Non è in genere facile scrivere in poche righe un commento intorno ad un libro di oltre settecento pagine; se poi il suo contenuto tratta di una delle questioni più delicate - lEsodo ebraico, la fuga dallEgitto da parte di Mosè ed il suo popolo, guidati nientedimeno che da YHWH in persona - le difficoltà appaiono ancora più minacciose. Se, infine, questo libro non si limita pianamente a ripercorrere le vicende più o meno note, ma intende porre questioni decisive, cercando di dare ad esse delle risposte coraggiose e razionali, appare chiarissimo che si tratta di un compito quasi impossibile. Cercherò quindi di essere conciso quanto basta… Leggi di più
Nei suoi romanzi migliori Simenon ci mette di fronte ad uno specchio e rimane in silenzio, lasciando che limmagine riflessa faccia il suo lavoro - abbiamo voglia allora a dire che no, che questa non è una pipa - e, ça va sans dire, Lorologiaio di Everton è uno dei suoi romanzi migliori. I personaggi simenoniani sono in genere persone che vengono strappate - più o meno consapevolmente, più o meno volontariamente - da una realtà che si erano faticosamente costruita loro intorno - più o meno consolatoria, più o meno falsa - e costretti loro malgrado a reagire per non esserne distrutti: aut-aut, vita o morte, vittoria o sconfitta - ma… Leggi di più
Càpita talvolta che un bel viale alberato, ampio e generoso, abbia inizio dal centro di una città e vada a finire come una viuzza di periferia, un po'' meschina e deludente.
Dopo lo straordinario affresco de 'I Viceré'- ecco questo 'Imperio' - titolo criptico - la cui lettura fa emergere l'ansia - l'ansia di scrivere un altro capolavoro - con cui fu scritto e che probabilmente fu causa del suo parziale fallimento. Un altro affresco, dunque, iniziato su una superficie forse troppo vasta e senza sufficiente 'distanza' dal suo oggetto - quella 'vita' caratteristica della fine del XIX secolo che pure viene efficacemente ritratta, anche nei suoi umorismi… Leggi di più