Ricordo che, nell'estate 2001, i primi commenti dopo la visione di Pearl Harbor al cinema furono sulla durata e che, per vedere i quaranta minuti dell'attacco, le quasi tre ore complessive erano sembrate a tutti un po' troppe. Poi ne uscì la versione Home Video, con dieci minuti aggiuntivi, e le ore diventarono "finalmente" più di tre. Evviva..!
Pearl Harbor è un film che cattura, annoia e, contemporaneamente, travisa la storia. Cattura perché le sequenze dell'attacco giapponese del 7 dicembre 1941 (girate prevalentemente, ma non solo, in CGI) sono veramente ben realizzate.
Annoia perché quei quaranta minuti ben fatti si scontano con una tra le più prevedibili, fasulle, banali e pretenziose storie d'amore che si siano mai viste (ne sento gli effetti anche adesso che scrivo, quindi: da sbadiglio retroattivo).
Travisa perché dei piloti da caccia, non diventano piloti da bombardamento così, su due piedi o per il ghiribizzo di Doolittle (Alec Baldwin nel film) che effettivamente organizzò il raid dei B-25 su Tokyo, però non lo compì, come la trama lascia intendere, quasi subito dopo l'attacco di Pearl Harbor ma diversi mesi più tardi e con esiti poco più che risibili.
Fate un po' voi, la qualità audio/video è ottima, sia del DVD sia quella del Blu-Ray, il prezzo è ormai più che abbordabile e il tasto di avanzamento rapido è presente in qualsiasi tipo di telecomando.