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Classifica Top recensori: 4
Voti utili: 1114
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Linee guida: maggiori dettagli sulle Community di Amazon.
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Recensioni scritte da Beppe JK "Giuseppe Artusi" (Venice, Italy)
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1.0 su 5 stelle
Dopo un anno è già rotto, 10 aprile 2013
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Mi aspettavo molto di più da questa marca. Dopo un anno e pochi mesi il monitor è già rotto: problemi alle saldature, o qualcosa di analogo. Questo non è accettabile per un prodotto di questa fascia e di questa nomea. Poi, la qualità della visione è un po' superiore, anche grazie alla grande risoluzione, ma pur essendo dedicato al mercato consumer il suo settaggio non è semplicissimo, e nei passaggi da una videata all'altra, spesso ci sono passaggi di toni anche fastidiosi e ci vuole qualche attimo perché tutto torni alla normalità. Non è il massimo, sinceramente. Visto il costo tre o quattro volte superiore ad un monitor 'normale', non lo consiglierei davvero agli utenti home.
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2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
180g della Speakers Corner: una meraviglia sotto ogni aspetto, 4 dicembre 2012
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Ok, costa un pacco, ma probabilmente sarà disponibile ancora per poco, per cui nel caso siate nel dubbio, prendete questa versione: per consenso unanime (si veda ad esempio il forum di Steve Hoffman), questa riedizione in 180g della Speakers Corner è la migliore mai realizzata. Vinile silenziosissimo, suono equilibrato, dettagliato, caratteristiche del resto comuni a quasi tutte le edizioni di questa etichetta tedesca di nicchia (credo sia il decimo titolo che possiedo, o giù di lì...). Qualunque versione in cd è assolutamente imparagonabile (certo, se l'impianto è almeno di un certo livello), e risulta comunque superiore alla pur ottima versione della Rhino-RTI. Unico appunto, la qualità non eccellente della copertina, che NON E' embossed (in rilievo), da questo punto di vista la citata edizione Rhino è splendida. A parte questo, questo vinile vale il suo prezzo, anche perché con ogni probabilità resterà la vostra versione definitiva: difficile pensare che in futuro si sappia far di meglio.
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4 di 7 persone hanno trovato utile la seguente recensione
1.0 su 5 stelle
Un flop, 28 novembre 2012
Divertimento:1.0 su 5 stelle
Dopo anni di continui miglioramenti, quest'anno la release di questo fondamentale manageriale è un flop, per larghissimo consenso degli appassionati (si vedano i vari forum). Grafica scadente (i giocatori sembrano pattinare su campo), irrealistica resa del gioco (si prendono gol a grappoli senza un perché), risultati ridicoli (le grandi retrocesse e le medie-piccole che trionfano), aspetto gestionale confuso, cervellotico, poco divertente e alla fine pure malfunzionante, senza contare bugs qua e là. Non ci siamo, non ci siamo assolutamente. Dopo le ultime tre release (di fatto upgrading tra di loro), si è rivista l'engine e i risultati sono sconcertanti. Di fatto, per la prima volta dopo anni, non ho voglia di giocarci, e questo per un incallito come me è quanto di più significativo. Un consiglio: lasciate perdere questa release, prendete quella 2012 e scaricate i database aggiornati sui vari forum ufficiali e degli appassionati.
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3 di 5 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Ottima rimasterizzazione, 23 novembre 2012
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A WALK ACROSS THE ROOFTOPS è probabilmente il titolo di culto per eccellenza del pop anni '80: un disco notturno, rarefatto, elegantissimo ed estremamente affascinante, al tempo stesso gradevolissimo e d'avanguardia. Un disco che a distanza di tre decadi non smette di far sentire la sua influenza e di porsi come modello del genere. Anche dal punto di vista tecnico si tratta di una pietra miliare: inciso per l'etichetta di una delle case produttrici di hi-fi più note e raffinate, la Linn, spicca per bellezza e pulizia dei suoni. Viene così proposta questa deluxe edition che contiene una nuova masterizzazione digitale e un secondo disco contenente sette brani pubblicati su singoli, alternate mixes, early version e un inedito. Partiamo dalla rimasterizzazione, che è davvero di qualità, con una maggiore precisione e definizione degli strumenti, quindi con un suono che risulta più pulito e arioso, senza che sia minimamente alterato il delicato equilibrio sonoro e la timbrica così peculiare del lavoro, che poi è uno dei grandi segreti del suo successo. I brani presentati nel secondo cd sono un po' 'a mixed bag', questo e quello insomma, e non offrono nemmeno la panoramica completa del primo periodo della discografia del gruppo. Se interessante è l'inedito ST.CATHERINE'S DAY, manca per contro SADDLE THE HORSE (che altro non sarebbe che la prima versione di AUTOMOBILE NOISE). Visto che il cd non dura che 32', la si poteva anche includere (oppure, più utilmente, si poteva contenere il tutto in un solo cd di una settantina di minuti, ad un costo inferiore...). Se non altro, la confezione in doppio digipak apribile in 4 è bella, così come il libretto, elegante e ricco di scatti, però tragicamente povero di note: diciamo pure che sono praticamente assenti del tutto. Ora, va bene il minimalismo che ha sempre contraddistinto la band, ma si poteva fare una eccezione. Tant'è. In ogni caso, la qualità della rimasterizzazione (e gli extra, certo) vale l'acquisto.
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11 di 11 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Buon rapporto qualità prezzo, 13 novembre 2012
Possedendo questo attrezzo (chiamarlo 'macchina' è del tutto fuori luogo) da qualche anno, e usandolo con regolarità, posso testimoniare che quanto scritto nella descrizione è esatto e veritiero. Soltanto, non è tutta la verità. Innanzitutto il lavaggio con questa vaschetta (di questo si tratta) è certamente efficace, specialmente per lo sporco più radicato e annidato (non avete idea di quanta polvere, quanti detriti e quanto grasso si annidino tra i solchi di vinili di 30 e passa anni fa, mai lavati); inoltre, dopo il lavaggio, il disco presenta una buona protezione antistatica. Ma è anche vero che si tratta di un sistema piuttosto artigianale e approssimativo di pulizia, che non può competere col lavaggio operato da una 'vera' macchina lavadischi, che ha soprattutto il pregio di aspirare il liquido e il relativo sporco annidato tra i solchi, mentre la semplice scolatura lascia una parte (anche consistente in taluni casi) dello sporco dov'è, semplicemente 'sollevandolo', per così dire: ve ne accorgete al primo ascolto, nei casi di dischi particolarmente sporchi; la puntina solleva quantità inimmaginabile di polvere durante la lettura, ri-spingendone però una parte nuovamente sul fondo... e tocca ricominciare. In ogni caso, la semplice scolatura lascia un po' di polvere dove sta, inevitabilmente. Un secondo problema sta nella chiusura a morsa del disco per il lavaggio: inevitabilmente il liquido finisce per colare sull'etichetta, rischiando in taluni casi di segnarla con aloni o peggio erosioni una volta estratto il disco, specialmente quando l'etichetta del disco sia un po' più larga o non perfettamente centrata rispetto alla ruota che funge da morsa. Anche in questo caso, non c'è rimedio possibile. Un terzo problema è legato al recupero del liquido (piuttosto costoso), che è difficile non far colare fuori del filtro, stante la forma della vaschetta. D'altra parte - e non è certo un dettaglio - non c'è paragone possibile tra il prezzo di questo attrezzo (qualche decina di euro) e una macchina lavadischi, che costa nel migliore dei casi 8 o 10 volte tanto (quelle professionali costano oltre il migliaio di euro). A conti fatti, l'acquisto della Knosti è una soluzione accettabile e consigliata: tenete conto che se ascoltate vinili, sia pure sporadicamente, questi vanno lavati, assolutamente. E - strano a dirsi, ma è così - vanno lavati anche i dischi nuovi: leggo troppo spesso critiche feroci sulla scadente qualità di vinili anche ad altra grammatura, per non sapere che un disco nuovo è NECESSARIAMENTE pieno di cariche elettrostatiche e di impurità che sono residui di lavorazione (la cera impiegata per permetterne lo stampaggio e il distacco dal master). Pare sia una cosa di cui ben pochi sono a conoscenza...
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5.0 su 5 stelle
In vinile è migliore, 10 novembre 2012
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La storia delle edizioni di Hergest Ridge è nota: la versione originale del '74 non era mai stata pubblicata in cd prima della Deluxe Edition del 2010, sostituita dalla versione rimixata di BOXED (largamente inferiore per unanime consenso di tutti gli appassionati). Con la riedizione rimasterizzata Oldfield ha finalmente posto fine alla grave mancanza, rendendo inoltre HERGEST RIDGE brillante, profondo, equilibrato e luminoso come mai era stato (possedendo svariate edizioni originali in vinile posso testimoniarlo con perfetta cognizione di causa). Ma questa edizione in vinile è perfino superiore - e nettamente - alla versione in cd: benché i nastri siano gli stessi, il vinile sorpassa ampiamente il cd per bellezza, naturalezza, maestosità e profondità della gamma medio bassa; il che è ovvio, giacché nel riversamente digitale/analogico non viene perduto nessun dettaglio, mentre nella riduzione agli 88.200 Hz necessari per il cd si perdono infinite armoniche, determinando così il caratteristico suono metallico, secco del cd. Se siete appassionati dell'opera e di Oldfield, e se possedete una decente combinazione piatto/testina/braccio/preampli phono (quest'ultimo essenziale), che sia almeno all'altezza del vostro corrispondente cd player, acquistate senza esitazione la versione in vinile: la soddisfazione all'ascolto sarà incomparabile.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Proprio per hardcore fans, 8 novembre 2012
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Curiosa riedizione in vinile di uno dei titoli di culto del rock inglese degli anni '70; il live del gruppo di Manzanera, Eno e Monkman, è stato ripubblicato in vinile con delle scelte poco comprensibili. Innanzitutto, ad essere pubblicata è la rimasterizzazione digitale di qualche anno fa, e non i nastri analogici originali. Per questo motivo si tratta di un doppio vinile, che contiene nel secondo disco la registrazione delle prove per l'appunto già pubblicate come bonus disc nella versione in cd. Ma il problema è che il primo disco, contenente quello che era l'album originale NON E' completo: è stato infatti tagliato RONGWRONG (e perché? mistero), sicché la prima facciata dura appena 16 minuti, e buonanotte alla fedeltà del lavoro. Inoltre sono state omesse le due bonus tracks presenti nella riedizione rimasterizzata, FAT LADY OF LIMBOURG e GOLDEN HOURS, che a questo punto si potevano recuperare dato lo spazio a disposizione (o anche tagliando qualcosa delle prove). Invece no. La copertina è di qualità, stampata su carta grezza di ottimo spessore e qualità, MA non riproduce esattamente la copertina originale, giacché la scritta è diversa e diversamente disposta. Altra cosa incomprensibile. Infine la qualità del vinile: ottima, con una stampa eccellente. Dal punto di vista sonoro però non ci sono differenze sonore rispetto al cd, per cui chi si aspettasse una migliore qualità sonora, con le caratteristiche tipiche del suono analogico, resterebbe deluso.
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12 di 13 persone hanno trovato utile la seguente recensione
2.0 su 5 stelle
Piuttosto discutibile, 8 novembre 2012
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La scelta di pubblicare anche il vinile la riedizione di THICK AS A BRICK era abbastanza ovvia, e tutto sommato ha un suo perché. Più discutibile averlo fatto unendo l'edizione in vinile di TAAB2, che costringe molti appassionati (tra cui il sottoscritto) ad un doppio esborso del tutto non preventivato, e certo non voluto. Sulla qualità dei due lavori fatemi grazia di evitare ripetizioni rispetto a quanto già scritto a proposito delle versioni in cd: non avendo niente da aggiungere, basta leggerle lì, nel caso. Circa la qualità di questa doppia edizione, c'è più di una cosa da dire. Innanzitutto, la domanda fondamentale: c'è differenza tra vinile e cd? No, in nessuno dei due casi; non sostanziale almeno. Al massimo qualche sfumatura di maggior ricchezza nella gamma mediobassa, ma proprio a cercarla col lanternino, ed in ogni caso non tale da giustificare la spesa non indifferente di questo cofanetto. Certamente il vinile è comunque di gran qualità, sotto ogni profilo, e la stampa è accurata, ma le differenze col cd sono davvero minime. Molto discutibile anche la confezione. Una delle ragioni del fascino di THICK AS A BRICK è indubbiamente anche l'originalissimo e affascinante formato-giornale, e non c'è dubbio che una riedizione come si deve avrebbe dovuto prevedere anche la ripubblicazione di quel mitico formato. Viceversa, il disco è presentano in una anodina busta singola, con la semplice immagine della parte superiore della prima pagina: una autentica schifezza, che avevo visto solo nelle peggiori riedizioni in vinile dei tardi anni '80. Le pagine del giornale sono presentate nel libro di 100 pagine, ma con formato alterato (riproporre un giornale in forma di libro! ma chi è il genio che l'ha pensato?). Si tratta in sostanza dello stesso libro presente anche nella versione in cd, ma in formato più grande; per carità, il libro in sé è bello, lussuoso, ricco di note e foto, ma il giornale non ci azzecca, e andava proposto nel suo formato originario (visto il costo, sopratutto...). Quanto alla versione in vinile di TAAB2, stessa scelta della busta singola. Il contenitore poi non brilla per interesse: cartone molto rigido, sagomato in modo un po' incomprensibile, e nient'altro. Se tutto ciò vi basta, buon per voi. Se - come me - vi aspettavate di più, beh, condividerete il mio disappunto. Ormai i soldi li ho spesi, ma preferirei non averlo fatto, tutto qui.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Fantastico live del '75!, 7 novembre 2012
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Strana storia quella di questo live. Innanzitutto si tratta di un live UFFICIALE, pubblicato al girare del millennio dalla Burning Airlines, emanazione della casa discografica del gruppo, e quindi ripubblicato (in formato digipak, ma non particolarmente di lusso e senza il libretto) dalla italiana Dynamic, su licenza del gruppo. Benché dunque si tratti di una pubblicazione ufficiale, il prodotto è passato largamente sotto silenzio, almeno considerando l'enorme seguito dei Supertramp. Ed è un peccato perché si tratta di una incisione di eccezionale qualità, sia dal punto di vista della qualità sonora (ottima) che dell'esibizione (di gran qualità: il repertorio è quello del periodo CRISIS? WHAT CRISIS?, con dodici brani che comprendono l'intero CRIME OF THE CENTURY più quattro brani da CRISIS? appunto). Ma qui c'è la seconda stranezza. Il live è indicato come registrato a Cleveland nel 1976, ma in realtà si tratta con ogni probabilità del concerto dell'anno prima alla Wembley Arena, registrato e messo in onda dalla BBC, e che da molti anni gira presso gli appassionati come bootleg. Avendo le registrazioni di quel concerto, le ho confrontate con quelle di questo cd, e sono le medesime, semplicemente (e non sono il solo ad essermene accorto, ovviamente). Perché questo errore, è difficile da dire; certo accade spessissimo che gli stessi artisti non abbiano memoria di quanto registrato, quando e dove, ma così è. In ogni caso cambia poco: si tratta di un album da avere assolutamente, che rende al meglio l'atmosfera di una esibizione del gruppo prima di diventare superstar assoluta.
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10 di 11 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Migliori delle versioni in cd, 7 novembre 2012
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Dopo la pubblicazione del primo set di opere rimasterizzate e rimissate, anche il secondo box delle opere dei Genesis viene pubblicato in vinile. Come dicevo a proposito della contemporanea ripubblicazione in vinile di SECONDS OUT, si tratta di una operazione sensata, o anche solo corretta? Il problema della musica pop (qualunque cosa si intenda con l'espressione) è quello di essere strettamente legata al medium che la supporta e riproduce: contenente e contenuto sono ancor più che strettamente legati, una sola cosa (differentemente ad esempio dalla musica classica), così per moltissimi appassionati d'antan di rock, un'opera è semplicemente la prima versione pubblicata, e le sue successive riletture (rimasterizzazioni, digitalizzazioni, rimissaggi, e quant'altro), se non dei tradimenti dell'intento originario, sono quantomeno cose ALTRE e diverse. La riedizione rimissata del catalogo dei Genesis operata tra il 2007 e il 2010 è l'esempio più classico, clamoroso e controverso di questo problema: si tratta di un miglioramento/ottimizzazione/adeguamento delle loro opere, o di un loro sostanziale tradimento/cosmesi/trucco? La natura stessa del processo di digitalizzazione (campionamento/riduzione/espansione/compressione del suono) contribuisce non poco ad alimentare la confusione e la polemica, che ripubblicazioni come queste rilanciano e perpetuano. Una risposta univoca, sostanziale, dirimente, semplicemente NON C'E': di argomentazioni ce ne sono infinite, di verità erga omnes nessuna. Dal più semplice punto di vista dell'acquirente medio - normalmente poco interessato a questioni filologiche e filosofiche - la domanda è poi se abbia senso e perché preferire (o aggiungere) l'edizione in vinile a quella in cd (o super audio cd) già posseduta. Questo è un quesito più sensato, perché è più relativamente facile trovare una risposta; c'è differenza tra le due versioni? Sì, c'è. C'è per forza: la riduzione del segnale audio da analogico a digitale (campionamento) comporta inevitabilmente uno scadimento della qualità del segnale che però con le tecniche moderne (lo streaming DSD, caratteristico dei Super Audio cd) è virtualmente non udibile all'orecchio umano. Se non che, la tecnologia del cd è terribilmente obsoleta (è uno standard di oltre 30 anni fa!) e il passaggio dalla digitalizzazione al cd comporta un ulteriore e questo sì drastico ridimensionamento della qualità sonora (da oltre 2,8 milioni a 88mila e rotti Hertz..., per un dvd audio è il doppio, circa 192mila Hz), cosa che invece non è ovviamente necessaria nella masterizzazione per il vinile, che quindi - ALMENO IN VIA TEORICA - suona necessariamente meglio. In che modo? Con un suono meno 'asciutto', con una gamma mediobassa (tipicamente) più 'piena', d'impatto, 'rotonda'. Più bella insomma, più 'naturale', meno 'scatolare', 'metallica', o come la vogliate definire. Dopo di che, dipende: a) dalla masterizzazione, b) dal vostro impianto, c) dalla vostra sensibilità e attenzione. In effetti, non sempre il confronto di una stessa masterizzazione digitale presenta queste differenze tra cd e vinile, e si può dire che ogni edizione faccia storia a sé. Nel caso di questi cinque vinili (così come in quello dei primi cinque volumi) la differenza descritta si sente, eccome. Semplicemente, in vinile queste opere suonano meglio rispetto al cd. E rispetto al Super Audio cd... dipende dalla qualità del vostro apparecchio, così come ovviamente dipende anche dalla qualità del vostro giradischi/testina/braccio, e soprattutto del preamplificatore phono (essenziale!), oltre a tutto il resto. Ma questo lo sapete voi... Aggiungo che le stampe dei vinili sono curatissime (masterizzati half speed, cioè con un tempo di pressione e incisione doppio rispetto allo standard, il che si traduce in maggior precisione nel trasferimento dei dati) ed il vinile è di eccellente qualità. In ogni caso, fatte salve le questioni poste nel discorso introduttivo, l'operazione ha un suo senso, e merita il massimo dei voti. Se poi a spingere all'acquisto è il gusto un po' feticista dell'oggetto ben fatto (niente di strano: è una componente essenziale dell'immaginario rock), allora si può andare tranquilli: si tratta di stampe eccellenti per qualità e accuratezza; TUTTO è uguale ai vinili degli anni '70, con una fedelissima stampa di copertina, inserti, etichette.
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