|
|
Contenuto
Classifica Top recensori: 6.883
Voti utili: 17
|
|
Linee guida: maggiori dettagli sulle Community di Amazon.
|
Recensioni scritte da uncleFloyd
|
|
|
|
|
|
4 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
un film italiano leggero e intelligente, 22 settembre 2011
L'esordio alla regia di Rocco Papaleo non poteva che essere un tributo alla sua Basilicata. Ve lo dico senza girarvi troppo intorno: il film merita davvero! Chiarito questo voglio aggiungere che finalmente sono riuscito nell'ardua impresa di vedere un film italiano leggero, intelligente, che non sia mai ne un mattone ne un magone, e che non scada nella banalità come spesso accade alla commedia italiana. L'idea (non troppo originale, in realtà) del viaggio come metafora della vita, dove tutto può accadere, è supportata da una sceneggiatura scarna ma brillante, una fotografia intensa senza essere "americana" e una regia garbata ma allo stesso tempo acuta (e con questo ho finito con i "quasi" ossimori). Un film che non cerca la risata sguaiata, ma conduce spesso ad un sorriso sentito che, anche se a volte un po' amaro, riconcilia con le vicissitudini (belle e brutte) della vita. Un film on the road, quindi, o meglio, per strada e a piedi per giunta: bella ed ironica questa idea di prendere uno dei miti americani (l'on the road, appunto) e spogliarlo della sua epicità trasformando le moto (penso a Easy Rider) o l'auto (Thelma e Louise) in un ciuccio, un carretto e quattro "sfigati" lucani! Un film che ogni tanto, in mezzo all'atmosfera picaresca regnante, riesce ad offrirci dei momenti poetici nella bellezza della natura lucana, nella bellezza della donne lucane e nel personaggio di Franco, muto per scelta. Bella anche la trasformazione dell'affascinante Giovanna Mezzogiorno (non vi dico troppo) che solo attraverso un po' di sana e semplice follia riesce a ritrovare il gusto per la vita vera. L'unico personaggio che non ho apprezzato del tutto (anche se ogni tanto è davvero azzeccato) è Rocco (Alessandro Gassman) che a volte esagera (per scelta sua o del regista?) e scade nella macchietta. In definitiva, un film senza troppe pretese (finalmente!!!) che riesce a centrare il suo obiettivo di far divertire il pubblico in modo intelligente e di valorizzare una delle regioni più sottovalutate d'Italia. Interessante il filmato "Post scriptum" contenuto extra del blu-ray: un ritratto vero e divertente con cui il regista omaggia la sua terra, troppo poco nota, nonostante le sue molteplici bellezze.
|
|
|
|
|
|
|
|
1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Quattro racconti: due buoni, uno ottimo, uno geniale, 21 settembre 2011
Quattro racconti. Due buoni, uno ottimo, uno geniale; è questo quello che ci restituisce, per ora, il 2011 kinghiano, e non c'è proprio da lamentarsi. Quattro storie molto dure, aride, a tratti agghiacianti, e mi riferisco soprattutto all'epilogo del primo racconto. Quattro storie dove si racconta l'horror quotidiano, dove il mostro, quello vero, è la persona che ci vive accanto. L'idea alla base di "La Giusta Estensione" sembra classica, quasi banale, ma poi si evolve in maniera inaspetta e culmina in un (non) finale che rivela la genialità del re in uno dei migliori racconti che, secondo me, abbia mai scritto. "Un Bel Matrimonio" è King allo stato puro; l'orrore, quello vero, quello profondo quello reale, vissuto, o meglio nascosto, negli anfratti di una famiglia felice; l'orrore che si sostituisce all'amore che fino a quel momento (apparentemente) permeava la normale famiglia americana, un orrore che cova all'interno la famiglia stessa e che solo casualmente viene allo scoperto. Il re a livelli altissimi. Per questi due racconti, "Notte buia, niente stelle" va letto senza esitazioni; anche gli altri due racconti non sono disprezzabili ma mentre "1922" con il suo essere sempre in bilico tra reale e folle tiene sempre attaccati alla pagina fino all'agghiacciante finale, uno dei più sorprendenti di sempre, "Maxicamionista" è probabilmente il punto debole del lotto, con una storia che sa di già letto e che, nonostante trovi diversi spunti narrativi e che venga scritta con la solita maestria da King, lascia un po' insoddisfatti. Affrettatevi a prenderlo in questa edizione, perchè, pur costando un po', un libro in edizione rilegata è un regalo che ci meritiamo.
|
|
|
|
|
|
|
|
0 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Una profonda e toccante riflessione sul razzismo, 21 settembre 2011
Una profonda e toccante riflessione sul tema del razzismo; non solo il classico dualismo bianco-nero, ma tanti intrecci tra etnie, religioni, sessi e modi diversi di vivere e pensare. La trama si sviluppa su quel sottile filo che separa realismo da favola; a momenti estremamente crudi si alternano passaggi di estrema dolcezza quasi fiabesca (davvero stupenda la sottotrama del mantello invisibile!). La linea temporale che guida il racconto non è lineare e all'inizio confonde un po; lo spettatore si ritrova sbalzato da una scena all'altra senza ben capire quale venga prima e quale dopo, ma alla fine tutto torna, tutto quadra!! L'amarezza che ti resta in bocca per la conclusione di certe sottotrame è sapientemente bilanciata dalla commozione che te ne suscitano altre, ad esse complementari. La regia è magistrale e originale, i dialoghi perfetti e non mancano dei colpi di scena assolutamente inaspettati. Il racconto è capace di ribaltare i preconcetti che ci si crea sui personaggi...il buono diventa cattivo, il cattivo deventa buono....o forse no? Bella anche la colonna sonora.....soprattutto la parte più notturna. Da ricordare che è vincitore di tre premi Oscar: Miglior Film, Migliore sceneggiatura, Miglior Montaggio. Direi che l'utilizzo del termine capolavoro non è assolutamente fuori luogo. Da vedere assolutamente!!!!!! Gli extra contenuti in questa versione blu-ray non aggiungono un granchè, ma sono comunque gradevoli.
|
|
|
|
|
|
The dome
|
da Stephen King Edizione Brossura |
|
|
|
4 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Stephen King torna al romanzo globale, 20 settembre 2011
Stephen King torna al romanzo globale, dove aveva dato il suo meglio (vedi "L'ombra dello scorpione"). Ci riprova insomma e tutto sommato sfodera di nuovo la sua consueta capacità di archittettare trame che si incrociano e si inseguono, creando quella tensione epica che esplode (qui in senso pienamente letterale) nell'epilogo. Tante sottotrame, tanti personaggi, alcuni centrati, come il cattivone di turno, secondo me il vero protagonista del libro, altri un po' meno, come l'(anti) eroe che guida la "resistenza". Siamo lontani dai picchi de "L'ombra dello scorpione", ma il romanzo alla fine regge, del resto se si riesce a terminare le mille e più pagine vuol dire che proprio schifo non fa, no? Un'impressione che mi è rimasta alla fine, comunque, è che ci sia qualcosa di incompiuto, anche se non riesco bene ad inquadrare cosa; sicuramente alcuni personaggi, il protagonista (Dale Barbara) su tutti, ma anche i tre ragazzini di turno (categoria con cui di solito King dà il meglio), e probabilmente anche alcune sottotrame, non completamente risolte. O forse mi è soltanto mancato il classico faccia a faccia buono/cattivo (non c'è quasi mai un vero e proprio incontro/scontro tra le fazioni opposte), non saprei, ma per essere annoverato tra i grandi libri del re, manca ancora qualcosa. Quindi per chi come me ama il re alla follia questo è un libro imperdibile, per chi invece deve iniziare il suo percorso, inizi pure da altro.
|
|
|
|
|
|
|
|
1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Springsteen a partire dalle sue canzoni, 20 settembre 2011
Un'analisi della carriera di Bruce Springsteen partendo non dalla sua biografia, ma dalle sue canzoni e dai suoi album (dall'esordio "Greetings from Asbury Park, NJ" fino al recente "Working on a dream"); un libro di lettura scorrevole e gradevole nonostante sia un saggio. L'autore ci restituisce una descrizione dettagliata della carriera del boss senza eccedere nei particolari e nei tecnicismi che a volte caratterizzano opere di questo tipo. Nonostante l'evidente ammirazione dell'autore nei confronti di Springsteen, questo libro non è un panegirico ma un approfondimento critico supportato da un'ottima conoscenza dell'opera del rocker del New Jersey e volto ad evidenziare sia i pregi che i difetti di una carriera ormai quarantennale. La traduzione è di Ermanno Labianca, uno dei massimi esperti italiani sull'opera springsteeniana. Consigliatissimo a tutti i fan di Springsteen e a tutti coloro che volessero approfondire questo personaggio fondamentale della storia del rock.
|
|
|
|
|
|
|
|
3.0 su 5 stelle
Hornby in netta ripresa, 20 settembre 2011
Riflessione dolce-amara sulla vita, caratterizzata da momenti di tenerezza e complicità alternati ad un estremo cinismo; il classico libro di Hornby, insomma. Nonostante me ne avessero parlato in maniera non del tutto convincente, non mi è affatto dispiaciuto. Lontano dagli splendori di Alta fedeltà, Febbre a 90 e Un ragazzo, mantiene comunque quella verve narrativa e quell'umorismo sagace tipico dello scrittore britannico, che viene accentuato dalla scelta di far parlare in prima persona (con stili diversi) i 4 protagonisti del romanzo; con questo escamotage narrativo, l'autore è riuscito a strapparmi più di una risata. Non Hornby al suo meglio, quindi, ma molto in ripresa rispetto alla caduta di "Come diventare Buoni". Sono ansioso di leggere il recente "Tutta un'altra musica", da molti accostato, come temi e come qualità ad Alta fedeltà, quello che considero il capolavoro della produzione di questo autore.
|
|
|
|
|
|
|
|
1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Uno dei migliori album del decennio, 20 settembre 2011
Ogni tanto mi capita di incontrare un disco che è capace di rassicurarmi e stupirmi contemporaneamente. Non è frequente anzi è molto, molto raro che qualcuno mi convinca con il suo tentativo di alternare, anzi, di più, di fondere, tradizione ed innovazione. C'è chi è sfacciatamente citazionista al punto che le canzoni sembrano cover, chi talmente "sperimentale" da risultare troppo cerebrale ed ostico. Insomma nel 2009 non è facile proporre un disco che abbia l'ambizione di suonare vecchio e nuovo allo stesso tempo. Dopo anni di tentativi (sono in pista da circa un decennio) ci sono riusciti gli Animal Collective con il loro album dal titolo piuttosto originale Merriweather Post Pavilion (titolo mutuato dal nome di un centro concerti di Columbia, Maryland). Facciamo subito chiarezza (se è possibile) riguardo alle linee guida di questo album; qui si parla indubbiamente di psichedelica, di elettronica e di pop. Sono sufficienti queste tre parole per inquadrare Merriweather Post Pavilion (che, d'ora in poi, chiameremo MPP)? Assolutamente no, ma possono aiutare. MPP è un disco estremamente complesso e impossibile da catalogare, che necessita di ripetuti ascolti per poter essere apprezzato. Spiazza in continuazione; quando ti aspetti un'apertura ariosa il suono si fa compresso e cacofonico fino a, pochi istanti prima di indurti ad alzarti e spegnere il cd, trasformarsi nel pop più divertente e canticchiabile (uhuhuùùù). Insomma non sai se aspettarti un rallentamento ambient o una serie di (assurdi) campionamenti che si ricorrono e si sovrappongo in loop apparentemente senza capo ne coda. Ma è proprio lì, quando ti senti completamente spaesato (quasi a disagio) che i Beatles di Sgt. Pepper ti tendono la mano per portarti su un percorso più sicuro e conosciuto; e poi giri l'angolo e chi trovi?? Quella vecchia volpe di Brian Wilson che fa capolino nei coretti che sono elemento portante di tutto l'album. Psichedelia dicevamo? Allora manca qualcuno all'appello! No, no, ci sono anche loro, il signor Pink e il signor Floyd che vanno a braccetto con il signor Barrett. Probabilmente c'è molto altro che non sono riuscito a scovare, ma direi che con scarafaggi, ragazzi da spiaggia e diamanti pazzi possiamo considerarci soddisfatti, no? Anche perché queste....citazioni....(le vogliamo chiamare così?) non sono pura storia, ma contribuiscono a dare coesione a un album che alla fine dei giochi restituisce un suono originale, personale e riconoscibile (hai detto niente?!?!!). Quindi se, tra tutti nomi nuovi del mondo indie/alternative (MGMT, Grizzly bear, Dirty Projectors, Fleet Foxes...), dovete sceglierne uno e solo uno puntate su gli Animal Collective e su MPP, non ve ne pentirete!
|
|
|
|
|
|
Sorry
|
da Zoran Drvenkar Edizione Rilegato |
| Prezzo: EUR 16,15 |
|
|
|
0 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Non c'è nulla di cui scusarsi, 20 settembre 2011
Un thriller/noir mozzafiato che ti tiene incollato alla poltrona, ho bruciato le sue 500 pagine senza neanche accorgermene. La trama è piuttosto complicata e all'inizio disorienta, volutamente, il lettore, ma pagina dopo pagina tutti i nodi vengono al pettine. Diversi piani narrativi che si intrecciano, flashback in cui ritrovare i semi (cattivi) di quello che sarà, cambi di persona narrante (molto intrigante quando l'autore narra in seconda persona, non rivolgendosi al lettore, ma....non rovino la sorpresa) rendono questo romanzo davvero interessante ed originale. Lo consiglio vivamente a tutti. Accettate il consiglio, e se non vi piacerà...vabbè, Sorry!
|
|
|
|
|
|
Emmaus
|
da Alessandro Baricco Edizione Brossura |
| Prezzo: EUR 10,40 |
|
|
|
3 di 6 persone hanno trovato utile la seguente recensione
2.0 su 5 stelle
Un romanzo che non convince, 20 settembre 2011
Lo dico subito per non trarre in inganno chi leggerà questa recensione: questo romanzo non mi ha convinto affatto. E' la storia di quattro amici adolescenti, cattolici praticanti, che si scontrano con le incoerenze della loro fede vissuta più per indottrinamento che per reale vocazione e che si trovano senza difese quando nel loro mondo entra una figura (non poteva che essere un'affascinante fanciulla priva di ogni tipo di inibizione e morale) che lo sconvolge e lo mette in completa discussione. Nonostante sia molto scarna, la narrazione risulta pesante, senza un minimo di ironia, dove la tragedia la fa da padrona; e in più è una tragedia fredda, che non ti coinvolge mai. Anche le continue riflessioni sul bene e il male (o perlomeno su come un diciassettenne li percepisce) e il loro sconfinare uno nell'altro, sono piuttosto discutibili e poco illuminanti. Un paio di intuizioni ci sono (su tutte quella che porta al titolo del romanzo, che però non vi svelo), ma secondo me non sono sufficienti a promuovere questo libro.
|
|
|
|
|
|
Il passaggio
|
da Justin Cronin Edizione Rilegato |
| Prezzo: EUR 17,60 |
|
|
|
3 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
A scuola da Matheson e Stephen King, 20 settembre 2011
Un bel tomo imponente di circa 900 pagine. Il tema è quello apocalittico e post-apocalittico: virus, possibile fine del mondo, la riorganizzazione di una manciata di superstiti. Insomma temi trattati già abbondantemente in romanzi come Io sono leggenda di Matheson e L'ombra dello scorpione di Stephen King. Il taglio di Cronin è comunque abbastanza personale, e le vicende (soprattutto nella parte centrale e finale del romanzo) vengono raccontate attraverso le interazioni tra i protagonisti, che sono ben descritti e caratterizzati; Cronin scrive in modo piuttosto linerae ed efficace tenendoti sempre incollato alla storia. Ottimo il finale a sorpresa, che tra l'altro è un finale aperto, visto che "Il passaggio" sembra essere il primo romanzo di una già annunciata trilogia. Valutazione buona e libro consigliato, ma cinque stelle si danno solo ai capolavori e "Il Passaggio" non lo è.
|
|
Pagina: 1
|