Insomma, questo romanzo va preso come un atto di fede, senza chiedere spiegazioni, e va letto tutto d'un fiato, prima di avere il tempo di ripensarci. Con queste premesse, complice una giornata di sole in cui non si ha niente di meglio da fare, può servire a passare piacevolmente un paio d'ore. Più o meno come andare al cinema a vedere "Avatar".
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1 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Ottima lettura d'evasione., 3 luglio 2011
Intendiamoci, si tratta di una lettura d'intrattenimento, per cui non c'è da aspettarsi grande introspezione psicologica dei personaggi nè ci si deve meravigliare dell'alternarsi delle fortune del protagonista (tre volte nella polvere, tre volte sugli altari, come direbbe Manzoni), dove i buoni oltre che buoni sono belli, fortunati e coraggiosi e i cattivi sono dei perfidi in cerca del meritato castigo che puntualmente arriva. Detto ciò, e premesso che le mie aspettative erano piuttosto basse, l'ho trovato un buon romanzo, ben scritto, intrigante, sufficientemente verosimile, e con un buon background storico. Ottima lettura d'evasione.
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4 di 6 persone hanno trovato utile la seguente recensione
2.0 su 5 stelle
Infarcito di luoghi comuni., 3 maggio 2011
Potrei definirlo un Harmony, non fosse che gli Harmony sono brevi. Questo, con 600 e passa pagine, è più una telenovela cartacea. La storia è semplice: lei, ignara dell'amore e della propria sensualità, dall'educazione seria e moralista, di condizione modesta, incontra lui, nobile, bello, ricco, geniale, dissoluto, a mezzo tra il poeta ed il pirata (ho dimenticato niente?), e naturalmente lo disprezza. Lo incontra di nuovo, quando lui ha bisogno del suo aiuto e, anche se non vuole riconoscerlo, se ne innamora. Costretta dagli eventi a sposarlo, siccome il lieto evento avviene appena a pagina 300 o giù di lì, occorre qualche novello intrigo per sviluppare la vicenda per ancora altrettante pagine. E così, vai di innamoramenti e disamoramenti, liti, ripicche, amori extraconiugali (da parte di lui), scrupoli moralistici (da parte di lei), personaggi improbabili che appaiono nella vicenda giusto per intralciare od aiutare lo svolgimento degli eventi. Il tutto condito da riferimenti ad argomenti di cui l'autrice sa poco o niente ma che "fanno figo", probabilmente illudendosi che di tali argomenti le lettrici sappiano ancor meno e che cadano nell'inganno. E naturalmente la ciliegina della traduzione (poteva mancare?) che se non è stata fatta col traduttore automatico, poco ci manca. Scarsa conoscenza della lingua italiana e dei contenuti trattati, e refusi ad libitum. Per dare un'idea, ecco alcuni "deliziosi" estratti dal testo. Dopo una rocambolesca fuga da Londra i nostri trovano rifugio in un cottage nella proprietà di lui, cottage disabitato da tempo... lei va in paese a procurarsi del cibo e vi trova "un negozio che vende cibi già cotti". In un villaggio ai confini col Galles nel 1830??? Rientrati a Londra e decisi a condurre vita brillante, lui la porta all'opera dove "le figure senza abiti facevano salti e piroette sul palcoscenico, poi sostavano, rimanevano in equilibrio e cantavano con quanto fiato avevano in gola." Ma stiamo parlando di opera o di circo erotico? Il prossimo esempio è riservato a chi è forte di stomaco. Il nostro eroe sta facendo colazione con un suo amico. Naturalmente si tratta di colazione all'inglese, confinante con un pranzo, per cui non ci si stupisce se questa consiste di salmone ed ostriche condite con limone... Ma che cosa ci beve insieme, da vero bambino goloso? Cioccolato!!! Glab! Leggo nel sito dell'autrice: "A romance novel can be more (indubbiamente... molto, molto di più di quanto possa immaginare la fantasia più sfrenata). More fascinating characters than you ever anticipated (personaggi il cui fascino consiste essenzialmente nell'apparire, dire la propria battuta e scomparire per l'eternità). More unexpected depth. (scusa la volgarità, cara Kinsale, ma di profondo ci ho trovato solo le penetrazioni che tu ci proponi un capitolo su due) Emotion to engage your heart and your mind (il mio cuore fortunatamente no, non soffrendo per ora di cardiopatie, ma riconosco che la mia mente è stata effettivamente messa a dura prova dal tentativo di dare un senso logico a quanto stavo leggendo). Stories that keep you awake (vedi sopra, certi sforzi mentali possono avere effetti indesiderati) and words you will remember long after you close the book (questo proprio no! faticavo a ricordare gli eventi del capitolo precedente mentre affrontavo il successivo, figuriamoci l'intero libro dopo la sua agognata e definitiva chiusura!)."
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