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Classifica Top recensori: 128
Voti utili: 177
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Recensioni scritte da Giulia
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1 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
ma tutto questo Alice non lo sa, 16 maggio 2012
Leggere Alessia Gazzola significa imbattersi in Alice Allevi, la specializzanda di medicina legale più famosa d'Italia. Uscito nelle librerie il 19 aprile, "Un segreto non è per sempre" segna il ritorno della frizzante quanto pasticciona protagonista dell'"Allieva", romanzo d'esordio della scrittrice messinese e ormai conosciuto in tutto il mondo. Un nuovo caso da risolvere, oscure volontà testamentarie e un libro della discordia: Alice si trova ancora una volta immersa nel mistero che solo il suo coinvolgimento e la sua passione riusciranno a sciogliere. Ma per far questo ci vuole calma e concentrazione, non una storia d'amore a corrente alternata, un capo intrigante e consapevole del proprio fascino, oltre alla lotta per la sopravvivenza in quel rocambolesco mondo degli inferi che è l'Istituto di medicina legale. Un romanzo che stempera le tinte cupe e inquietanti dei thriller con l'ironica freschezza di una protagonista che entra subito nel cuore del lettore. Impossibile non innamorarsi di questa ' quasi ' Bridget Jones italiana, la cui verve si imprime tra le righe di una storia che corre veloce grazie a colpi di scena e battute esilaranti. Un romanzo che sembra fatto di ossimori, dove l'amore si contrappone all'omicidio, il senso di colpa alla purezza di cuore, dove Arthur si contrappone a Claudio, e Alice si contrappone ' con umorismo ' a se stessa. Alessia Gazzola è riuscita a creare un mondo capace di appassionarti, delle storie che rilassano mentre ti tengono legato alla pagina, una Roma sbarazzina che fa da scenario ' mai ingombrante ' alle avventure di quella che di certo è la nuova eroina dei romanzi seriali italiani. Un linguaggio pulito, che non lascia da solo il lettore quando si parla di aspetti prettamente legati alla medicina, la scrittrice stuzzica il pubblico inserendo continuamente riferimenti alla realtà quotidiana: quella delle pubblicità, delle hit del momento, degli attori più in voga. E così, con questo semplice procedimento la mimesis si perfeziona, Alice diventa un'amica con cui chiacchierare, condividere pettegolezzi ' di cui per altro è ghiottissima ', e avanzare ipotesi sul caso che tiene sulle spine polizia e medici legali. Suspence, humor, ma anche romanticismo: niente di smielato, stucchevole, il triangolo amoroso che il lettore si trova davanti coinvolge con leggerezza, entrando nella confusione della giovane specializzanda e cercando insieme a lei di capire quale sia la via più giusta, al scelta da fare. Quando un libro ci fa ridere, ci tiene compagnia, ci mette addosso una carica pungente è inevitabile che crei anche dipendenza, di quelle buone s'intende. Il lettore vuole conoscere ancora un altro pezzo della vita della protagonista, ormai affezionato, vuole continuare a scoprire con lei i misteri che si annuvolano fitti alle porte dell'Istituto di medicina legale, freme nell'attesa di sapere quando questo potrà avverarsi, quando potrà tornare a leggere di Alice. Nonostante le numerose scrittrici straniere di serie thriller, nonostante l'enorme quantità di fiction di questo genere, Alessia Gazzola è riuscita a creare un personaggio femminile che trasuda italianità da tutti i pori senza diventare macchiettistico. Forse «tutto questo Alice non lo sa», ma mescolando i punti forza di generi diversi è nata una protagonista che, se non unica, è di certo molto brava a catturare e fissare su di sé gli occhi dei lettori.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Batticuori con le pinne, 6 aprile 2012
"Il bacio della sirena" (Forgive my fins) è il primo capitolo della trilogia nata dalla mente di Tera Lynn Childs che racconta in modo fresco e ironico le avventure della giovane sirena Lily divisa tra il mondo in superficie e il regno sommerso dove è nata. Primo young adult fantasy per la nuovissima Tre60 che apre le danze dando spazio a un mondo, quello delle sirene, di certo non inflazionato come quello di altre creature sovrannaturali. Una storia leggera e sbarazzina dove gli stilemi classici del genere sono ben dosati e danno vita a un romanzo piacevole e che si legge con estrema scorrevolezza. Primi batticuori, le dinamiche del liceo ' in questo caso sarebbe più opportuno dire high school ', il vicino di casa che ci sta antipatico perché in realtà ci piace e non lo ammettiamo neanche a noi stesse, il bello della scuola che tutte le ragazze sognano, questi elementi sono alla base di ogni young adult che si rispetti. Ne "Il bacio della sirena" poi si aggiunge il mondo del mare, magico e divertente come i personaggi che lo popolano. Presentato così può sembrare il solito romanzo adolescenziale, e forse in parte lo è, ma la Childs sa giocare sugli stereotipi e sebbene li inserisca nella storia controbilancia con l'ironia della protagonista che stempera il tutto rendendolo godibile. La bravura dell'autrice risiede quindi nel non prendersi troppo sul serio, lasciando che la penna corra sul foglio senza incespicare in grandi paragoni con miti del passato o elevati parallelismi. Il racconto diventa così pulito, epurato da inutile pompe stilistiche e approda nelle mani di chi legge come qualcosa di allegro e spumeggiante ' non a caso stiamo parlando di sirene. Il lettore che si accosta a questa lettura ha voglia di un po' di svago e, perché no, di emozionarsi con quelle piccole cose, quei gesti che nella sua vita di 'adulto' non capitano più. Leggendo vuole tornare adolescente e rivivere insieme alla protagonista i dubbi, le incertezze e la gioia di innamorarsi a quell'età. Perché, in fondo, l'amore è sempre così. Lily è una ragazza e allo stesso tempo una sirena, vive con sua zia come una diciassettenne qualunque, ma ogni tanto scappa da suo padre nella profondità degli abissi. Il suo cuore però funziona esattamente come quello umano e, anche quando il cervello appanna la vista rendendo le cose più confuse, cerca in tutti i modi di indicarle qual è la strada da percorrere. Tera Lynn Childs racconta con brio e semplicità una storia che è vecchia quanto il mondo, non importa che ci siano di mezzo le sirene o qualsiasi altro essere magico, l'amore che arriva e colpisce coglie impreparato chiunque. Questo è quello che succederà a Lily e il suo essere impacciata e timida ci porta alla memoria ricordi chiusi nel cassetto, di quando anche noi goffi e imbranati ci scontravamo con la potenza dell'amore. Una volta letto il romanzo non resta che attendere di vedere pubblicati i due capitoli successivi della storia, ormai curiosi di conoscere dove condurranno le avventure della sirena Lily. Ancora una scelta azzeccata per la Tre60 che con questo romanzo accontenta giovani e adulti, amanti del fantasy e amanti del romance ' anche se nella sua forma più acerba. Un romanzo carino, dalla lettura veloce, perfetto per rilassarsi e permettere alla mente di sognare almeno un po'.
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2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Lost in Wonderland, 24 marzo 2012
"Le sorelle Soffici" è il romanzo d'esordio di Pierpaolo Vettori giunto finalista al Premio Calvino 2011. Un esordio potente, dove una scrittura equilibrata e cristallina è in grado di generare il caos variopinto e multiforme: il mondo di Veronica Soffici. Ambientato all'inizio degli anni '90, quando l'Italia cerca con difficoltà di pulirsi le mani dallo scandalo di Tangentopoli, il romanzo di Vettori ci mostra quella stessa realtà, ma attraverso l'occhio innocente e caleidoscopico di una ragazza fuori dal comune, pura come le immagini che le affollano la mente. Veronica vive in una bolla, uno strato sottile eppure impenetrabile agli altri la divide dal mondo corrotto e opportunista che scorre di fuori. Il mondo di Veronica ' e di sua sorella Cecilia ' brulica di animali parlanti, santi che dormono ai piedi del letto, grandi scrittori del passato con cui tiene una fitta corrispondenza o con cui fa lunghe chiacchierate. Per chi la vede dall'esterno Veronica è la povera e sfortunata figlia dei Soffici, grandi industriali del settore alimentare. Ma solo chi è povero di immaginazione può crederla pazza. Moderna Alice, la giovane si accosta al lettore guidandolo all'interno della sua realtà, offrendogli la possibilità di vedere oltre la cortina fumosa degli intrighi e dei compromessi che l'avidità ha messo in piedi. Non è Veronica a essere pazza, è il mondo iniquo che le vortica intorno a mostrare la sua spregevole follia. Le pupille offuscate sono quelle di una società dedita ai traffici più meschini e che si rifiuta di osservare un mondo fantastico, baluardo di resistenza nei confronti di una realtà triste che considera la ragazza solo come un oggetto per accrescere i proprio introiti. Vettori riesce nel difficile compito di portare su carta la fantasia dirompente di Veronica e renderla reale, più reale di quello che sta accadendo alla società italiana dell'epoca. Ci vuole una buona dose di visionarietà per dar vita all'universo delle sorelle Soffici, ma l'autore mostra di possedere gli strumenti giusti per costruire un mondo immaginario e allo stesso tempo tangibile. Lo stile semplice irrompe nella narrazione, buca la pagina e arriva al lettore il quale stordito assiste al susseguirsi di immagini, preda ormai del delirio onirico diurno ' oltre che notturno ' guidato da Veronica Soffici e dal suo esercito di personaggi bizzarri. E la fantasia diventa così lo scudo protettivo con il quale schermarsi, vivere la propria innocenza. Nel romanzo di Vettori si scorge in controluce l'eco del narrare visionario novecentesco capace di raccontare in modo lucido la storia ' quella reale che si trova nei libri ' che lentamente si dipana. Lo stesso narrare che ha reso unici scrittori come Calvino e Bulgakov rende "Le sorelle Soffici" un romanzo disarmante e impossibile da dimenticare, come Veronica.
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3 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Fra trama e ordito, 23 marzo 2012
"La ricamatrice di segreti" è il primo romanzo della scrittrice statunitense Kate Alcott ed è stato scelto dalla nuovissima casa editrice Tre60, neonato marchio del gruppo editoriale Mauri Spagnol, per iniziare insieme ai lettori un'avventura fatta di storie avvincenti e di piccoli prezzi. Quest'anno corre il centenario del drammatico naufragio del Titanic e numerose case editrici hanno calato il loro asso nella manica pubblicando romanzi che, in un modo o nell'altro, ruotano intorno alla nave e alla sua sventurata storia. "La ricamatrice di segreti" è uno di essi. Eppure, mentre il lettore si aspetta di trovare una cospicua presenza del transatlantico come scenario delle vicende narrate, le sue aspettative vengono disattese subito. La prima parte del romanzo, quella riguardante l'imbarco della protagonista e i giorni passati sul Titanic, occupa uno spazio ristretto nell'economia di tutta la storia. Tuttavia non c'è da stupirsi, il transatlantico navigò meno di una settimana prima di affondare nelle acque ghiacciate. Il romanzo quindi prende avvio poco prima del tragico fatto e prosegue poi analizzando e romanzando tutto ciò che avvenne dopo. L'autrice si è documentata a fondo riguardo il processo tenuto per trovare i colpevoli, le accuse, gli errori compiuti, le meschinità commesse. Tra chi brama risposte e chi si nasconde dietro al proprio titolo o ai soldi in banca, in un bailamme di giornalisti, sopravvissuti, giudici e avvocati si muove Tess, la protagonista del libro. Tess è una giovane piena di speranze e di talento. Sa cucire vestiti e ci mette passione, riuscendo a trovare impiego per la dispotica e lunatica Lady Duff Gordon, stilista in voga all'epoca. Sopravvissuta all'affondamento, la ricamatrice del titolo dovrà mettere in gioco le proprie capacità e i propri sentimenti per riuscire a trovare la sua strada. E nel suo percorso Tess incontra persone che, a loro modo, la plasmano e l'aiutano a diventare una donna completa. Kate Alcott mescola personaggi realmente esistiti a quelli di sua invenzione per donare al lettore l'affresco variopinto di una società brulicante, a tratti impazzita e impaziente di trovare il colpevole di quello che è stato un disastro che ha scosso il mondo ed è costato numerose vite. La narrazione scorre veloce seguendo le azioni di più personaggi, cogliendo sfumature e punti di vista, mentre uno stile semplice e pulito rende la lettura piacevole. Una storia che mescola realtà e finzione, ricerca dell'amore e voglia di riscatto. L'autrice unisce bene gli ingredienti e riesce a creare un buon romanzo, godibile. Un inizio azzeccato per questa novella casa editrice che si lancia nel mercato librario lasciandosi apprezzare anche per aspetti puramente estetici, ma che non vanno sottovalutati. Il libro presenta, infatti, una robusta copertina hardcover con una sovraccoperta molto curata e una grafica nell'impaginazione ottimale. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, ma tenendo presente il prezzo davvero contenuto di € 9,90, la Tre60 offre così al lettore la possibilità di potarsi a casa un libro ben fatto: piacevole da leggere, sfogliare, vedere.
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Reflections
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da Francesca Gonzato Quirolpe Edizione Brossura |
| Prezzo: EUR 13,60 |
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4 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
L'amore in un riflesso, 22 marzo 2012
Reflections è il romanzo d'esordio di Francesca Gonzato Quirolpe, una storia a metà strada tra il romance e il fantasy. Mescolando mondi paralleli e passioni ancestrali, l'autrice dà vita a un universo complesso dove la Terra e i suoi abitanti sono legati a doppio filo con dei corrispettivi alieni, i Lover. La narrazione alterna due punti di vista, quello di Rachele e quello della sua Lover. Sono le facce della stessa medaglia, dipendono una dall'altra, solo che Rachele non lo sa. La vita scorre lenta se non sai che il tuo alter ego sta lottando per conquistare l'amore. Lover e Mirror (il corrispondente terrestre del Lover) non sono altro che le parti che compongono ogni essere vivente, unendo i pregi e i difetti di ciascuno di noi. Rachele, detta Lilly, è una ragazza timida e poco conscia del suo valore. Non è più un adolescente, tuttavia non ha ancora imparato ad apprezzarsi davvero. Dentro di sé ha tanto amore da dare, ma la paura la blocca e le incolla i piedi a terra, le spalle le si incurvano sotto il peso dell'inadeguatezza che si sente addosso. Rachele è simile a molti di noi, con le pupille tanto offuscate da non vedere la realtà. Per questo non si vuole fare illusione su Tommaso, il ragazzo che le ingombra la mente e il cuore. L'amore è sicuramente il sentimento protagonista di questa narrazione, tutti i personaggi sembrano danzare intorno a lui, cercare di farlo proprio, desiderando di possederne almeno un po' così da eleggere quel sentimento a qualcosa di personale, eterno e appagante. Il mondo dei Lover si regge su questo, condizionando anche le loro controparti terrestri. L'autrice riesce a creare un mondo alieno complesso e definito, con le sue regole e le sue abitudini. La bravura sta nell'unirlo alla dimensione terrestre in modo da non far sentire la cucitura, come fosse sempre stato lì, dalla notte dei tempi. Reflections è, quindi, uno urban-fantasy che racchiude in sé una sana dose di romanticismo, ma non c'è traccia dell'amore smielato. Per amore, invece, si combatte ed è proprio quello che fanno i Lover sfidandosi in arena. Rachele e la sua Lover trasmetto al lettore una lezione semplice ma importante: in amore non ci si nasconde, e soprattutto non lo si può evitare. Non si tratta solo dell'amore per un'altra persona, per amare gli altri occorre guardarsi dentro e sapersi apprezzare per la propria unicità. Una storia schietta come l'amore puro, senza ombre. Francesca Gonzato Quirolpe ha scritto un romanzo leggero e gustoso, che si legge tutto d'un fiato e che trasporta il lettore in un mondo che riscopre come suo, mosso dagli stessi meccanismi. Uno stile fresco e piacevole accompagna una storia dolce e colorata come le prime giornate di primavera.
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11 di 13 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Eeva contro Eeva, 9 marzo 2012
L'armadio dei vestiti dimenticati è il secondo romanzo della scrittrice finlandese Riikka Pulkkinen, caso letterario in patria che ha saputo conquistare tutto il mondo. Uno stile particolare, personale e riconoscibile fanno di questo romanzo una prova compiuta in grado di mostrare una scrittrice sicura dei suoi mezzi. Una storia che vuole essere vera, come dimostra anche il titolo originale (Totta), narra intrecci familiari, amori potenti e distruttivi sepolti sotto strati di vernice e colore. Una famiglia che affronta il lento consumarsi di una persona cara guardandosi allo specchio e scorgendo ciò che si trova sotto la superficie. Il romanzo di Riikka Pulkkinen può essere definito un romanzo di donne; gli uomini sono presenti e condizionano le azioni e i sentimenti delle protagoniste, ma restano inesorabilmente attaccati a queste figure complesse che si stagliano definite nella narrazione. Anna è, forse, la vera protagonista, colei che parte alla ricerca di un volto, quello di Eeva. Un nome sconosciuto abbandonato come il vestito dentro l'armadio. Quello che Anna non conosce ancora, le informazioni che avrà modo di collezionare lungo il cammino, si intrecciano in modo inestricabile con il suo vissuto. Anna cerca Eeva, la costruisce, la immagina e non si accorge che il volto di Eeva diventa il suo, al pari delle sue gioie e dei suoi dolori. Anna diventa Eeva, si carica sulle spalle la sua storia e attraverso di lei riesce a raccontare la morsa che le attanaglia il cuore. Eeva ama, ama tanto, troppo, ama anche quello che non è suo. Una volta che si lascia spazio all'amore poi non si riesce a chiudere quella soglia, a sbattere la porta e lasciare che tutto resti fuori. Allora uno si consuma, prima nell'anima e poi nel corpo, fino a scomparire. Il romanzo alterna due piani temporali, il presente raccontato in terza persona e il passato in cui Eeva è protagonista e che è lei stessa a raccontare. La storia procede frammentata, accavallando continuamente nomi, luoghi, sentimenti. Quando il tempo della vita è incalzato dalla morte, anche il segreto più doloroso esce allo scoperto e permea la realtà con il suo profumo intenso, fastidioso e indimenticabile. Rikka Pulkkinen ha creato una storia triste che ha in sé punte luminose di gioia. Una famiglia che si stringe per affrontare l'ostacolo della scomparsa di Elsa, moglie, madre, nonna. L'amore viene osservato in tutte le sue sfumature, eppure ce n'è uno che campeggia con più forza, quello materno. Un legame difficile da esprimere, multiforme. Un legame che può nascere dall'attesa nel ventre materno o crescere spontaneo come i fiori di campo. Impossibile dire quale dei due è più grande o più completo. L'autrice non ha la presunzione di dare risposte, perché, forse, risposte non ci sono. Un romanzo lento come la vita agricola della Finlandia rurale, dove anche la capitale Helsinki è inesorabilmente relegata al ruolo di città provinciale e periferica. Una storia che si scioglie piano quasi fosse una delle brioche alla cannella che ama Eeva. L'armadio dei vestiti dimenticati racconta una famiglia e lo fa con spigliata pacatezza.
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Immortal
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da Alma Katsu Edizione Rilegato |
| Prezzo: EUR 14,96 |
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3 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Alchimia e immortalità, 2 marzo 2012
Immortalità e alchimia sono un binomio vecchio quanto il mondo, la ricerca dell'elisir di lunga vita ha smosso gli animi degli uomini desiderosi di trovare l'antidoto a una delle paure più ancestrali: la morte. In Immortal (titolo originale The Taker) Alma Katsu ci racconta la storia di un amore tormentato vissuto attraverso i secoli, la bramosia di potere che può albergare nell'animo umano, la corruzione a cui può giungere lo spirito di fronte all'eternità. Immortal è a tutti gli effetti uno urban fantasy, primo capitolo di una trilogia (il secondo romanzo dal titolo The Reckoning uscirà a inizio estate in America), ma non ci troviamo davanti a un young adult, bensì a un romanzo per adulti oscuro e sensuale. Ambientato in luoghi e epoche diverse, la narrazione corre per tutto il romanzo seguendo il gioco affascinate delle cornici, scatole cinesi rinchiuse le une dentro l'altre. Al punto di vista impersonale e onnisciente di chi narra ciò che sta accadendo ai nostri giorni, si alterna il racconto in prima persona della stessa protagonista che, novella Shahraz'd, rivela un po' per volta il suo passato, gli incontri compiuti nella sua lunga vita, le avventure in cui è incappata. Il destinatario di questi racconti è Luke, il medico che l'ha soccorsa in ospedale e l'aiuta a fuggire. Il presente della fuga è, però, fagocitato dal passato di violente passioni e inganni che esce dalla bocca di Lanore e arriva per stupire colui che ascolta o che legge. Alma Katsu riesce a tessere un'intricata rete di relazioni, da brava profiler della C.I.A. l'autrice ha saputo dar vita a personaggi complessi, difficili da interpretare seppur nella loro disarmante semplicità. L'elemento soprannaturale viene immesso nella narrazione con naturalezza, senza la presunzione di dare una spiegazione mitologica. Il lettore, come Luke, può credere o meno a Lanore, ma ciò non muta il fascino di quello che lei racconta. Un fascino perverso, che disgusta e attrae allo stesso tempo, dove la brutale ferocia si mescola al lascivo e inebriante godimento dei sensi e dei piaceri carnali. Le pagine scorrono con facilità grazie a uno stile pulito e descrittivo allo stesso tempo. Il tono s'innalza e il ritmo si fa incalzante nelle parti dedicate al racconto del passato, mentre il presente narrato in terza persona perde di mordente forse a causa del tempo verbale scelto (il presente indicativo). Va comunque detto che la quantità di pagine dedicate al presente di Luke e Lanore sono una quantità irrisoria in confronto a quelle riguardanti il passato della giovane. Negli slogan pubblicitari si legge «Una Stephanie Meyer per adulti», definizione data dalla rivista Cosmopolitan UK. A libro letto verrebbe da dire che di Stephanie Meyer e del suo mondo immortale nel romanzo di Alma Katsu non c'è proprio nulla. Pur partendo dallo stesso genere, lo urban fantasy, l'autrice di Immortal crea una realtà completamente diversa da quella che permea la cittadina di Forks e verrebbe da dire, ancora una volta, per fortuna. Senza togliere nulla al successo planetario della Twilight saga, la storia e i personaggi della Katsu non sono paragonabili a quelli meyeriani e non possono neppure essere definiti le loro versioni adulte. Che poi, si sa, i personaggi della Meyer adulti non diventeranno mai, essendo diciassettenni da un po'. Un romanzo ben costruito e ben narrato, una lettura piacevole che può essere intrapresa anche dai lettori non amanti delle trilogie, dal momento che la storia non finisce con particolari cliffhanger. La curiosità di scoprire come continueranno le avventure di Lanore e Luke c'è e anche il lettore meno avvezzo alle saghe e affini scorgerà in lui il desiderio di scoprire quale sarà la data italiana dell'uscita del prossimo libro della Katsu.
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4 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Quando una trilogia finisce, 22 febbraio 2012
Quando qualcosa che abbiamo amato finisce ' che sia un libro, una serie televisiva, un fumetto, un programma ' la sensazione è simile a un venticello gelido che soffia nei pressi del cuore. Non si tratta di romanticismo becero o lacrima facile, semplicemente dispiacere. Due forze spingono il lettore/spettatore: quella centripeta e quella centrifuga. Se da una parte è irrimediabilmente attratto da quello che sa essere il capitolo conclusivo, curioso di scoprire come si conclude la storia; dall'altra fuggirebbe a gambe levate, ritardando il più possibile quella che per certi versi è la fine. Con Green la Trilogia delle gemme di Kerstin Gier giunge all'epilogo finale. Non è passato poi molto da quando abbiamo letto Blue, il secondo romanzo, e già dobbiamo salutare una saga simpatica, tenera, ironica popolata da personaggi che ci sono entrati nel cuore. Ciò dimostra come Kerstin Gier ha saputo fare un ottimo lavoro, creando una storia per ragazzi in grado di appassionare anche gli adulti. Prendendo in giro se stessa e ironizzando sulle situazioni in cui di volta in volta si viene a trovare, Gwendolyn, la protagonista della trilogia, si è scrollata di dosso la polvere che ammanta le altre protagoniste di romanzi young adult, quello strato di autocompiacimento e egocentrismo che spesso appesantisce le loro storie. Solare e divertente anche quando piange milioni di lacrime, Gwendolyn è una ragazza tosta che sa affrontare le sfide a testa alta. E occorre fegato, se da un giorno all'altro scopri di essere una viaggiatrice nel tempo. L'elemento prettamente urban fantasy dei viaggi nel tempo, ben condotto all'interno di tutta la narrazione, offre la possibilità di sovrapporre i piani temporali dei tre romanzi. Episodi raccontati nel primo romanzo non necessariamente si trovano cronologicamente slegati o antecedenti a ciò che avviene nel secondo e nel terzo libro. Tutto si intreccia e si incastra alla perfezione in un quadro di insieme che si arricchisce e si fa via via più comprensibile. Quello che sembrava rimanere nell'ombra, senza un'apparente spiegazione, in Green verrà ripreso e spiegato, non senza numerosi colpi di scena. La storia d'amore tra i due protagonisti ' mai melensa, va detto ' continua a catturare l'attenzione del lettore, a farlo sognare con una genuina dose di romanticismo vero, pragmatico, capace di cogliere la frizzante esuberanza dei primi amori. Quando qualcosa che abbiamo amato finisce ' che sia un libro, una serie televisiva, un fumetto, un programma ' la sensazione è simile a un venticello gelido che soffia nei pressi del cuore. Non si tratta di romanticismo becero o lacrima facile, semplicemente dispiacere. Due forze spingono il lettore/spettatore: quella centripeta e quella centrifuga. Se da una parte è irrimediabilmente attratto da quello che sa essere il capitolo conclusivo, curioso di scoprire come si conclude la storia; dall'altra fuggirebbe a gambe levate, ritardando il più possibile quella che per certi versi è la fine. Con Green la Trilogia delle gemme di Kerstin Gier giunge all'epilogo finale. Non è passato poi molto da quando abbiamo letto Blue, il secondo romanzo, e già dobbiamo salutare una saga simpatica, tenera, ironica popolata da personaggi che ci sono entrati nel cuore. Ciò dimostra come Kerstin Gier ha saputo fare un ottimo lavoro, creando una storia per ragazzi in grado di appassionare anche gli adulti. Prendendo in giro se stessa e ironizzando sulle situazioni in cui di volta in volta si viene a trovare, Gwendolyn, la protagonista della trilogia, si è scrollata di dosso la polvere che ammanta le altre protagoniste di romanzi young adult, quello strato di autocompiacimento e egocentrismo che spesso appesantisce le loro storie. Solare e divertente anche quando piange milioni di lacrime, Gwendolyn è una ragazza tosta che sa affrontare le sfide a testa alta. E occorre fegato, se da un giorno all'altro scopri di essere una viaggiatrice nel tempo. L'elemento prettamente urban fantasy dei viaggi nel tempo, ben condotto all'interno di tutta la narrazione, offre la possibilità di sovrapporre i piani temporali dei tre romanzi. Episodi raccontati nel primo romanzo non necessariamente si trovano cronologicamente slegati o antecedenti a ciò che avviene nel secondo e nel terzo libro. Tutto si intreccia e si incastra alla perfezione in un quadro di insieme che si arricchisce e si fa via via più comprensibile. Quello che sembrava rimanere nell'ombra, senza un'apparente spiegazione, in Green verrà ripreso e spiegato, non senza numerosi colpi di scena. La storia d'amore tra i due protagonisti ' mai melensa, va detto ' continua a catturare l'attenzione del lettore, a farlo sognare con una genuina dose di romanticismo vero, pragmatico, capace di cogliere la frizzante esuberanza dei primi amori. Il lettore dal cuore di marzapane ' come afferma la stessa autrice ' seguirà in tutto e per tutto le rocambolesche avventure del cuore della protagonista e non potrà non sorridere leggendo affermazioni come «Nessun cuore può essere spezzato, perché tutti sono fatti di marzapane» o «Restiamo amici. [...] Sono sicura che da qualche parte nel mondo, ogni volta che questa frase viene pronunciata, muore una fata». La freschezza della Gier, la sua scrittura, riescono a trasmettere spontaneità, compito arduo per uno autore. Pur essendo il capitolo conclusivo di una trilogia, Green non corre nella narrazione, tutto viene dosato e si manifesta al lettore al momento giusto. Lo stile e il ritmo riescono a mantenersi costanti nei tre romanzi, non facendo perdere aderenza al racconto. Una storia ben pensata e ben scritta, dei personaggi adorabili ' anche nel caso di quelli antipatici ' insieme alla cura nel raccontare l'universo young adult fanno della Trilogia delle gemme una triade di romanzi capaci di mescolare i tanti elementi presentati senza mai peccare in difetto o in eccesso. Green è quindi il degno capitolo conclusivo di una saga che ha affascinato milioni di lettori. Salutare Gwen, Gideon, Xemerious e i Guardiani e tutti gli altri personaggi comporterà un piccolo strappo nel nostro cuore di marzapane, ma insieme alla punta di tristezza ci sarà la gioia di aver letto una storia divertente e allo stesso tempo dolce.
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4 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Amore e intrighi ai tempi di Enrico VII, 2 febbraio 2012
"Il tempo stregato" di Elinor Childe, pseudonimo della scrittrice e traduttrice Anna Luisa Zazo esperta conoscitrice del mondo inglese, è un romanzo storico che, con sorprendente maestria, sa trasportare il lettore nell'epoca in cui si svolgono i fatti, ricreando nel libro le atmosfere dell'Inghilterra del '400. La storia narra la vicenda della giovane castellana Lady Avice Guerny, sposa a soli sei anni di una ragazzo che poi scompare dalla sua vita, se non per le lettere che con alterna costanza le invia. Cresciuta con i ferrei ammonimenti della madre adottiva, Lady Avice ha un cuore puro e un'ingenuità che non le permettono di leggere le nubi dell'intrigo che si addensano intorno a lei. Ma uno sposo che non reclama i suoi diritti inizia a destare sospetti e la ricerca tormentosa della verità spinge la giovane ad affrontare le gioie e i pericoli della capitale. Dalla provincia a Londra per far luce sui fatti, ma allo stesso tempo per maturare come persona e come donna. L'autrice ci offre uno spaccato di vita quotidiana delle classi mercantili benestanti e di quelle nobiliari, che rende il romanzo un vivido dipinto capace di mostrare in modo preciso le abitudini e lo stile di vita di queste persone. L'attenzione al dettaglio, che va dall'abbigliamento, alle feste, al linguaggio usato dai personaggi del romanzo, danno prova al lettore della profonda conoscenza della scrittrice del periodo storico in cui ha ambientato la narrazione. La parte iniziale procede lentamente quasi a rimarcare la placida quotidianità della vita provinciale; è il tempo dell'attesa, quello del mancato arrivo dello sposo, un tempo stregato che agli occhi della giovane donna appare congelato nella sua immobilità. Promesse e speranze disattese instillano nel cuore di Avice il dubbio dell'inganno. La risposta alle sue domande va, quindi, ricercata nella rottura di questo tempo ciclico che l'ha tenuta prigioniera. L'arrivo a Londra accelera così lo svolgimento dei fatti traducendosi anche in vari colpi di scena. Va detto, però, che il lettore comprende bene e in anticipo la falsa realtà che persone meschine e prive di scrupoli hanno costruito intorno a una ragazza che conosce ben poco la malizia per potersene servire. Lady Avice con il suo essere generosa e la sua ingenuità può risultare, a volte, come l'incarnazione di un canone di donna distante, troppo lontano e idealizzato per essere reale. Il lettore fa meno fatica a comprendere i sentimenti degli altri personaggi che, pienamente immersi nella storia, sfruttano gli avvenimenti secondo i loro scopi. La storia con la S maiuscola si mescola con quella nata direttamente dalla mente dell'autrice, anche se una maggior conoscenza del periodo storico aiuterebbe a districare la matassa di nomi, intrighi e complotti per la conquista del trono di Inghilterra. La ricerca dello 'sposo fantasma' diventa per Lady Avice la ricerca di se stessa, quasi il romanzo fosse un Bilgunsroman. Solo così riuscirà a leggersi nel profondo e a innamorasi della vita e dell'uomo che la potrà finalmente rendere donna. Una storia ricca di avvenimenti, seppur a volte troppo incline alla pedanteria, aggettivo spesso utilizzato per descrivere la protagonista. Ammirabile la ricostruzione del linguaggio dell'epoca con quelle formule e quei rituali che al lettore moderno possono sembrare eccessivi, ma non per questo meno veri. Tuttavia la reiterazione di certi epiteti può apparire eccessiva. Un romanzo che richiede una lettura attenta e costante, pena lo smarrimento di fronte ai complessi nodi narrativi che vengono presentati. La lentezza che lo caratterizza può infastidire il lettore che va di fretta, abituato al ritmo incalzante di certa narrativa, ma sarà apprezzato da colui il quale desidera gustare la profondità di un periodo storico raccontato nelle sue varie sfumature.
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27 di 30 persone hanno trovato utile la seguente recensione
2.0 su 5 stelle
E la cannella?, 24 gennaio 2012
Ci sono i libri che ti appassionano, quelli che ti fanno piangere, quelli che lasciano il segno e quelli che non lasciano niente. Incappare in quest'ultima tipologia di libri è un'esperienza triste per il lettore che cercherà all'istante di rifugiarsi in un'altra lettura, sperando in una più soddisfacente. Amore zucchero e cannella di Amy Bratley è un romanzo che non riesce ad affascinare. La sua protagonista, Juliet, è una ragazza di neanche venticinque anni che pensa e si atteggia come una donna anziana, di quella tipologia fastidiosa che alterna il vittimismo, al catastrofismo, al puritanesimo. Ha ancora tutta una vita davanti, ma il suo obiettivo è sposarsi il prima possibile e per cercare di dare forma al suo sogno decide di prendere in affitto un appartamento con Simon, il suo ragazzo. Nel volersi accasarsi presto non ci sarebbe nulla di male, ma avere il così detto 'prosciutto sugli occhi', sì. A Simon della vita di coppia non importa nulla, acconsente solamente per non sentire la sfiancate sequela di lamentele di Juliet, che ripete in continuazione che vuole il suo nido d'amore. Risultato: una casa ammobiliata, un ragazzo fedifrago e un cuore infranto. Crollato il mondo, Juliet deve risorgere dalle sue ceneri, ma la protagonista di Amy Bratley è tutto tranne che un'araba fenice. Sente di fare una scelta sbagliata dietro l'altra, cova rancore per se stessa, per chi l'ha tradita e se si lascia un po' andare (ubriacarsi e finire a letto con qualcuno) inizia a flagellarsi ripetendo instancabilmente 'io non sono così', 'io non sono una rovina famiglie'. A questi attacchi di puritanesimo, trova la risposta nel vecchio libro di sua nonna per diventare una massaia provetta e inizia a creare cose fatte in casa, precisamente dei grembiuli. Tra il desiderio di diventare un angelo del focolare moderno e il sentimento crescente per un nuovo love interest, l'autrice infila nella narrazione il mistero della famiglia di Juliet. Un background disastrato, pieno di misteri. Eppure quello che dovrebbe essere il filo conduttore, la ricerca che si dipana per tutto il romanzo, appare solo a sprazzi senza suscitare alcun fascino. Il risultato è un libro che non intrattiene il lettore, il quale alla fine si stanca degli isterismi della protagonista che a fatica sente vicina. Le tematiche affrontate sarebbero anche piacevoli, ma Amy Bratley intesse con fatica un romanzo che mostra in tutto e per tutto la sua acerbezza come scrittrice. Magari nelle sue prossime opere avrà modo di crescere, magari saprà approfondire maggiormente i suoi personaggi che ora risultano ritagliati in modo troppo semplice, come delle figurine di carta. A deludere il lettore che si avvicina al libro, poi, concorre anche il titolo. In Italia spesso e volentieri si traducono (molto) liberamente i titoli dei romanzi stranieri, ma questa volta si è osato troppo. The girls' guide to homemaking, 'La guida delle ragazze per fare cose fatte in casa', è diventato qualcosa ti troppo distante dal testo e per niente calsante. L'amore c'è, va bene, lo zucchero compare qua e là sottoforma di dolci, ma la cannella? Neanche l'ombra.
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