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Anakina "Rita Carla Francesca Monticelli" (Cagliari, Italy)
(TOP 1000 RECENSORE)   

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Joe è tra noi
Joe è tra noi
Prezzo: EUR 2,99

6 di 6 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Originale, provocatorio, coraggioso, 24 luglio 2015
Questa recensione è su: Joe è tra noi (Formato Kindle)
Come sarà il mondo fra trecento anni? Non parlo di astronavi o viaggi spaziali, ma di come ognuno di noi riesce a immaginare la vita di tutti i giorni nel nostro pianeta, in una città, a Londra, per esempio, in un futuro così lontano. Viviamo già in un tempo in cui la tecnologia ci circonda ed è talmente insita nella nostra quotidianità che non possiamo immaginare noi stessi senza di essa. Ma come sarà fra tre secoli?
Se l’è chiesto Giovanni Venturi nell’affrontare la narrazione di “Joe è tra noi”. Ha preso internet, gli smartphone, i tablet e tutti i nostri gadget tecnologici, con cui ci teniamo in costante contatto col mondo e tramite i quali veniamo bombardati di informazioni, e li ha proiettati nel 2358, nella vita di un ragazzo che inizia a chiedersi se davvero tutta questa tecnologia lo renda più libero e gli offra maggiore conoscenza o se invece rappresenti ciò che limita la sua libertà e decide per lui cosa conoscerà e cosa sarà destinato a ignorare. Se così fosse, chi controlla tale tecnologia ha in mano la sua libertà e il suo sapere.
E se ciò che lo controlla e condiziona non si trovasse solo nei dispositivi che usa per connettersi col resto del mondo, ma fosse dentro di lui?
Il nuovo romanzo di Giovanni Venturi, che rappresenta anche il suo debutto nell’ambito della fantascienza, rivisita questa tematica classica del genere in una veste del tutto nuova. Lui, che viene dal romanzo di formazione e da racconti di vita delle persone comuni, prende questi temi a lui congeniali e li sviluppa attraverso ambientazioni e strumenti tipici della narrativa di speculazione, forgiando una storia dalla spiccata originalità.
Chi viene dalla lettura delle sue opere precedenti riconoscerà subito la sua voce d’autore, che porta il lettore dentro l’anima dei suoi personaggi, a vivere con loro le sconvolgenti vicende di cui sono protagonisti, ma scoprirà anche insospettabili sfaccettature della sua fantasia che in un contesto fantascientifico, senza le limitazioni dovute al racconto del realtà odierna, prendono finalmente il volo.
Chi, invece, in cerca di una storia di fantascienza incontra per la prima volta questo autore, si troverà di fronte a qualcosa di diverso, fuori del comune rispetto alle altre letture di questo genere, qualcosa capace di inquietare e allo stesso tempo suscitare la sua curiosità, pagina dopo pagina, fino all’astuto finale aperto, in cui Venturi trascina il lettore dentro il processo creativo e condivide con quest’ultimo la scelta della sua interpretazione.
Tutto ciò è racchiuso in un’opera ben scritta in cui questo autore ancora una volta dimostra il suo talento, il suo amore per la parola scritta e la sua capacità di usarla per dar vita a vicende credibili, persino quando queste si svolgono fra tre secoli, in un realtà immaginaria che sfiora la distopia. Pregevole in questo senso l’inserimento di alcuni elementi scientifici che, seppur utilizzati con fantasiosa disinvoltura, svolgono egregiamente lo scopo di coadiuvare la sospensione dell’incredulità e rendendo talvolta difficile distinguere ciò che corrisponde alla realtà da ciò che invece è stato creato dall’autore stesso.
Infine, degna di nota è la scelta di raccontare la storia su più piani temporali intrecciati che poi vanno a confluire. Alcuni di questi ci mostrano eventi che il protagonista non conosce, ma altri arrivano a simulare con estrema efficacia il modo con lui lo stesso Joe, che soffre di strane amnesie, si ritrova a raccogliere pezzi del suo passato che parevano essere stati cancellati. E proprio in essi sono celate le risposte che potranno far luce sull’origine della misteriosa richiesta di aiuto che echeggia nella sua mente, e in quella del lettore, fin dal primo capitolo di questo coraggioso romanzo.

Rita Carla Francesca Monticelli, autrice de L’isola di Gaia

Blood Island: A Matt Royal Mystery (Matt Royal Mysteries)
Blood Island: A Matt Royal Mystery (Matt Royal Mysteries)
Prezzo: EUR 9,84

3.0 su 5 stelle Tante idee, svolgimento poco credibile, 19 giugno 2015
Nell’iniziare a leggere questo libro mi sono sentita subito catturata dalla storia. Parte infatti con il ritrovamento di un cadavere su una spiaggia. Quale inizio migliore per un romanzo di questo genere?
Purtroppo l’impressione iniziale spesso inganna.
La trama ha come protagonista un avvocato in pensione, Matt Royal, che a quanto pare ritorna in altri libri della serie (questo è il terzo), che viene coinvolto in uno strano caso che ha a che vedere con la figlia della sua ex-moglie.
La prima cosa che ho notato è stato il ritmo un po’ affrettato dell’autore nel presentare le scene, in cui fa un frequente uso dei dialoghi, anche telefonici, durante i quali non si capisce bene cosa stiano facendo i personaggi. Tale uso diventa, man mano che si procede con la storia, quasi smodato, decisamente eccessivo. Gran parte delle scoperte derivano delle continue telefonate fatte dal protagonista agli altri personaggi, compresa una donna (adesso non ricordo il suo nome) che riesce a recuperare qualsiasi informazione col suo computer (manco fosse Garcia di Criminal Minds) pur facendo tutt’altro nella vita.
Questo modo di strutturare la storia limita moltissimo la capacità di immaginare gli eventi e più di una volta ammetto di essere stata tentata di abbandonare il libro.
Purtroppo, però, non si tratta dell’unico problema. È la trama a essere del tutto improbabile. In essa l’autore ha mescolato una setta religiosa, prostituzione e terrorismo. E i tre elementi sono correlati con spiegazioni poco convincenti, a parte la solita follia del cattivo di turno.
A tutto questo aggiungiamo scene d’azione in cui il protagonista ottiene con fin troppa facilità il supporto di varie forze dell’ordine, anzi sono quasi tutti ai suoi comandi come se niente fosse, ed è libero di agire uccidendo a destra e a manca altri personaggi senza che ciò abbia alcuna conseguenza, come se fosse normalissimo.
Io adoro le storie d’azione, come i film con Vin Diesel o Bruce Willis o addirittura il caro vecchio Jean-Claude Van Damme, ma questo libro non è proprio riuscito a convincermi.

Rita Carla Francesca Monticelli, autrice di Affinità d'intenti

CyberStorm (English Edition)
CyberStorm (English Edition)
Prezzo: EUR 2,99

3.0 su 5 stelle La vecchia descrizione del libro era fuorviante: non è un techno-thriller, ma una storia quasi post-apocalittica, 19 giugno 2015
Non so da dove iniziare nel recensire questo libro.
In un primo momento sono rimasta folgorata dalla caratterizzazione dei personaggi. L’autore riesce a farti sentire nei panni del protagonista mentre vive insieme alla sua famiglia (la moglie, con cui aveva dei problemi, e il figlio) e i suoi vicini di casa un terrificante dramma. Un cyberattacco terroristico blocca completamente internet, provocando il venire meno dei servizi base a Manhattan (corrente elettrica, acqua, ecc…). Ciò avviene in congiunzione con una terribile tempesta di neve. La popolazione si ritrova in una città dove tutto smette di funzionare e rischia di morire assiderata e di fame in breve tempo. A ciò si aggiunge l’isolamento, poiché nessuno sa se lo stesso stia accadendo anche altrove, se il mondo che tutti conoscono sia veramente finito. L’atmosfera è post-apocalittica, con esseri umani incattiviti che non esitano a uccidere per un po’ di cibo o per del carburante, altri che arrivano addirittura al cannibalismo.
L’autore sceglie la prospettiva limitata del protagonista, Mike Mitchell, che è solo una persona comune che cerca di sopravvivere. Le sue avventure sono a dir poco angoscianti. Si soffre insieme a lui, chiedendosi se cosa accadrà nella pagina successiva.
Tutto ciò mi è piaciuto, ma solo fino a un certo punto. Sì, perché questo continuo perseverare dell’autore nel peggiorare la situazione del protagonista finisce per stancare. Avevo sperato che a un certo punto lo stesso protagonista fosse in qualche modo coinvolto nella risoluzione della storia, ma non è quello che avviene. Ignaro di cosa stia realmente succedendo nel mondo, Mike vive il suo dramma umano con crescente disperazione, che viene trasmessa al lettore, e poi di colpo tutto finisce, senza che lui ne abbia alcun merito e con una risoluzione che lascia non poche domande senza risposta.
Nel prendere in mano questo libro mi ero aspettata di trovarmi di fronte a un techno-thriller che fosse centrato sul cyberattacco (come pareva leggendone il titolo e la descrizione), sulla comprensione della sua origine e sulla sua risoluzione, ma tutto ciò viene vagamente chiarito solo alla fine del libro, dove tra l’altro si scivola da un contesto drammatico a uno puramente fantascientifico. Il romanzo infatti è una sorta di prequel di una serie di fantascienza dello stesso autore incentrata su una città galleggiante chiamata Atopia.
Nel prendere in mano questo libro non avevo capito che si trattava della solita storia (quasi) post-apocalittica (genere che non mi piace per niente), che racconta le miserie di gente comune di fronte a un disastro, ma pensavo che fosse un techno-thriller, cioè un thriller in cui la parte tecnologia avesse un ruolo importante. Il libro invece parla delle conseguenze dell’improvvisa assenza di tale tecnologia. Il problema di fondo, in realtà, è dovuto alla descrizione stessa del libro (quella presente quando ho deciso di leggere questo libro), in cui questo è definito techno-thriller e viene addirittura consigliato ai fan di Michael Crichton, con le cui opere non ha assolutamente niente a che vedere. Trovo questa scelta del tutto fuorviante, oltre che rischiosa, visto che potenzialmente può portare a recensioni negative (come la mia) da parte di chi si aspettava di leggere tutt’altro.

Rita Carla Francesca Monticelli [...]

Cyberstorm (Fanucci Editore Narrativa)
Cyberstorm (Fanucci Editore Narrativa)
Prezzo: EUR 1,99

3.0 su 5 stelle Descrizione del libro fuorviante (nell'edizione inglese): non è un techno-thriller, ma una storia quasi post-apocalittica, 19 giugno 2015
Non so da dove iniziare nel recensire questo libro.
In un primo momento sono rimasta folgorata dalla caratterizzazione dei personaggi. L’autore riesce a farti sentire nei panni del protagonista mentre vive insieme alla sua famiglia (la moglie, con cui aveva dei problemi, e il figlio) e i suoi vicini di casa un terrificante dramma. Un cyberattacco terroristico blocca completamente internet, provocando il venire meno dei servizi base a Manhattan (corrente elettrica, acqua, ecc…). Ciò avviene in congiunzione con una terribile tempesta di neve. La popolazione si ritrova in una città dove tutto smette di funzionare e rischia di morire assiderata e di fame in breve tempo. A ciò si aggiunge l’isolamento, poiché nessuno sa se lo stesso stia accadendo anche altrove, se il mondo che tutti conoscono sia veramente finito. L’atmosfera è post-apocalittica, con esseri umani incattiviti che non esitano a uccidere per un po’ di cibo o per del carburante, altri che arrivano addirittura al cannibalismo.
L’autore sceglie la prospettiva limitata del protagonista, Mike Mitchell, che è solo una persona comune che cerca di sopravvivere. Le sue avventure sono a dir poco angoscianti. Si soffre insieme a lui, chiedendosi se cosa accadrà nella pagina successiva.
Tutto ciò mi è piaciuto, ma solo fino a un certo punto. Sì, perché questo continuo perseverare dell’autore nel peggiorare la situazione del protagonista finisce per stancare. Avevo sperato che a un certo punto lo stesso protagonista fosse in qualche modo coinvolto nella risoluzione della storia, ma non è quello che avviene. Ignaro di cosa stia realmente succedendo nel mondo, Mike vive il suo dramma umano con crescente disperazione, che viene trasmessa al lettore, e poi di colpo tutto finisce, senza che lui ne abbia alcun merito e con una risoluzione che lascia non poche domande senza risposta.
Nel prendere in mano questo libro mi ero aspettata di trovarmi di fronte a un techno-thriller che fosse centrato sul cyberattacco (come pareva leggendone il titolo e la descrizione), sulla comprensione della sua origine e sulla sua risoluzione, ma tutto ciò viene vagamente chiarito solo alla fine del libro, dove tra l’altro si scivola da un contesto drammatico a uno puramente fantascientifico. Il romanzo infatti è una sorta di prequel di una serie di fantascienza dello stesso autore incentrata su una città galleggiante chiamata Atopia.
Nel prendere in mano questo libro non avevo capito che si trattava della solita storia (quasi) post-apocalittica (genere che non mi piace per niente), che racconta le miserie di gente comune di fronte a un disastro, ma pensavo che fosse un techno-thriller, cioè un thriller in cui la parte tecnologia avesse un ruolo importante. Il libro invece parla delle conseguenze dell’improvvisa assenza di tale tecnologia. Il problema di fondo, in realtà, è dovuto alla descrizione stessa del libro (nell'edizione inglese), in cui questo è definito techno-thriller e viene addirittura consigliato ai fan di Michael Crichton, con le cui opere non ha assolutamente niente a che vedere. Trovo questa scelta del tutto fuorviante, oltre che rischiosa, visto che potenzialmente può portare a recensioni negative (come la mia) da parte di chi si aspettava di leggere tutt’altro.

Rita Carla Francesca Monticelli [...]

Guglielmo Marconi e l'omicidio di Cora Crippen (Bloom)
Guglielmo Marconi e l'omicidio di Cora Crippen (Bloom)
Prezzo: EUR 9,99

5.0 su 5 stelle Trasmissioni radio e un omicidio, 19 giugno 2015
Splendido e accurato resoconto di un caso di omicidio che fece grande scalpore all’epoca, ma reso ancora più famoso poiché la sua risoluzione fu possibile grazie all’utilizzo dell’allora nuova tecnologia radiotelegrafica.
Si tratta di un libro molto lungo che da una parte ci racconta della figura di Guglielmo Marconi da quando era ragazzo fino alla sua morte e dall’altra quella del dottor Hawley Harvey Crippen e di sua moglie. Dietro la scrittura di questo libro c’è un immenso lavoro di ricerca. L’autore, infatti, racconta sempre e soltanto gli eventi così come sono accaduti, riportando tutte le fonti. Infatti l’ultimo venti percento del libro contiene le numerose note esplicative e bibliografiche, in cui è possibile trovare conferma dei fatti narrati.
Devo ammettere che fino a due terzi del libro ho trovato di gran lunga più interessante la storia di Marconi, che non conoscevo affatto, mentre la vita di Crippen e delle persone a lui collegate era abbastanza noiosa. Nell’ultima parte, però, dalla scomparsa di Cora in poi mi sono fatta prendere dalla narrazione degli eventi e, per quanto immaginassi come sarebbe andata a finire (anche se non avevo letto la descrizione del libro), mi è spiaciuto un po’ per il povero Crippen.
Ma ciò che rende davvero stupendo questo libro è il genio di Marconi. Molta della tecnologia che noi diamo per scontata esiste grazie alla sua perseveranza, al modo maniacale con cui portava avanti i suoi esperimenti empirici (non era un “vero” scienziato) e grazie anche al fatto che tale genialità fosse nelle mani (e nella mente) di una persona che aveva la possibilità di metterla in pratica.
Se amate la scienza e al tecnologia, questo è un libro da leggere assolutamente.

Rita Carla Francesca Monticelli [...]

Fuoco freddo
Fuoco freddo
da Dean R. Koontz
Edizione Copertina flessibile

5.0 su 5 stelle Personaggi credibili e bellissima prosa, 19 giugno 2015
Questa recensione è su: Fuoco freddo (Copertina flessibile)
Non leggo quasi mai thriller soprannaturali, perché ho grosse difficoltà a trovare questo genere di storie credibili. Così ero abbastanza scettica nell’accostarmi a questo libro. Ho letto l’inizio in cui il protagonista, Jim Ironheart, viene spinto da una voce nella sua testa a lasciare la sua città per evitare che un certo evento abbia luogo. Non si capisce di preciso di cosa si tratti.
Ciò che mi ha conquistato e mi ha spinto ad andare avanti è stato lo stile dell’autore e la sua bellissima prosa. Koontz con poche parole ti porta dentro la mente del personaggio e lo fa con un linguaggio davvero molto suggestivo. Il tutto funziona così bene che ho deciso di mettere da parte la mia diffidenza verso il paranormale e continuare a leggere.
E non me ne sono affatto pentita.
Sebbene l’elemento paranormale sia centrale in questo romanzo, il modo in cui viene narrato, l’empatia che l’autore riesce a creare nei confronti dei due personaggi principali (Jim e Holly) e il poter vivere le loro emozioni in prima persona sposta l’attenzione dal soprannaturale ai personaggi stessi. Il romanzo diventa la loro storia. L’ambiguità di Jim (e i personaggi ambigui sono sempre i miei preferiti) e le paure di Holly ti catturano. Ed è questo che fa la differenza, perché, quando si crea un legame con i personaggi, questi diventano credibili e con essi tutto ciò che li circonda, dando luogo a una solida sospensione dell’incredulità.
Di fronte a ciò, il libro avrebbe potuto trattare di qualsiasi altro tema che sarebbe comunque riuscito a conquistarmi.
Infatti, per quanto gli eventi narrati siano impossibili nella realtà, quella vera, cosa che di solito mi fa perdere interesse nella storia (a meno che non si tratti di fantascienza), ciò non è accaduto con questo libro, poiché il modo in cui vengono presentati li rende sempre perfettamente logici.
Infine, a concludere nel migliore dei modi questo romanzo, c’è il finale aperto che ti fa sorridere nell’immaginare cosa potrebbe accadere dopo.

Rita Carla Francesca Monticelli, autrice de Il mentore

Il buio oltre la siepe
Il buio oltre la siepe
Prezzo: EUR 5,99

4.0 su 5 stelle Semplice, breve, profondo, 19 giugno 2015
Questa recensione è su: Il buio oltre la siepe (Formato Kindle)
È sempre difficile giudicare un libro che viene considerato un capolavoro indiscusso della narrativa moderna, un classico moderno. Non ci provo neanche. Voglio solo cercare di riassumere in poche parole ciò che questo libro mi ha lasciato.
Stupisce che un libro di cinquantacinque anni fa 'suoni' così moderno durante la lettura, tanto più se i fatti narrati vengono fatti risalire a decenni prima. È un romanzo abbastanza breve e per niente complicato che si può leggere e apprezzare a qualsiasi età.
La voce narrante è quella di una bambina che, mentre ci racconta i banali fatti della sua vita quotidiana, si ritrova ad assistere a eventi più grandi di lei, che però affronta con la saggezza semplice e innocente che solo un bambino può avere. E così un episodio di razzismo degli anni trenta, un razzismo che era ancora una triste realtà al tempo della stesura del romanzo e che purtroppo in parte lo è ancora al giorno d'oggi, diventa l'occasione per ritrarre uno spaccato del sud degli Stati Uniti, in cui le cose avvengono come tutti si aspettano che debbano avvenire e in cui la piccola luce di un gesto quasi eroico sul finire del romanzo illumina un po' una realtà rassegnata e disillusa.

Rita Carla Francesca Monticelli, autrice de Il mentore

In caso di necessità (Garzanti Narratori)
In caso di necessità (Garzanti Narratori)
Prezzo: EUR 6,99

5.0 su 5 stelle Un’altra perla del maestro, 19 giugno 2015
Crichton riesce a stupirmi sempre. Che si tratti di uno dei suoi ultimi libri (anche postumo) o di uno di quelli scritti decenni fa, la sua scrittura e il modo in cui affronta le tematiche dei suoi romanzi sono sempre dannatamente attuali. Per quanto il suo modo di creare un romanzo sia sempre quello di individuare un argomento, che pone al centro dell’opera, e poi costruirci intorno una storia, la sua capacità di affrontare argomenti sempre diversi ma comunque in maniera estremamente approfondita è qualcosa di unico che finora non ho mai trovato in nessun altro autore.
Ma veniamo a questo romanzo, “In caso di necessità”, scritto da Crichton durante le vacanze di Pasqua (lo racconta nell’introduzione) quando era ancora uno studente di medicina, pubblicato con uno pseudonimo e diventato un bestseller con grande sorpresa dello stesso autore.
Il romanzo in sé è molto tecnico e il fatto che Crichton all’epoca studiasse medicina è evidente. Il suo essere così tecnico, per quanto mi riguarda, è un grandissimo pregio. Nonostante sia stato scritto quarantasette anni fa (!) e molte cose siano cambiate nel campo della medicina, risulta comunque molto attuale e offre un’occasione di riflessione davvero fuori dal coro su un argomento controverso come l’aborto.
La storia parla di un medico che è stato arrestato perché si pensa che una donna sia morta a causa di un aborto praticato da quest’ultimo, quando questa pratica era ancora illegale in gran parte degli Stati Uniti. Un amico dell’arrestato, che poi è il protagonista, si batte per scoprire la verità. Lo seguiamo nelle sue investigazioni e ben presto, sebbene la struttura della thriller sia elaborata e ben costruita, finiamo per appassionarci all’aspetto medico e alle sue implicazioni morali, che vengono poi approfondite dalle accurate note riportate in appendice.
Una cosa che apprezzo di Crichton è la sua capacità di porre degli interrogativi senza imporre il proprio punto di vista al lettore (al contrario di ciò che capita con molti altri autori che affrontano temi etici). Ti espone i fatti, i vari punti di vista e possibili sviluppi, e lascia che sia tu a ragionarci su e a formarti una tua opinione personale sull’argomento, senza influenzarti. Tutti i suoi libri sono spunti di discussione e arricchiscono la tua mente, oltre che divertirti.
Anche la traduzione non sembra per niente scritta tanto tempo fa. Il linguaggio non scade quasi mai nell’obsoleto e suona realistico anche letto al giorno d’oggi. Nonostante questo, però, a volte la traduttrice ha preso comunque delle cantonate pazzesche, tipo “ventola parasole” per indicare il parasole anteriore dell’auto che si apre/abbassa a ventaglio o evidenti contraddizioni tra due periodi successivi. Tutti piccoli errori dovuti a una inadeguata revisione del testo.
Continuo a non capire perché quando vengono pubblicate delle nuove edizioni i testi non vengano riletti. È assurdo che un libro tradotto decenni fa contenga ancora degli errori.
Concludo dicendo che una cosa che mi ha particolarmente stupito è stato notare in vari siti come questo romanzo abbia una media recensioni abbastanza bassa, proprio perché i lettori si lamentano che l’argomento medico è un po’ ingombrante. Una cosa del genere è quantomeno bizzarra. Certo, capisco che non sia semplice per chi non ha una preparazione biomedica seguire tutti i dettagli della trama, ma d’altronde si tratta di un medical thriller. Che cosa si aspettavano?

Rita Carla Francesca Monticelli, autrice de Il mentore

Cuori strappati (Urania)
Cuori strappati (Urania)
Prezzo: EUR 3,99

4.0 su 5 stelle Idea originale, splendida prosa, ritmo un po' affrettato, 17 giugno 2015
Prima di iniziare questo libro mi è capitato di leggere in giro, soprattutto sul blog di Urania (ma non solo), delle vibranti critiche nei suoi confronti. Come spesso accade, di fronte alle critiche altrui tendo ad avvicinarmi a un'opera con una mentalità ancora più aperta, pronta a concentrarmi sugli aspetti positivi. Ma devo dire che nell'iniziare la lettura mi sono chiesta che libro avessero letto quelli che lo criticavano. Mi sono imbattuta, infatti, in una prosa davvero molto bella, ricca di parole non comuni, usate in maniera corretta (non è sempre scontato), a dimostrazione dell'ampio vocabolario mentale di cui l'autore disponeva. Si tratta di un aspetto che apprezzo moltissimo in un libro, per cui mi ha subito conquistato.
L'ambientazione è ben costruita e fantasiosa. Personalmente non amo le visioni pessimistiche del futuro presenti spesso nella fantascienza, ma ho deciso di mettere da parte questa mia avversione (dettata puramente da gusti personali) nel valutare il modo in cui l'autore ha giocato le sue carte nel creare questa ambientazione. Devo dire che il risultato è davvero pregevole. De Bona è riuscito a rappresentare un'Italia del futuro veramente originale, dando mostra delle notevoli capacità immaginative di cui è dotato. Il fatto che la ritenga assurda non ha alcuna importanza, visto che siamo ovviamente nell'ambito della distopia.
A ciò si aggiunge una protagonista femminile di quelle toste, il capitano dei Carabinieri Amanda Lupi, che potrebbe sembrare meno originale, ma lo diventa nel momento in cui si scopre una sua caratteristica molto particolare (non la dico per evitare spoiler) che ha un ruolo importante all'interno della trama.
Proprio a questo proposito non posso che applaudire l'autore per la capacità di concepire una storia così complessa e (a costo di sembrare ripetitiva) senza dubbio originale, in cui ha mescolato sapientemente argomenti fantascientifici con situazioni e temi del poliziesco (anzi, carabinieresco, visto che i protagonisti sono Carabinieri). Ho inoltre apprezzato l'accurato richiamo storico al suo interno, che testimonia un notevole lavoro di ricerca.
C'erano insomma tutti i presupposti per un capolavoro, ma ahimè il risultato non è stato del tutto all'altezza dei presupposti. Da qui immagino derivino le critiche di cui dicevo sopra.
Iniziamo dal lavoro non eccelso fatto sull'edizione del libro da parte di Urania, che però non stupisce, purtroppo. Il libro è tempestato di errori, refusi, maiuscole e minuscole impazzite. Si nota una totale assenza dell'attenzione nei confronti dei dettagli che ci si aspetterebbe da un grande editore anche in una collana da edicola. Su questi aspetti non si può certo dare alcuna colpa all'autore.
A quest'ultimo si deve, invece, qualche problema nel ritmo della storia, che parte con la velocità giusta e poi accelera sempre più. Alla fine diventa così frenetica che accade tantissimo, anche troppo, in poche pagine e si fa un po' fatica a seguire. Il ritmo eccessivamente precipitoso distrae, facendo saltare la sospensione dell'incredulità. Si ha l'impressione che l'autore, verso la metà del libro, abbia accelerato la scrittura per rientrare nei limiti imposti dal concorso (di tempo e/o di lunghezza). E questo è davvero un peccato, poiché una storia così intricata avrebbe avuto bisogno di uno spazio maggiore per esprimere tutto il suo potenziale e mantenere un ritmo omogeneo. Per ottenere questo risultato, secondo me, il libro sarebbe dovuto essere lungo il doppio (in un certo senso la qualità del libro è stata penalizzata dal voler partecipare al Premio Urania, cioè dai limiti imposti da un editore, e ciò dispiace ancora di più).
Il problema del ritmo affligge soprattutto le scene con i dialoghi. Mentre nelle parti descrittive l'autore sa essere molto evocativo e poetico, i dialoghi al contrario non sono altrettanto efficaci, in particolare nelle scene d'azione, dove tutto diventa molto precipitoso. Avrei spesso voluto che si soffermasse a mostrare più a fondo le sensazioni di Amanda, nelle situazioni più drammatiche, per far immedesimare il lettore nel personaggio e fargli 'vedere' il mondo come questo 'appare' a lei grazie alla sua particolare condizione. In questo senso, l'uso di un punto di vista onnisciente crea un ulteriore elemento di distrazione.
Infine ho apprezzato il finale aperto che lascia spazio a nuove avventure. Nonostante i difetti di questo libro mi piacerebbe senza dubbio leggerne il seguito.

Rita Carla Francesca Monticelli, autrice de L'isola di Gaia

RAW (English Edition)
RAW (English Edition)
Prezzo: EUR 3,54

1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle Strano, difficile da classificare, forse un’occasione persa, 12 giugno 2015
Questa recensione è su: RAW (English Edition) (Formato Kindle)
Ho dei sentimenti contrastanti verso questo libro. Sono stata attirata dalla trama che pareva ricca di suspense, ma poi dopo un inizio che sembrava mantenere le promesse della descrizione il romanzo è scivolato verso il déjà vu di mille altri di questo genere, a parte il finale, per fortuna.
Per semplicità, partiamo da cosa ho apprezzato del libro.
L’idea di base era davvero interessante e con un notevole potenziale. Una donna che si innamora del suo stalker. Un’idea del genere incuriosirebbe chiunque.
L’assenza del classico happy ending è stata una scelta vincente che ha permesso al libro di recuperare un po’ di punti persi per strada, insieme al precipitare degli eventi negli ultimi capitoli che tutto sono tranne che prevedibili.
Il tutto è ben condito da personaggi ambigui che rimangono tali fino all’ultimo e da una notevole cura della correttezza del testo (ho notato un solo refuso in tutto il libro, il che significa che probabilmente ce ne sono molto pochi).
Ma veniamo a ciò che non mi è piaciuto, e ahimè non è poco.
Ho trovato lo stile dell’autrice molto ripetitivo. Il 90% dei periodi inizia con una -ing form, seguita da altre proposizioni secondarie e la principale alla fine. Tutti così. Inoltre l’attribuzione di dialogo è quasi sempre inserita prima del dialogo (una pratica decisamente desueta e sempre da usare con parsimonia), oltre che essere utilizzata molto più del necessario.
Tutto ciò ha reso la lettura abbastanza difficile, quasi fastidiosa. Ho provato a iniziare a leggere un altro libro della stessa autrice, ma, di fronte al ripetersi all’infinito di questa stessa struttura, ho lasciato perdere.
Ho avuto difficoltà a vedere la differenza tra i due personaggi principali nel modo in cui vengono mostrati. Spesso nelle parti dal punto di vista di Twitch si usano le stesse parole inusuali ed espressioni di Lexi, e viceversa. Di tanto in tanto si notano degli errori di punto di vista, che creano un pochino di confusione.
In generale il libro è ricco di espressioni inusuali ripetute più volte, tanto da rendere le ripetizioni davvero evidenti.
L’uso del doppio punto di vista, considerati i problemi di cui sopra, non migliora la situazione. So che è un’usanza di molti libri di questo genere, ma secondo me è una pessima usanza che tende a mettere in evidenza tutti quei problemi che creano confusione riguardo ai punti di vista durante la lettura.
Mentre i personaggi principali sono abbastanza curati, quelli secondari tendono un po’ a essere bidimensionali.
Parlando della trama, ho trovato l’improvviso cambio di comportamento di Twitch poco realistico e qua e là c’è qualche piccola incongruenza all’interno della storia che però riguarda alcuni suoi aspetti fondamentali. Il libro in generale presenta un po’ troppi cliché, soprattutto nella prima parte.
L’elemento erotico è talvolta forzato. Alcune scene di sesso sono del tutto gratuite e non portano avanti l’azione.
Come dicevo prima, il tema psicologico alla base della storia ha un grande potenziale, che però non viene sfruttato. A mio parere, c’è stata da parte dell’autrice poca volontà di fare un po’ di ricerca su questo tipo di rapporti “non del tutto sani” e il risultato è che alcuni passaggi fanno crollare la sospensione dell’incredulità.
È davvero un peccato, perché secondo me si tratta di un’occasione persa da parte dell’autrice di scrivere un bel libro che racconta una storia d’amore malata, in grado di attrarre un gruppo di lettori molto vasto. Che peccato.

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