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Classifica Top recensori: 4
Voti utili: 1115
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Recensioni scritte da Beppe JK "Giuseppe Artusi" (Venice, Italy)
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8 di 8 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Interessante riedizione di un fondamentale titolo italiano, 1 novembre 2011
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
ABBIAMO TUTTI UN BLUES DA PIANGERE è il primo capolavoro di uno dei gruppi fondamentali della scena rock (e non solo) italiana. Partendo dai modelli di Soft Machine e Weather Report (in pratica, le band seminali della fusion, secondo le lezioni inglese e americana), il Perigeo sviluppò un linguaggio jazz fusion tipicamente italiano, con spiccati elementi e sensibilità 'mediterranea': in sostanza con un gusto melodico molto solare, atmosfere suggestive e ricercate, arrangiamenti e armonie compiuti e ortodossi. Dall'approccio del Perigeo, in qualche modo uscì, o si sviluppò una scena musicale di alto livello, con gruppi quali Agorà (grandissimi), Arti&Mestieri, Bella Band, Baricentro, Etna, e altri ancora. Persino il Banco del Mutuo Soccorso (ascoltare in particolare CANTO DI PRIMAVERA) e la stessa PFM rimasero in qualche modo influenzati dal suono del Perigeo. Questo sta scritto sui libri di storia, questo si coglie perfettamente a 40 anni di distanza. In particolare, ABBIAMO TUTTI UN BLUES DA PIANGERE presenta dei brani realmente epocali. Ad esempio, la terza traccia, RITUALE, su un serrato mid-tempo istituisce il lessico del genere, con una atmosfera tesa sino all'ingresso del luminoso e maestoso tema che poi si scioglie in fraseggi e variazioni quasi free jazz. Ma è con il quarto brano che il disco raggiunge il suo apice; la title-track, dolentissima, è un capolavoro di sensibilità musicale, impressionistica e pittorica, dalla struttura complessa e quasi sinfonica. Dopo una apertura frammentata, prende corpo una ouverture malinconica e meditativa, che porta, al minuto 3:30, all'ingresso del tema, condotto dal sublime sax alto, di una bellezza liricissima e struggente. Con lodevole intento, la Sony ha iniziato una operazione di rilettura di quei dischi fondamentali, proponendo delle nuove rimasterizzazioni, pubblicate con una nuova veste grafica, che riprende quella (mini lp) delle edizioni giapponesi per collezionisti. Diciamo subito due cose. Uno: la grafica non è all'altezza del modello giapponese; colori troppo scuri della copertina, oltretutto tragicamente virati al giallo, e materiali e manifattura di non eccelsa qualità (migliore comunque del resto). Due: il suono delle vecchie edizioni in cd dei dischi del Perigeo non era affatto malvagio, anzi. Per cui una rilettura del loro suono presentava molti dei problemi tipici di questo genere di operazioni. La scelta è stata la più ovvia, o quantomeno la più usuale, con compressione&espansione del suono, che viene quindi alterato, anche se non in modo così drammatico come spesso accade. Il risultato è un suono più d'impatto, che se da una parte esalta bassi e medio-bassi (con pregevoli risultati, oggettivamente), dall'altro 'spinge' molto medio-alti e alti, e qui (sempre tipicamente) le cose si fanno più controverse. Chitarre e sax suonano più cristallini, ma i piatti tendono al fastidioso sizzling, risultando ovviamente 'schiacciati' e un po' innaturali. Ma in generale è il suono a farsi un po' fastidioso, troppo penetrante, soprattutto ad alto volume, per cui da questo punto di vista le vecchie edizioni tendono a farsi preferire. Niente di drammatico, in nessuno dei due casi, ma la differenza c'è, e si avverte. Dopo di che, dipende dalla resa e dalla timbrica dell'impianto di cui si dispone (oltre che dalle preferenze personali): ci saranno situazioni in cui questa nuova rimasterizzazione suonerà molto più soddisfacente, e altri in cui le precedenti versioni saranno più gradevoli ed equilibrate. Senza contare il fatto che in certi passaggi la bilancia pende decisamente da una parte, e altri in cui accade l'opposto. In ogni caso, una buona operazione, e se non conoscete l'opera - o l'avete dimenticata - l'acquisto lo vale di sicuro. Sarà una bella scoperta, o ri-scoperta.
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26 di 28 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Un altro miracolo di Steven Wilson su un classico del rock, 1 novembre 2011
Dopo la deludentissima (per unanime consenso) rimasterizzazione di AQUALUNG per il 25ennale, molto ci si attendeva da questa riedizione a cura di Steven Wilson. L'attesa non è stata delusa. Il lavoro fatto dal leader dei Porcupine Tree sul catalogo classico dei King Crimson aveva acceso grandi entusiasmi all'annuncio di questo rimissaggio/rimasterizzazione, e i risultati non possono essere definiti altrimenti che miracolosi. Dopo oltre un ventennio di rimasterizzazioni di classici, sembrava davvero impossibile che si potesse trarre da nastri di oltre quattro decadi dei simili risultati, eppure il suono che esce da questi cd è realmente entusiasmante: timbrica ed equilibrio sonori fedelissimi all'originale, ma con una pienezza, una ricchezza sonora, una BELLEZZA del suono meravigliosa. Bassi e cassa della batteria di una pienezza, di una precisione, di un impatto, di una rotondità meravigliose; grandissima precisione nella distribuzione degli strumenti sulla scena musicale. Ogni strumento è reso in ogni sfumatura, con una vividezza e realismo senza pari. Si sente finalmente la linea del basso in tutta la sua ricchezza sostenere sia la ritmica che la linea melodica, con lievi sfumature di contrappunto, in una maniera persino insospettata prima, rendendo le frasi musicali di una ricchezza armonica come raramente si sente in una qualunque incisione. E si sentono svariati strumenti mai sentiti prima arricchire l'orchestrazione in un modo che rende AQUALUNG più complesso e completo di come sia mai stato, potendo apprezzare il contributo di ogni singolo strumento, uno per uno, pur nella ricchezza degli arrangiamenti. Il lavoro sulle armoniche - tallone d'Achille della digitalizzazione - è stato semplicemente mirabile, e non credo d'aver mai sentito niente del genere, prima, visto che questa rimasterizzazione surclassa persino le migliori edizioni in vinile. Naturalmente, non c'è traccia di compressione&espansione, di sizzling di piatti o voce: le note alte di chitarra elettrica suonano squillanti ma precisissime, quasi perentorie nella loro precisione, così come i bassi non sono mai nemmeno lontanamente distorti o rimbombanti. Incredibile, semplicemente incredibile. E non sono certo facile agli entusiasmi, specie su operazioni di riedizione. Da avere, ASSOLUTAMENTE, qualunque sia il vostro impianto, e sia che siate hardcore fans dei Tull, sia semplici amanti di questo classico del rock, o persino ascoltatori più o meno occasionali del rock anni '70. E ora, aspettiamo la riedizione di Wilson di THICK AS A BRICK, già realizzata e in attesa di pubblicazione per il 40ennale di quest'altro capolavoro. Ah, il secondo disco. Scelta interessantissima, che in pratica presenta tutte le incisioni coeve, in gran parte finite dapprima su EP, e quindi su LIVING IN THE PAST, con interessanti early versions (interessantissima la prima MY GOD), alternate takes, altre outtakes peraltro già conosciute (LICK YOUR FINGERS CLEAN), ma sempre ri-trattate da Steven Wilson, con i medesimi risultati. Scelta di grande correttezza filologica e di gusto, a dare un senso veramente compiuto all'operazione. Molto bella anche la veste grafica (peccato solo per la copertina ridotta, col bordo bianco, ma è un appunto del tutto trascurabile), con apparti iconografici, note e credits assolutamente all'altezza. La versione più costosa presenta il medesimo materiale in DVD audio e blu-ray (la differenza di qualità deve eventualmente stabilirla il vostro impianto... eh beh), oltre alla stampa in vinile del disco (ma non del secondo cd), e il dettagliato libretto in versione più lussuosa. Cinque stelle sono poche, per entrambe le edizioni.
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10 di 11 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Bella rimasterizzazione, 31 ottobre 2011
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
ACHTUNG BABY è indiscutibilmente uno dei dischi di riferimento degli anni '90 e sicuramente il capolavoro di Bono e soci, per acclamazione comune. Non stupisce pertanto che, proseguendo nella serie di ripubblicazione del catalogo degli U2, a questo disco sia stata riservata una attenzione particolarissima, che ha portato ad una serie di versioni capace di far girare la testa anche al fans più attento. L'edizione mammuth ha un costo - tra numero di dischi e ormai immancabili memorabilia - da mandare in crisi una famiglia. Quella più ridotta (si fa per dire) di 6 dischi resta dedicata ai fans, mentre per l'ascoltatore 'normale' è stata predisposta questa edizione di due cd, in bella veste grafica, che presenta l'album originario e un secondo cd di b-sides, alternate mixes, edit tracks, singles, ecc. In pratica, il secondo cd è il cd n.5 della SUPERDELUXE EDITION, e francamente non è questo granché, vista la qualità e l'interesse del materiale (parlando sempre dal punto di vista dell'ascoltatore medio). La ragione vera che spinge all'acquisto di questa versione è la rimasterizzazione dell'opera originale. Ebbene, può sembrare strano parlare di rimasterizzare un disco fatto ormai in piena epoca del cd, eppure i risultati sono interessanti, del tutto degni dell'acquisto. Il missaggio di ACHTUNG BABY, a mio personalissimo parere, non era questo granché, piuttosto confuso, 'impastato' e alquanto piatto, almeno per gli standars delle incisioni digitali. Ma trattandosi di una precisa scelta artistica, le osservazioni in merito lasciano il tempo che trovano. Così lo volevano, così l'hanno fatto, così è piaciuto. Punto. Però la nuova rimasterizzazione (attenzione, non RIMISSAGGIO) rende il suono più d'impatto, tondo e profondo, risultando indubbiamente più gradevole e impressivo. Il che sta a dire che dopotutto quello originale tanto soddisfacente non era, altrimenti perché cambiarlo? Fine della polemica, questo è migliore e siamo tutti contenti. Come che sia, l'operazione ha un suo perché, e chi ha amato questo disco (per ONE, certo, ma anche per tutto il resto) ha una buona ragione per riacquistarlo. Quanto al secondo cd, a ciascuno la sua opinione: di certo, piuttosto raramente i bonus cd sono davvero significativi e memorabili; in termini assoluti non direi che sia questo il caso, mettiamola così. (E sui contenuti delle edizioni 'maggiori', preferisco non esprimermi del tutto. Sicuramente ci saranno molti fans che ci impazziranno, e li capisco. Di fatto, per i miei gusti questa DELUXE basta e avanza, ed in ogni caso si tratta di prodotti diversi, per cui...). Agli ascoltatori 'normali' questa versione la consiglio: vale la spesa, sia il disco (ovviamente) che la rimasterizzazione.
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5 di 7 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Deliziosa commedia inglese, 30 ottobre 2011
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Stephen Frears sa raccontare le storie, lo si sapeva e ne abbiamo la conferma. TAMARA DREWE non sarà un capolavoro, ma questa deliziosa commedia amorale, lieve e pungente come il miglior cinema inglese sa essere, è un racconto corale piacevolissimo, rilassato ma dal ritmo impeccabile, con un cast strepitoso di attori, che sanno tratteggiare caratteri e personaggi con pochi tocchi, lievi eppure profondi e credibili, senza mai cadere nella trappola del macchiettismo. TAMARA DREWE è una commedia agreste, su una borghesia intellettuale tanto pretenziosa quanto alla fine vacua, infirgarda e vile, che viene sì sbertucciata, ma continuando tuttavia beatamente nelle sue poco commendevoli abitudini: in sostanza una variazione su temi già abbondantemente praticati, ma che comunque non si coniugano in film di genere, grazie al suo andamento ironico e lievemente distaccato; tutto tipicamente british, insomma, ma della pasta migliore. E anche dal punto di vista tecnico non mancano scelte briose: split screen, rapidi & sapidi flashback... tutti elementi delle commedie d'antan, quasi citazioni stilistiche mai però fini a se stesse; al contrario rese nuovissime nel loro essere usate per dare ritmo, per avvolgere lo spettatore nella narrazione. Alla fine allo spettatore non resteranno magari grandi riflessioni o meditazioni morali su cui soffermarsi, ma di tutt'altro che un film sciocco e superficiale trattasi; un paio d'ore di piacere narrativo, elegante e divertito, mai volgare (semmai piacevolmente blasé), malizioso e penetrante, quelle sono garantite: quel tipo di divertimento per cui si inizia a sorridere, perlopiù maliziosamente, alla prima inquadratura, e non si smette sino all'ultima (momenti drammatici inclusi). Un divertimento intelligente e gustoso, per farla breve. Certo, se avete un amante, o qualche scheletro da tenere ben nascosto, evitate di vedere il film in compagnia del/della vostro/a legittimo/a consorte: il rischio che vi sfugga qualche involontario, imbarazzato e imbarazzante colpetto di tosse è concreto, e nel consigliare il film, io non voglio in ogni caso avere nessuna spiacevole situazione familiare sulla coscienza. Peccato che in italiano sia uscita solo la versione in dvd, e non in blu-ray: la calda, ricercata palette cromatica avrebbe pienamente meritato la superiore definizione del più recente formato. Da vedere, in ogni caso.
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2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Vivace e gradevolissimo: consigliato ai fans dei Queen e di McCartney, 30 ottobre 2011
FACE THE MUSIC segnò la definitiva affermazione dell'ELO come blockbuster band, dopo l'ottimo riscontro di ELDORADO. Un disco leggero, allegro, vivace, coinvolgente, ma tutt'altro che da sottovalutare. Lo stile post-beatlesiano presenta notevoli analogie con le coeve opere dei Wings, e anticipa (il disco è del '75) molte delle delle intuizioni che hanno reso grandi i Queen, sin dal cantato che spazia dal melodico classico al rock quasi hard con grande facilità e naturalezza. Al di là del grande successo di EVIL WOMAN, l'hit del disco, tutti i brani sono godibili, ispirati, di buon se non ottimo livello: nessun filler, in una incisione che (come del resto gli altri albums del gruppo)si fa notare per classe, omogeneità qualitativa e grande intensità interpretativa. Poi, è questione di preferenze personali, anche se l'adrenalico ma ilare POKER resta facilmente nella memoria. Rock 'leggero', ma tutt'affatto banale, e soprattutto invecchiato benissimo. I fans dei Queen (soprattutto coloro che apprezzano NIGHT AT THE OPERA e DAY AT THE RACES) dovrebbero dargli un'ascolto, e non resteranno delusi. Ma in generale, un disco che (al pari degli altri dischi della ELO della seconda metà degli anni '70) vale la pena di avere. Buona la rimasterizzazione, non essenziali le extra tracks. Ma il disco in sé vale la spesa da solo.
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7 di 7 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Poco di nuovo sotto il sole, ma è sempre un gran bel sentire, 28 ottobre 2011
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Punto numero uno, tanto per arrivare al sodo: meglio Noel, o il fratellino Liam? Noel, nessun dubbio. Vince a mani basse. Più fantasia nelle melodie e negli arrangiamenti, più eleganza, un 'respiro' musicale più ampio e disteso. Punto numero due, per esser brevi: quanto c'è degli Oasis, e quanto di nuovo? Direi che degli Oasis c'è un 80-85%, il restante è un avvicinamento a cose tipo Tears for Fears (e scusate se è poco...); e decidete voi se queste sono delle buone o delle cattive notizie (non prendetevela col messaggero, però). In ogni caso, a grosse sorprese non andrete incontro, questo è un fatto. Che sia una rassicurazione o uno scoraggiare l'approccio, a ciascuno la sua opinione, ribadisco. Punto numero tre, ed è la questione essenziale: quanto è buono questo attesissimo debutto? Beh, questione di gusti, ovviamente. Se non vi piacevano gli Oasis, difficilmente vi piacerà questo, e quel poco che c'è di nuovo è ancor più difficile dire se lo apprezzerete o no. Nel caso contrario, viceversa, potete andar sicuri, vi piacerà, specie se vi manca il gruppo madre. Quel che posso (provare a) dire, è cosa si trova in questo cd. Lo stile conosciuto di Noel, fondamentalmente, con quel tanto di citazioni beatlesiane (in qualche passaggio così smaccate da rasentare la citazione letterale), e insomma di Oasis-sound (col misto di ballads, rock adrenalici, gusto melodico ben conosciuto), che ci si poteva aspettare dal principale compositore della band. Tutto sommato, credo che Noel sia riuscito ad evitare più che abbastanza il rischio del 'già sentito', o addirittura dell'autocitazione, che spesso funestano operazioni del genere, pure se lo stile compositivo e interpretativo non è cambiato di un'oncia. Ma prendetela come opinione, o quantomeno impressione, personale. Aggiungerò - sempre a livello personale - che le canzoni mi hanno preso dal primo ascolto (il che è suo modo notevole): melodie ben scritte, luminose, che ricordano il primo periodo degli Oasis (quello di WHAT'S THE STORY e BE HERE NOW, e anche STANDING ON THE SHOULDER, insomma), anche se molte cose sembrano uscite da DIG OUT (ricordando le migliori di quell'ultimo disco), il che è anche ovvio. Rispetto a cui - altra opinione personalissima - la qualità delle composizioni è salita. Volendo citare dei brani a riferimento, lo script e le atmosfere sono generalmente quelli di CHAMPAGNE SUPERNOVA, ALL AROUND THE WORLD o GO LET IT OUT!, tanto per rendere l'idea. Disco quasi interamente elettrico, in ogni caso, molto orchestrato, e molto poco acustico; e tuttavia, piuttosto lontano dal furore elettrico di DON'T BELIEVE THE TRUTH. Un disco anche ben cantato, inoltre. Per i fans degli Oasis, dopo tutto quanto detto, un disco che si consiglia da sé. Per tutti gli altri... beh, la loro opinione sui Gallagher e i suoi dischi, quale che sia, non cambierà.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Ottima rimasterizzazione, bella veste grafica, 28 ottobre 2011
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Questa riedizione dell'album d'esordio del Perigeo vale ampiamente l'acquisto (al di là del prezzo quasi irrisorio): il suono è stato notevolmente migliorato nel senso della precisione e dell'impatto; la pur lieve distorsione presente nelle edizioni precedenti è stata eliminata, così come è stato pressoché rimosso il fruscio di fondo, ma soprattutto il suono è più incisivo, impressivo (ascoltate e confrontate l'incipit di basso del secondo brano...). Forse un po' si è ecceduto nella dinamica, poiché certi passaggi risultano sin troppo aggressivi e 'moderni', ma nel complesso il suono è scintillante e in definitiva molto apprezzabile. Molto bella anche la veste grafica, che riprende lo stile 'mini-lp' delle edizioni giapponesi, pur senza la stessa altissima qualità grafica; rimane comunque un buon oggetto, curato in modo attento: segno di una attenzione che finalmente anche le case discografiche italiane prestano a quello che sarebbe il loro prodotto più tipico, di qualità e ricercato nel mondo? Beh, speriamo sia davvero così. Quanto al disco, AZIMUT contiene già tutti gli stilemi tipici del suono-Perigeo, anche se non ancora completamente messi a fuoco. L'idea musicale risente molto del modello dei Soft Machine, ricordando in certi passaggi l'album d'esordio dei Weather Report, uscito l'anno prima. C'è quindi ancora un po' di maniera nelle tracce di quest'album, e solo con il seminale e successivo ABBIAMO TUTTI UN BLUES DA PIANGERE il Perigeo giungerà alla compiutezza espressiva. AZIMUT resta comunque un bel disco, anche a distanza di quattro decadi, e questa riedizione rende del tutto giustizia al suo valore. Edizione molto consigliata di un disco consigliato.
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3 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Una rimasterizzazione favolosa della versione tedesca: imperdibile, 19 ottobre 2011
Benché certamente inferiore come impatto innovativo ai capolavori che l'hanno preceduto (AUTOBAHN e TRANS EUROPE EXPRESS, RADIO-ACTIVITY è forse un po' inferiore), MAN-MACHINE è comunque un disco strepitoso, gradevolissimo, articolato e coinvolgente. A dispetto delle sonorità totalmente elettroniche (e se vogliamo anche delle tematiche affrontate), è un disco caldo, avvolgente, e molto suggestivo. Questa rimasterizzazione poi è da urlo. Grandissimo impatto, pur nel rispetto delle sonorità tipiche del periodo, dettagliatissima, equilibrata e luminosa. In breve MAN-MACHINE suona come avrebbe sempre dovuto suonare: un upgrading essenziale, altamente consigliato anche a chi non possieda nulla del gruppo, proprio in ragione della bellezza dei suoni. Inoltre, rispetto agli altri titoli ripubblicati, qui è stata fortunatamente salvata la copertina originale, stampata vieppiù con una grafica di eccellente qualità. Una operazione imperdibile. Come altri titoli, poi, anche quest'opera venne al tempo pubblicata in due versioni - tedesca (in lingua) e internazionale (in inglese). Personalmente preferisco questa versione tedesca, ma è questione di scelte individuali, anche se ogni appassionato del gruppo dovrebbe possederle entrambe.
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4 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Strepitosa rimasterizzazione, 19 ottobre 2011
Benché certamente inferiore come impatto innovativo ai capolavori che l'hanno preceduto (AUTOBAHN e TRANS EUROPE EXPRESS, RADIO-ACTIVITY è forse un po' inferiore), MAN-MACHINE è comunque un disco strepitoso, gradevolissimo, articolato e coinvolgente. A dispetto delle sonorità totalmente elettroniche (e se vogliamo anche delle tematiche affrontate), è un disco caldo, avvolgente, e molto suggestivo. Questa rimasterizzazione poi è da urlo. Grandissimo impatto, pur nel rispetto delle sonorità tipiche del periodo, dettagliatissima, equilibrata e luminosa. In breve MAN-MACHINE suona come avrebbe sempre dovuto suonare: un upgrading essenziale, altamente consigliato anche a chi non possieda nulla del gruppo, proprio in ragione della bellezza dei suoni. Inoltre, rispetto agli altri titoli ripubblicati, qui è stata fortunatamente salvata la copertina originale, stampata vieppiù con una grafica di eccellente qualità. Una operazione imperdibile. Come altri titoli, poi, anche quest'opera venne al tempo pubblicata in due versioni - tedesca (in lingua) e internazionale (in inglese). Personalmente preferisco la versione tedesca, ma è questione di scelte individuali, anche se ogni appassionato del gruppo dovrebbe possederle entrambe.
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3 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Strepitosa rimasterizzazione, 19 ottobre 2011
Sono sempre piuttosto scettico di fronte ad operazioni di rimasterizzazione, non per partito preso, ma perché spesso, troppo spesso si rivelano fonte di delusione, quando non di franco disappunto. Non è questo il caso. Il lavoro fatto dai Kraftwerk sul loro catalogo è encomiabile; pur mantenendo l'inconfondibile timbrica originale, il dettaglio, l'impatto, l'equilibrio sonoro sono entusiasmanti. La rotondità dei bassi pulsanti, l'ariosità delle melodie elettroniche, la ricchezza sonora rendono queste rimasterizzazioni assolutamente consigliabili, e certo imperdibili per gli amanti del gruppo. Il disappunto nasce dalla scelta grafica dell'operazione, con copertine 'semplificate', spogliate dei titoli e in definitiva diverse da quelle originali. Il che è un grosso dispiacere per chi è legato affettivamente a quelle immagini. Né vale a mitigare la delusione, l'ottima qualità di stampa delle stesse e l'utile sovracoperta in cartone. Usualmente, scelte grafiche di queste genere mi fanno assegnare una stella in meno nel giudizio, ma in questo caso l'eccellente e accuratissima revisione del suono va al di là di ogni altra considerazione. (E in ogni caso, è anche vero che nulla vieta di mantenere in discoteca anche le edizioni precedenti, o - come nel mio caso - le edizioni originali in vinile, oppure di 'salvare' le immagini originali con una buona fotocopia a colori...). Quanto al disco, TRANS EUROPE EXPRESS è assolutamente una delle vette della musica elettronica degli anni '70, e non solo: un disco dal fascino romantico, dalle melodie tanto accattivanti quanto affascinanti. Una 'idea' di musica radicalmente mitteleuropea, densa di richiami, citazioni e suggestioni, che rende il disco un'opera artistica a tutto tondo; l'opera è una esperienza di ascolto unica, un viaggio in atmosfere culturali scomparse, eppure modernissimo nell'intento e negli esiti, anche a distanza di oltre 30 anni; il che è solo dei classici. PS: come per altri titoli degli anni '70 (AUTOBAHN escluso), di questo titolo esiste sia la versione internazionale (cantata in inglese: questa appunto), che quella tedesca, ovviamente col cantato in lingua, dal titolo TRANS EUROPA EXPRESS. Le parti strumentali IN QUESTO CASO sono le medesime (in altri casi le differenze sono minime, ma ci sono), e ovviamente entrambe le versioni sono state rimasterizzate con i medesimi eccellenti esiti. Poi, è questione di gusto: personalmente, preferisco la versione tedesca; questione di fascinazione... Certo, i fans del gruppo (io sono tra questi) DOVREBBERO possedere entrambe le versioni.
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