Martin Lindstrom, americano di origine danese, è un profondo conoscitore dei temi legati al comportamento dei consumatori, avendo svolto approfondite ricerche e progetti di consulenza con grandi aziende sulle motivazioni di acquisto; in veste di giornalista scrive, su questi ed altri temi di marketing, per riviste quali Time Magazine, Fast Company e Harvard Business Review.
Il titolo della traduzione italiana è, a mio parere, forse fuorviante in quanto non di vere bugie si tratta, bensì come indicato nell'originale "Brandwashed" - un gioco di parole che richiama brain washed - lavaggio del cervello - l'autore spiega le tecniche, se vogliamo i trucchi, utilizzati dalle aziende per convincere e guidare i consumatori all'acquisto.
Il processo di condizionamento dei consumatori, inizia già nei mesi precedenti alla loro nascita: stimoli (uditivi, olfattivi e di gusto) cui sono sottoposte le madri, possono determinare le loro future preferenze.
Questo processo è poi rafforzato nei primi anni di vita: in età prescolare, i bambini sono sottoposti ad un vero e proprio bombardamento pubblicitario, ad esempio negli Stati Uniti fino a 40.000 spot l'anno, grazie ai quali anche "minori di 18 mesi" (avete letto bene: minori di 18 mesi), pur non riuscendo a pronunciare correttamente il nome della maggior catena mondiale di fast food, sono però già in grado di riconoscerne il logo, divenendo veri e propri decisori di acquisto per le proprie famiglie...
Altri processi di condizionamento dei consumatori prevedono strumenti basati sulle emozioni primarie quali la paura e la sorpresa: nel 2009, durante l'allarme pandemia influenzale (il famigerato virus H1N1) i gel disinfettanti lavamani hanno conosciuto un vero e proprio boom, con centinaia di milioni di dollari di vendite, solo negli USA, grazie alla paura di possibili contagi...
Molto interessante la parte dedicata all'approfondimento delle tecniche utilizzate presso i punti vendita (ad esempio quelli della grande distribuzione) per motivare i consumatori all'acquisto.
Vi siete mai chiesti perché all'ingresso di super e/o ipermercati vengano posizionati i banchi di frutta e verdura?
Studi di psicologia comportamentale confermano che il cervello umano elabora una sorta di equazione tra freschezza e (apparente) genuinità dei prodotti che sono all'ingresso e qualità di (tutta) la merce successivamente esposta... anche quella in scatola!!!
Che dire poi delle immagini pubblicitarie relative alle bevande che le rappresentano in bicchieri e bottiglie ricoperte di microgocce di condensa trasmettendo messaggi (subliminali) di essere in grado di dissetare qualsiasi sete?
Insomma, un vero trattato di "illusionismo" commerciale, ben scritto ed estremamente interessante anche per le molte altre curiosità che svelano i meccanismi decisionali del consumatore (cioè tutti noi) su cui le aziende basano i propri messaggi pubblicitari, il packaging e l'immagine dei loro prodotti.