Non è l'ennesimo reportage giornalistico/storico sulla guerra del Vietnam, guerra che molti della mia età hanno vissuto come un dramma, pur non avendola combattuta sul campo. Quello che Herr scrive lascia senza fiato: parla senza filtri, senza romanticismo, dice quello che deve dire, dice quello che è - e quello che è fa ancora rabbrividire.
Bianch Bandinelli è sempre un piacere da leggere. Non sempre facile, non sempre scorrevole, occorre (quasi non oso dirlo) amore per quello di cui scrive - banalmente dirò "che vita sarebbe senza arte"? se la musica guarisce, l'arte riempie anche gli occhi oltre che il cuore. E qui, in questo libro, ancora una volta, si dimostra che, ebbene sì, di arte si può vivere, si deve vivere: ci obbligherebbe a rispettore il mondo in cui viviamo e Roma l'aveva capito, molto prima dei nostri contemporanei maitre à penser. Si, lo rileggerò.
E' un testo molto interessante ed illuminante sugli atteggiamenti e sui comportamenti della "leading class" americana: dal notevole sostegno offerto alla Francia negli anni '50 sino alla definitiva entrata in guerra (seppur mai dichiarata) in prima persona. Mette in luce i marcoscopici errori commessi dai politici nonchè quelli della dirigenza militare totalmente asservita ad essi. La carriera di John Paul Vann è sostanzialmente il filo conduttore: non so se l'intento fosse quello elogiativo, ma il nostro eroe ne esce con le ossa un po' ammaccate-è un maniaco sessuale che non esita a far vivere la famiglia in ristrettezze economiche pur di avere i soldi per divertirsi… Leggi di più