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C'era una volta un paradosso. Storie di illusioni e verità rovesciate [Brossura]

Piergiorgio Odifreddi
4.0 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (2 recensioni clienti)
Prezzo di copertina: EUR 15,50
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Descrizione del libro

29 marzo 2006 Einaudi tascabili. Saggi (Libro 4)
"C'era una volta un paradosso, ma ora il tempo l'ha risolto". Da questa affermazione di Amleto ad Ofelia, Odifreddi prende spunto per narrare storie sui paradossi che coinvolgono ogni aspetto della nostra vita: le illusioni dei sensi, le ambiguità dell'arte, i dilemmi del comportamento, i tranelli del pensiero, le difficoltà della matematica. E che si nascondono dietro a nozioni comuni, eppure insidiose, quali la realtà, la verità, l'infinito, la democrazia, la libertà. Ogni paradosso è un labirinto dello spirito e ogni storia vi si aggira fino a quando ne trova la soluzione.

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Dettagli prodotto

  • Brossura: 320 pagine
  • Editore: Einaudi (29 marzo 2006)
  • Collana: Einaudi tascabili. Saggi
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8806175076
  • ISBN-13: 978-8806175078
  • Peso di spedizione: 358 g
  • Media recensioni: 4.0 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (2 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 29.410 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

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5 di 5 persone hanno trovato utile la seguente recensione
Formato:Brossura
Mi ha dato molto fastidio vedere che fra le recensioni di lettori apparse online, questo libro è troppe volte giudicato (pro o contro) in base alle performances televisive del suo autore.
Visto che io non ho e non guardo il televisore (infame elettrodomestico per frustrati che non hanno il coraggio di guardarsi sani film porno, e allora guardano ragazzoni in mutande e ragazzine scosciate nell'idromassaggio del Grande Fratello), vorrei parlare qui del libro in quanto tale. Che oltre tutto ho preso per il tema e perché sfogliandolo mi aveva convinto, ma senza far caso a chi mai l'avesse scritto. Se poi è firmato da Ali Babà in persona, tanto meglio per Alì Babà.

Dirò subito che la tematica religiosa, per la quale si stracciano le vesti alcuni recensori particolarmente furiosi, nel libro ha poco spazio (le è effettivamente dedicato l'intero capitolo tre, ma gli altri undici capitoli parlano d'altro. Se vi dà fastidio, saltatelo). Questo lo dico anche nel caso pensaste di comprarlo aspettandovi un trattato di ateologia, cosa che invece non è. Ho letto un libro di Odifreddi sulla religione, l'ho trovato totalmente condivisibile e totalmente scontato (pesta la solita acqua nel solito mortaio: niente che non avessi già letto fin da ragazzino in "Perché non sono cristiano" di Bertrand Russell) tant'è che l'ho regalato via, e solo il fanatismo ottuso e rabbioso dei suoi nemici riesce a fare di Odifreddi una specie di Anticristo al comando delle Oscure Potenze. (Il che, oltretutto gli dà ragione nella sua battaglia contro il fanatismo ottuso, ma qui glissons, per favore).
Certo, Odifreddi non nasconde la sua allergia verso tutte le religioni, ma le sue ricorrenti punzecchiatine non sono peggiori delle affermazioni che toccano ai cosiddetti "non-credenti" nei libri scritti dai teoduli, quindi se noi atei sopravviviamo a tali letture limitandoci a un sorriso di compatimento verso lo scrittore, non si vede perché l'opposto dovrebbe risultare impossibile. Se siete teoduli, sorridete con compatimento alle frecciate di Odifreddi, e siamo pari.

In questo modo possiamo concentrarci sul libro in quanto tale, che alla fin fine si rivela essere giusto una dispensa universitaria nata per qualche corso di logica matematica, e niente di più di questo. Non, ripeto non, ripeto ancora, non è una confutazione della religione.

Il fatto che vi si parli (spesso) di divinità deriva solo dalla circostanza che per molti secoli i grandi logici sono stati anche grandi teologi (e il fatto che ciò sia di continuo ricordato dovrebbe far piacere ai teoduli, invece di farli arrabbiare!). Costoro si sono scontrati di continuo con paradossi non da poco causati dal confronto tra la loro fede e la Ragione. Per esempio: come si concilia nel cristianesimo il "libero arbitrio" dell'uomo con l'onniscienza di Dio, che se tutto sa, conosce il destino di ogni anima prima ancora che sia nata, e se quindi permette che nasca, ha in certo senso "predeterminato" il suo destino? Si tratta d'un paradosso non da poco, e infatti ognuna delle varie sette cristiane ha risposto in modo diverso. Ebbene: anche senza prendere posizione per l'una o l'altra soluzione, una storia della Logica avrebbe dovuto forse, per non irritare la sensibilità isterica degli stroncatori di Odifreddi, censurare il fatto che tale paradosso nel pensiero occidentale è esistito (ed ha sconvolto l'Europa con guerre durate secoli)?
La risposta la lascio a chi mi legge; quanto a me, io sono contrario alle censure, tutte, da qualsiasi parte arrivino.

Stabilito di cosa non parla questo libro (di Dio o di religione) diciamo di cosa invece parla: della coerenza interna del ragionamento umano, e dell'aspirazione che ha la scienza a raggiungere la massima coerenza possibile. A questo scopo l'opera esamina una realtà privilegiata nel mettere in luce le contraddizioni interne di un ragionamento: il paradosso. Cioè quella forma di ragionamento che contiene in se stessa gli elementi della propria autoconfutazione, o che rende impossibile una risposta che sia o vera o falsa.

La quarta di copertina dà un esempio di paradosso con l'affermazione: "Questo libro contiene almeno un errore". Ebbene, il paradosso sta nel fatto che questa frase può essere solo vera e mai falsa (perché se vi fossero errori sarebbe vera, ma se non vi fossero errori, allora questa frase sulla quarta di copertina sarebbe un errore, dunque se non vi sono errori nel libro quanto afferma è vero, dunque nel libro vi è almeno un errore qualora non vi siano errori...).
Questi che possono sembrare giochini mentali (abbiamo una frase che, se è falsa, allora è vera) sono in realtà ragionamenti molto importanti, e non solo in astratto come aiuti nella ricerca del corretto metodo di ragionare per un pensiero che si voglia davvero "scientifico", ma anche nella pratica di tutti i giorni, anche se non ce ne rendiamo conto. Un mio amico informatico mi faceva per esempio notare: "Prova a lasciare senza accorgertene in un software, magari smisurato e difficile da setacciare come "Windows", un comando di tipo paradossale per cui un parametro possa essere contemporaneamente vero e falso, e vedi cosa succede al computer".
Ecco, appunto.

Io non sono un informatico e la logica m'interessa per motivi più astratti, ossia la ricerca del "metodo corretto" di costruire i ragionamenti. E da questo punto di vista, che non ha nulla a che vedere con Dio e santi in generale, questo libro ha fatto al caso mio e l'ho trovato fino ad un certo punto una lettura straordinariamente affascinante e interessante: Odifreddi è indubbiamente bravo ad affabulare, e la sua esposizione di certo pesante non è, dato che sa, quando vuole, scrivere in modo chiaro e senza troppi fronzoli, e tale da incuriosire e allettare il suo lettore.

Dopodiché, se lasciamo infine perdere i difetti immaginari di questo libro, magari possiamo parlare dei difetti veri.
Che ci sono, e non sono piccoli (per questo do quattro stelle di voto e non cinque, nonostante l'interesse straordinario dell'opera).
In copertina non ci si avvisa, ma quest'opera non è divulgativa, come molte altre dello stesso Odifreddi. Il lettore deve infatti avere necessariamente un livello di conoscenze almeno liceali, perché quando Odifreddi parte non si ferma ad aspettare nessuno. Se non avete quelle conoscenze, peggio per voi: non sarà lui a darvele. O le avete, o fate meglio a non leggere questo libro. E questo mio è un consiglio, non una semplice considerazione astratta.

Il secondo difetto è che per quanto indubbiamente Odifreddi abbia riscritto le sue dispense prima di consegnarle a Einaudi per renderle meno aride e più leggibili, dispense universitarie restano. E così nell'ultimo capitolo, il decimo (pp. 241-290) dopo essere saliti di gradino in gradino si arriva infine alla logica matematica, e qui ti saluto Ninetta. Questo capitolo è astratto sino alla fumisteria, minato di formule matematiche ad ogni piè sospinto e semplicemente illeggibile per chi non sia capace di comprendere la matematica di quel livello. Ed io non lo sono neppure nei miei sogni più sfacciati.
Ovviamente però il lettore può semplificarsi la vita limitandosi a saltare la lettura del decimo capitolo... cosa che in effetti garantirà la sopravvivenza di chiunque non sia uno studente dei corsi del professor Odifreddi.
Certo, l'editore avrebbe anche potuto avvisarci di questo scherzetto, ma non è LOGICO e non è umano chiedere a un editore di mettere un avviso per dire che una certa categoria di aspiranti lettori farebbe meglio a NON comprare il suo libro. Sarebbe come aspettarsi che Berlusconi creda alla libertà d'informazione...

Tutto ciò premesso, io il libro lo consiglio vivamente. Non sarà forse in tutte le sue pagine una lettura facile, ma se la logica ci affascina si sa già in partenza che si andrà a trattare delle difficoltà del ragionamento umano.

Il libro è un esame che parte dai "mattoni" più semplici e costituivi della logica, per esempio l'insegnamento che traiamo dalle illusioni (ottiche, auditive eccetera, come quella che è presente in copertina ed è "paradossale") che servono a dimostrarci che i nostri sensi (intesi come vista, udito eccetera) "filtrano" i dati che riceviamo dall'esterno, fornendoceli già in "pacchetti" di significato.
Chiunque sia riuscito a percepire un viso umano in un "emoticon" :) capirà il discorso per cui il nostro cervello è "cablato" per riconoscere significati in certe configurazioni di segni. Ciò è - questo lo sto aggiungendo io, ma è implicito nel discorso di Odifreddi - quanto rende possibile la pareidolia, ossia il riconoscimento di schemi in dati casuali. Così come il riconoscimento di un volto nei due punti e una linea curva dell'emoticon di cui sopra: c'è chi ipotizza che questa capacità si sia evoluta quando per i nostri antenati era una questione di vita o di morte "riconoscere" un volto che li guatava davanti ad un corpo per il resto perfettamente mimetizzato nell'ambiente. Meglio un falso riconoscimento di troppo per "eccesso di capacità di riconoscimento", che un mancato riconoscimento anche una volta sola - che inevitabilmente sarebbe stata anche l'ultima. Ulteriori informazioni ›
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4.0 su 5 stelle ottimo 3 febbraio 2013
Formato:Brossura|Acquisto verificato Amazon
Odifreddi soddisfa le aspettative di chi lo compra. Diversi racconti interessanti, alcuni piu' altri meno, ma si puo saltare da uno all'altro senza problemi.
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