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Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? (Biblioteca della Fenice)
 
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Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? (Biblioteca della Fenice) [Brossura]

Jonathan S. Foer , I. A. Piccinini
4.3 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (3 recensioni clienti)
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Descrizione prodotto

Sinossi

Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c'era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l'avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché "se niente importa, non c'è niente da salvare". Il cibo per lei non è solo cibo, è "terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore". Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un'indagine durata quasi tre anni che l'ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l'ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.

Dettagli prodotto

  • Brossura: 363 pagine
  • Editore: Guanda (25 febbraio 2010)
  • Collana: Biblioteca della Fenice
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8860881137
  • ISBN-13: 978-8860881137
  • Peso di spedizione: 440 g
  • Media recensioni: 4.3 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (3 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 14.838 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

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Le recensioni più utili

8 di 8 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Siamo noi quelli a cui chiederanno a buon diritto << Tu che cos'hai fatto quando hai saputo la verità sugli animali che mangiav, 26 agosto 2011
Nel suo saggio, Foer ci fornisce una quantità inverosimile di risposte a questa domanda e quindi altrettanti punti di vista.
La testimonianza iniziale è quella della nonna ebrea che, stremata dalla fuga dai nazisti, rifiuta in tempi di guerra della carne offertale da un russo perché non è cibo 'kosher'. Nelle successive pagine si spazia dagli attivisti della PETA fino alla premurosa allevatrice vegana, dalle crude e strazianti testimonianze dei lavoratori degli allevamenti intensivi statunitensi fino a quelle dei sempre più rari allevatori di campagna, che continuano a prediligere il benessere degli animali a discapito della produttività e del guadagno.
Vengono sfatati tutti i falsi miti dell'essere vegetariano (la mancanza di proteine, l'essere cagionevole, l'eccessiva tenerezza di chi decide di diventarlo) e messe in luce con chiarezza le insidie nascoste dietro alla carne (sistematiche torture inflitte agli animali d'allevamento e la crudeltà della pesca, business legati all'economia, farmaco-resistenza dovuta all'eccesso di antibiotici somministrati come mangime, virus trasmessi dall'avicoltura e dagli allevamenti intensivi fino all'uomo, inquinamento dovuto ai rifiuti organici).
Inoltre, si sottolinea, finalmente, l'estrema influenza che questa scelta, apparentemente personale e intima, può avere sulle sorti dell'intero pianeta.
Partendo dal presupposto che nessuno mangerebbe il proprio cane, e che presumibilmente i lettori inorridiranno alla lettura delle ricette a base di cane proposto in uno dei capitoli iniziali, l'autore fa propria la visione che Orwell utilizza ne 'La fattoria degli animali', secondo la quale 'Tutti gli animali sono eguali ma alcuni animali sono più eguali degli altri'.
Alla fine della lettura, come suggerisce senza mezzi termini Coetzee '[']chiunque, dopo aver letto il libro di Foer, continuasse a consumare prodotti industriali dovrebbe essere senza cuore o senza raziocinio.', ci si sentirà messi con le spalle al muro e non si potrà essere ancora indifferenti al problema, non si potrà non vedere la propria bistecca come un vero e proprio cadavere, una volta tanto, ci sentiremo tutti di 'Optare per la coscienza invece che per la comodità'.
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17 di 19 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle da leggere, 4 gennaio 2011
Di 
Marco Berlendis "Berle" (Bergamo, Italy) - Visualizza tutte le mie recensioni
(NOME VERO)   
Questa recensione è su: Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? (Biblioteca della Fenice) (Brossura)
Ottimo libro che getta un po' di luce sull'agghiacciante mondo dell'allevamento industriale, il quale produce ormai il 95% della carne in commercio nel mondo. Lo scopo dell'autore non è quello di fare proseliti vegetariani (anche perché lui stesso mette in mostra il proprio accidentato e difficile percorso pieno di dubbi e tentennamenti) ma quello di aprire gli occhi e renderci più consapevoli riguardo a ciò che portiamo in tavola ogni giorno, che non sbuca dal nulla e non proviene nemmeno più dalle vecchie fattorie di una volta, che ancora nutrono la nostra immaginazione. I problemi che il sistema di allevamento industriale porta sono di tre ordini: 1) l'atroce sofferenza causata agli animali 2) il danno ambientale (il settore incide sul riscaldamento globale più di quello dei trasporti, senza contare l'inquinamento delle falde acquifere) 3) le gravi minacce per la salute umana provocati dalle allucinanti condizioni in cui sono tenuti e 'lavorati' gli animali. Le risposte dell'autore a questi problemi non sono semplici, e non si limitano a proporre la scelta vegetariana (sebbene sia la più coerente) ma anche a vagliare metodi di allevamento alternativi e pi rispettosi per l'animale e per l'ambiente. Certo le descrizioni delle condizioni in cui sono tenuti gli animali sono così sconvolgenti da mettere in discussione se valga veramente la pena, potendo scegliere tranquillamente di mangiare qualcos'altro, di provocare tanta sofferenza solo per il piacere del nostro palato.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle come vivono e muoiono gli animali che mangiamo conta!, 23 dicembre 2011
Nonostante lo stile filosofico, è un libro utilissimo per fare chiarezza sulla tortura inflitta agli animali negli allevamenti intensivi.

Si viene così a scoprire che gli animali degli allevamenti sono geneticamente modificati perché ingrassino velocemente e non si riproducano. Sono animali spesso nati con malformazioni o debolezze immunitarie, dovute all'assenza di spazio, luce, aria fresca, di un'alimentazione ed un trattamento adeguati. Vengono perciò imbottiti di farmaci ed avviati tutti (capi sani e malati) ai mattatoi.

Ci sono allevamenti che riprendono il sistema tradizionale, antico, dove si ha cura dell'animale allevato. Al momento sono pochi.

Per l'autore va fatta una scelta netta: il vegetarianismo, per avere la certezza che la barbarie degli allevamenti zootecnici intensivi non abbia un futuro.
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