Profilo di Manuel Medeot > Recensioni

Profilo personale

Contenuto
Classifica Top recensori: 2
Voti utili: 1170

Linee guida: maggiori dettagli sulle Community di Amazon.

Recensioni scritte da
Manuel Medeot (Belgrado, Serbia)

Pagina: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11-20
pixel
Nella Terra Dei Cannibali
Nella Terra Dei Cannibali
DVD ~ Claudio Morales

1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
1.0 su 5 stelle Ma per piacere.., 13 agosto 2012
Questa recensione è su: Nella Terra Dei Cannibali (DVD)
Giusto perchè del maiale non si butta mai via niente, con le scene avanzate dal precedente "Mondo Cannibale" Mattei realizza un nuovo film che naturalmente non si scosta di un centimetro dalla via maestra tracciata dall'altra pellicola: trama inesistente, scopiazzature a volontà, recitazione alla Ridolini (gentile concessione del medesimo cast di scarti dei provini di Buona Domenica). Il regista romano è sempre stato più o meno dichiaratamente un plagiario di opere altrui (sin dal cult-movie "Virus - Inferno dei morti viventi"), ma almeno in passato era solito curare un minimo i propri lungometraggi, cercando di conferire a personaggi e script un minimo di profondità: qui nisba, zero assoluto, si vede lontano un miglio che l'intento è esclusivamente quello di realizzare nel modo più veloce e indolore possibile un altro filmucolo di cannibali, sperando che qualcuno caschi nel tranello. Spiacente buon'anima di Bruno, io non sono tra questi. Da evitare come la peste.

Il Fiume Del Grande Caimano
Il Fiume Del Grande Caimano
DVD ~ Barbara Bach
Offerto da VECOSELL
Prezzo: EUR 5,99
2 nuovo e usato a partire da EUR 5,99

1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle La presenza di Barbara Bach vale da sola il prezzo del dvd, 10 agosto 2012
Questa recensione è su: Il Fiume Del Grande Caimano (DVD)
Verso la fine degli anni '70 anche il cinema italiano fu contagiato dalla moda monster-movie che aveva ripreso piede oltreoceano in seguito al successo planetario de "Lo squalo": ne risultarono una serie di pellicole realizzate con povertà di mezzi a tratti quasi commovente, in cui il ruolo del protagonista maschile veniva spesso affidato a un bravo e sfortunato (morirà tragicamente proprio sul set di uno di questi lungometraggi) attore romano, Claudio Cassinelli. "Il fiume del grande caimano" è un esempio calzante di questo trend, e come gli altri film del genere è un connubio horror-avventura esotica che si regge sul fascino delle location e degli interpreti per tappare le falle di una sceneggiatura inevitabilmente sottile come la carta velina. E' ovviamente presente l'immancabile messaggio pseudo-ambientalista/socio-ecologista per la gioia di chi è membro del WWF, mentre il "grande caimano" del titolo è come da tradizione un coccodrillone in gomma verosimilmente residuato di qualche Luna Park romano dell'epoca. Non c'è davvero molto altro da aggiungere circa questo onesto beast-movie se non che la dionisiaca bellezza di Barbara Bach (scelta per il ruolo della protagonista donna) toglie il fiato e giustifica da sola l'acquisto del dvd; non so se Dio avesse in mente lei il giorno in cui inventò il concetto di "femminilità", ma vi assicuro che in questo film l'ex Bond-girl è quanto di più vicino all'idea di perfezione celestiale possiate immaginare. Beato Ringo Starr che se l'è sposata.

Talk Radio
Talk Radio
DVD ~ Alec Baldwin
Prezzo: EUR 6,43
13 nuovo e usato a partire da EUR 3,50

1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Il cinema secondo Stone, 9 agosto 2012
Questa recensione è su: Talk Radio (DVD)
Non ho modo di sapere se Alan Berg (il conduttore radiofonico ebreo alla cui vicenda questo film si ispira) fosse un individuo becero quanto lo è la sua controparte nella pellicola di Stone; certo è che la raffigurazione che ne dà il regista americano è tutto fuorchè lungimirante, perchè il Barry Champlain protagonista è uno dei personaggi più antipatici che siamo mai stati raffigurati sul grande schermo: un vero e proprio esse ti erre che tratta donne, colleghi e amici come bidoni dell'immondizia di cui servirsi unicamente per i propri fini; antipatico, arrogante e prepotente ben al di là dei limiti umani di sopportazione. Non so se alla base di questo ritratto che definire poco edificante è eufemistico ci sia dell'antisemitismo, ma mi sembra strano che la famiglia Berg e le (solitamente sin troppo attive) associazioni pro-Israele all'epoca (1988) non abbiano alzato la voce, visto e considerato che lo speaker incarna più o meno tutti i luoghi comuni conosciuti riguardanti il popolo giudeo.

Ad ogni modo, Champlain conduce un talk show radiofonico in cui si distingue per la schiettezza dei suoi commenti che fanno imbestialire (comprensibilmente) gli ascoltatori. Forte di una dialettica che farebbe invidia allo Sgarbi più infervorato, attivista ultraliberal pro-gay, pro-neri e pro-droga, finisce con l'accattivarsi le "simpatie" di un neonazista locale che prende a minacciarlo e...beh il finale ve lo guardate da voi. In mezzo c'è molta filosofia spiccia sulle sorti dell'uomo e del mondo, un programma radio che diviene improvvisamente fenomeno nazionale e un matrimonio naufragato che va ricomponendosi. Di per sé potrebbe non essere una trama da infarto miocardico, ma la storia è sviluppata bene e se si riesce a resistere più di cinque minuti senza scaraventare telecomando, tramezzino e bicchiere di coca cola contro l'odiosissimo protagonista, la vicenda diviene intrigante e tiene incollati allo schermo: i media indipendenti sono qui visti come strumento di opposizione al regime e Champlain (interpretato dal bravo Eric Bogosian) quale moderno Gesù Cristo pronto a immolarsi alla causa del libero pensiero in libero stato per salvare le menti addormentate di una nazione -quella americana- troppo prona al potere e troppo amorfa per comunicare al mondo il proprio malcontento.

In "Talk Radio" è racchiuso molto del modo di fare cinema di Stone: c'è la satira velata mista a denuncia delle contraddizioni della società di "Natural Born Killers", il bieco cinismo di "Wall Street" e la fine arguzia di "JFK", in una pellicola che induce a riflettere sul controverso (e a volte perverso e irrazionale) rapporto tra pubblico e mezzi di informazione e che va considerata una delle più riuscite (ancorchè meno reclamizzate) opere del regista americano. Dvd senza infamia e senza lode, il film è presentato nel classico formato 1.77:1 anamorfico con audio ita DD 5.1 (c'è anche l'inglese 2.0) e si vede discretamente, dove per "discretamente" si intende non un pixel in più del canonico 720x576. Gli amanti degli extra si devono accontentare di un trailer. In attesa del BD.

La Vendetta Del Ragno Nero (2001)
La Vendetta Del Ragno Nero (2001)
DVD ~ Dan Aykroyd
Prezzo: EUR 6,97
11 nuovo e usato a partire da EUR 4,50

1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
1.0 su 5 stelle Da dimenticare, 8 agosto 2012
Questa recensione è su: La Vendetta Del Ragno Nero (2001) (DVD)
Confesso di non aver ben capito il motivo per cui questo strampalatissimo film del 2001 riprende il medesimo titolo della pellicola del 1958 (curiosamente l'omonimia è conservata anche nella traduzione italiana), visto e considerato che a) non si tratta di un remake b) tra le due opere non vi sono rimandi di alcun genere..misteri della cinematografia moderna. Ad ogni modo, qui il "ragno nero" non è un insetto gigante ma un perdente americano qualsiasi con complessi di inferiorità grandi quanto l'Himalaya, che per far colpo sulla vicina di casa decide di iniettarsi un siero sperimentale studiato per donare agli uomini le capacità dei ragni (per la serie "sceneggiature scritte da lobotomizzati"). Neanche a dirlo, le cose non vanno per il verso giusto e il verginello prende ad assumere le fattezze di un aracnide fino a che il pluricornificato detective Jack Grillo (un nome una garanzia) non riesce a spedirlo al Creatore.

Il cast non sarebbe neanche malaccio: c'è Dan Aykroyd nei panni del poliziotto in crisi coniugale e c'è la sempre spupazzabile Theresa Russell in uno dei ruoli che le sono consueti/congeniali (quello della alcolizzata di facili costumi), ciò nonostante il film è noioso e il personaggio centrale davvero insopportabile nel suo cocciuto nerdismo. Più volte mi sono trovato a pigiare sul tasto "forward" del lettore sperando che la sequenza successiva fosse vagamente più interessante di quella appena vista, ma invano. Non capisco come questa bidonata abbia potuto riscuotere consensi sul sito americano, dipendesse da me gli darei volentieri zero di valutazione ma a quanto pare non è possibile. Se volete un buon film sul tema "mutazioni umano-animali" direi che "La Mosca" è ancora la scelta obbligata, eventualmente anche il meno conosciuto "Kobra" del 1973 può considerarsi una valida alternativa.

La Vendetta Del Ragno Nero
La Vendetta Del Ragno Nero
DVD ~ Ed Kemmer
Prezzo: EUR 10,58
6 nuovo e usato a partire da EUR 9,90

1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Sulla falsariga di "Tarantula", 7 agosto 2012
Questa recensione è su: La Vendetta Del Ragno Nero (DVD)
Nel 1958 il filone "Insetti giganti vs. Uomini" era ormai prossimo all'esaurimento e questo "La vendetta del ragno nero" (traduzione piuttosto kitsch del titolo originale "Earth vs. The Spider") ne rappresenta uno degli ultimi bagliori. Formula vincente non si cambia, ed ecco quindi che per la seconda volta in meno di cinque anni (il ben più conosciuto "Tarantula" era del '54) un gigantesco aracnide prende a tormentare gli incubi degli americani, risvegliato dal suo sonno profondo in un una caverna e deciso a radere al suolo la città attigua. Rispetto al menzionato film di Arnold la pellicola di Gordon è forzatamente meno originale, ma non per questo meno coinvolgente: la realizzazione tecnica del ragno è un po' migliorata (nulla di eccezionale, si tratta pur sempre delle immagini di una tarantola "sovrapposte" al girato, ma almeno stavolta riusciamo a scorgere qualche dettaglio del bestione) e la recitazione sempre impeccabile come da tradizione anni '50. Dura poco (meno di un'ora e un quarto) e costa in proporzione, se amate il genere e non vi aspettate chissà quale meraviglia audiovisiva direi che è un dvd che può fare al caso vostro. Nota di colore: da antologia del trash il "sibilo" (non so come altro definirlo) che accompagna le entrate in scena del ragno, io non ho resistito e ho messo quel ridicolo "WOOOOOAAAAAAOOOOOHHHH" come suoneria del cellulare :)

Licia e i Bee Hive Story
Licia e i Bee Hive Story

3 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Indimenticabili!, 6 agosto 2012
Questa recensione è su: Licia e i Bee Hive Story (Audio CD)
Chi della mia generazione (30-35enni o giù di lì) non ha amato i Bee Hive? Credo di non sbagliare se sostengo che per molti di noi la band del mitico cartone animato "Kiss me Licia" (e relativi seguiti formato telefilm) ha rappresentato l'introduzione al mondo della musica "seria", il passaggio dalle melodie dell'infanzia alle chitarre distorte del pop-rock, magari sullo sfondo dei primi timidi, innocenti flirt pre-adolescenziali. I cinque dischi delle serie televisive sono qui riuniti in un'unica raccolta che incorpora così l'opera omnia del gruppo: a distanza di tanti anni è bello riascoltare le canzoni con cui siamo cresciuti, pezzi a tratti magari un po' ingenui ma dall'esplosiva carica sentimental-nostalgica come "Mio dolce amore", "La poesia sei tu" o "Lovely smile". Accanto a queste troviamo anche un paio di veri capolavori, esempi ante-litteram di pop italiano moderno ("Love me sempre più" e "Nel grande cielo blu", entrambe aperte da giri di basso notevoli, o la metallosissima "Città") scritti dal compianto maestro Giordano Bruno Martelli e interpretati dall'inconfondibile voce di Enzo Draghi. Non sorprende dunque che molte stelle di prim'ordine della musica leggera italiana citino il gruppo di Mirko e Satomi tra le proprie influenze, nei lavori delle varie Pausini, Elisa ecc sono chiaramente ravvisabili gli echi di queste poche decine di brani, che se (come me) avete imparato a conoscere da ragazzini non possono proprio mancare nella vostra collezione. Davvero un graditissimo tuffo-amarcord nei lontani ma mai dimenticati anni '80.

Zombi 3
Zombi 3
DVD ~ Deborah Bergamin
Prezzo: EUR 7,99
8 nuovo e usato a partire da EUR 7,99

4 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
2.0 su 5 stelle Solo per aficionados del genere zombesco all'italiana, 6 agosto 2012
Questa recensione è su: Zombi 3 (DVD)
Film dalla gestazione lunga e travagliata, "Zombi 3" risente inevitabilmente degli screzi sorti sul set, che indussero il buon Lucio Fulci (originariamente scelto per dirigere la pellicola) ad abbandonare l'opera a metà del cammino, lasciando allo strampalato duo Mattei-Fragasso il compito di girare la seconda parte. In linea teorica dovrebbe trattarsi del seguito ufficiale del ben più riuscito "Zombi 2", ma nella pratica non vi è alcun rimando agli avvenimenti del film del '79: qui i morti sono riportati in vita da un'arma batteriologica trafugata da terroristi o pseudo tali e il mondo è apparentemente ancora non contagiato. Sceneggiatura rattoppata alla viva il parroco e recitazione davvero ai minimi storici: forse solo il tanto vituperato "Zombi Horror" era riuscito a far di peggio quanto ad astrusità di battute e penosità d'interpretazione (lo zombi DJ delle ultime sequenze è davvero pietoso). C'è da dire che qualcosa si salva: gli effetti speciali sono truculenti nella migliore tradizione del genere "Li mortacci nostri" e il tutto trasuda un'atmosfera generale da film di serie zeta che a qualcuno può piacere, dopotutto si tratta di pellicole che vanno prese per quel che sono e se le si affronta con lo spirito giusto (dimenticandosi cioè di capolavori come "La notte dei morti viventi") è in linea di massima possibile trovarle persino divertenti, con le dovute riserve del caso. Dvd realizzato sorprendentemente bene: discreta definizione e buon assortimento di contenuti extra, con interviste a cast e produttore. Per i fans più incalliti di zombi e affini.

La Mantide Omicida
La Mantide Omicida
DVD ~ Craig Stevens
Prezzo: EUR 8,99
9 nuovo e usato a partire da EUR 8,44

1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Per i fan dei cosiddetti "bug movies", 3 agosto 2012
Questa recensione è su: La Mantide Omicida (DVD)
"La mantide omicida" fa parte di quella cerchia di film conosciuti come "bug movies" che furono molto popolari negli anni '50 e che annoverano tra le proprie fila titoli di importanza non trascurabile come "Tarantula", "Them!" e "Lo scorpione nero". Si tratta di cinema molto all'acqua di rose in cui gli ingredienti sono più o meno sempre gli stessi: insettone gigante venuto da chissà dove che mette a soqquadro le città trovate sul suo cammino e getta nel panico la popolazione locale per poi venire immancabilmente messo k.o. dalla contraerea. Se messa così la trama di queste pellicole può non sembrare propriamente il massimo della libidine cinematografica, la visione delle stesse è in realtà piacevole e divertente: gli attori sempre inappuntabili nelle proprie interpretazioni e le sceneggiature studiate con cura restituiscono storie che pur nella loro fantasiosità "sci-fi" rimangono credibili e verosimili. Nello specifico, "The deadly mantis" è uno sforzo forse meno riuscito rispetto ai già menzionati "Tarantula" & co., ma rimane un'opera gradevole per quanti amano il genere: apprezzabile in particolar modo la ricostruzione del mega-invertebrato, che non dev'esser stata roba da poco a quei tempi. Regia come di consueto ordinata che si limita a raccontare la storia senza strafare. Dvd che bada al sodo: film, trailer e null'altro. Ma dal restauro di una pellicola così vecchia e oltretutto abbastanza "underground" non ci si poteva attendere molto di più.

Il Demone Nero
Il Demone Nero
DVD ~ Jack Palance
Prezzo: EUR 7,56
7 nuovo e usato a partire da EUR 7,56

8 di 8 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Magnifico adattamento del romanzo, 2 agosto 2012
Questa recensione è su: Il Demone Nero (DVD)
Non so in quanti leggeranno questa lunga recensione, che tratta di un film sconosciuto ai più perché raramente passato in tv e certo meno pompato di un'altra sopravvalutatissima trasposizione del romanzo di Stoker (che qualche mente poco brillante continua a ritenere "l'adattamento più fedele al manoscritto originale"...soprassiedo per pietà). Il lato piacevole dello scrivere è però anche questo: la soddisfazione di far scoprire alla platea di lettori pellicole magari dimenticate ma non per questo meno valide, opere che non hanno riscosso il successo di critica e pubblico che sarebbe loro di diritto spettato, vuoi perché non supportate adeguatamente dalle campagne pubblicitarie, vuoi per contingenze astrali avverse (leggi: malasorte). E' il caso di "Il Demone Nero", penalizzato sin dal titolo affibbiatogli nella versione italiana, che non lascia certo intuire trattarsi di una nuova -e riuscitissima- versione del classico della narrativa gotica britannica.

Partiamo dal cast: il ruolo del Conte è qui assegnato -con intuizione felicissima- al grandissimo Jack Palance, il cui sguardo magnetico unito alla spigolosità dei lineamenti slavi (il grande attore era di origini ucraine) ne fanno un Dracula vicinissimo a quello immaginato dalla penna dello scrittore irlandese, perfetta simbiosi di ferina bestialità e diabolico fascino; Nigel Davenport dà vita a un Van Helsing d'annata, perspicace e riflessivo, in un'interpretazione magistrale che non fa rimpiangere quella memorabile di Peter Cushing di un quindicennio prima; al recentemente scomparso Simon Ward è affidato il ruolo di Arthur Holmwood, che qui svolge anche le veci di Quincey Morris, personaggio "tagliato" dalla sceneggiatura (la mancanza del pistolero americano è l'unica divergenza sensibile con il romanzo); Harker è infine impersonato con bravura da tale Murray Brown, caratterista inglese di cui non ho notizie precise.

La fedeltà del girato allo scritto di Stoker è notevole: se escludiamo la citata mancanza del personaggio di Morris, il finale e qualche altro dettaglio più o meno secondario, il resto è una trasposizione quasi letterale del racconto, magnificata dall'ispiratissima, epica performance di Palance: il suo è un Dracula straordinario, che vive con sofferenza l'ambiguità del rapporto con la morte alternando momenti di furore demoniaco ad altri di insospettabile, struggente malinconia (vedi il disperato urlo di dolore alla scoperta del cadavere di Lucy) che conferiscono al personaggio una dimensione del tutto nuova, intravista solo sporadicamente nelle precedenti versioni cinematografiche. L'immedesimazione attore-personaggio deve aver effettivamente assunto connotati estremi, alla luce non solo della visibile dolorosità della recitazione ma anche delle dichiarazioni dello stesso Palance, che a quanto pare non vedeva l'ora che le riprese finissero: la sua identificazione con il vampiro -stando a quanto riportato- stava lentamente prendendo i contorni dell'ossessione, e non è certo un caso che il grande divo abbia in seguito categoricamente declinato qualsiasi offerta per riprendere il ruolo. Quali che siano le sue ragioni, è certo che il Dracula portato in scena è una delle migliori rappresentazioni del conte vampiro, superiore -a mio avviso- al leggendario Lugosi e avvicinabile solo a quella del Lee degli anni d'oro (dal novero escludo Schreck e Kinski per il fatto che i rispettivi Nosferatu sono versioni apocrife e rivedute del romanzo).

Il film introduce infine un concept che alcuni decenni più tardi sarà molto furbescamente rubato da "qualcun altro": l'idea che l'amante del vampiro sia la reincarnazione della sua sposa, cui era stato sottratto quando era ancora un comune mortale. Intuizione brillante e ben sviluppata, che arricchisce il lavoro di una prospettiva ulteriore e originale e che ancora una volta trova in Palance geniale interprete.

"Dan Curtis' Dracula" (questo il titolo originale) è uno dei migliori tributi al diabolico succhiasangue della Transilvania ed è un vero peccato che non abbia conosciuto una diffusione maggiore, perché come evidenziato si tratta di una pellicola confezionata elegantemente e recitata in modo divino. Se non l'avete ancora visto vi suggerisco di far vostra questa nuovissima edizione dvd, che recupera il manifesto originale in copertina ed è qualitativamente valida (audio mono 2.0 -di più immagino non si potesse fare- e video definito discretamente, nessun extra). Dubito ne vedremo mai un'edizione BD, indi per cui..

La Casa 4
La Casa 4
DVD ~ Hildegard Knef
Prezzo: EUR 8,90
8 nuovo e usato a partire da EUR 8,90

3 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Una stella in più per la scena della vecchia appesa!, 1 agosto 2012
Questa recensione è su: La Casa 4 (DVD)
Per "La Casa 4" il misconosciuto regista italiano Fabrizio Laurenti decide di compiere una vera e propria opera di archeologia cinematografica, andando a riesumare l'ex enfant prodige Linda Blair (che allora come oggi viveva unicamente di rendita sulla gloria de "L'esorcista") e affiancandole nientemeno che l'aitante David "Supercar" Hasselhoff, ancora non bagnato dal successo Baywatch (per la serie "in attesa di tempi migliori ci adattiamo"). La bizzarra accoppiata è inserita in un contesto horror classico, con casa infestata da presenze maligne in seguito alla maledizione di una strega e consueto corredo di morti, mortacci, morticciuoli, sparizioni e spargimenti di sangue. In modo devo dire abbastanza sorprendente, il film funziona: alcune delle trovate escogitate per far fuori i malcapitati ospiti del maniero sono originali e ben realizzate, epica la scena della vecchiaccia (vagamente somigliante a quella della candeggina ACE e ugualmente detestabile) appesa nella cappa del camino con le labbra cucite a mano e arsa viva. Gli incauti inquilini cadono come mosche (come di consueto dopo aver pronunciato la mitica frase "C'E' QUALCUNO LI'???" che in ogni film horror che si rispetti è presagio di morte sicura) e da affezionati thanatofili non possiamo che apprezzare.

Non rimarrà negli annali della cinematografia moderna, ma "La Casa 4" è un discreto slasher anni '80 di quelli che oggi purtroppo non si producono più e solo per questo merita un plauso. Dvd sparagnino anzichenò: film, trailer e buonanotte ai sorci. E che, mica pretendevate il commento audio di Hasselhoff e Pamela Anderson, no?

Pagina: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11-20