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Le recensioni più utili
8 di 8 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Zafòn tra passione e marketing,
Questa recensione è su: Il prigioniero del cielo (Scrittori italiani e stranieri) (Rilegato)
Il dramma ed il turbamento dell'animo prevaricano le atmosfere asfissianti ed esoteriche della Barcellona maledetta a cui Don Zafòn ci ha ormai abituati e che qui accenna appena.Il nuovo episodio orbitante "Il cimitero dei libri dimenticati" eccelle in freschezza,fluidità e ironia rivelando una struttura completamente aperta il che, date le diverse omissioni ed il finale che recita "è solo l'inizio", ci porta a pensare sia soltanto una prima parte del ritorno di Carlos Ruiz nelle librerie. Il commercio la vince. Il romanzo è breve, troppo. Ma altrettanto velocemente lo si divora, merito della sapiente narrazione da cui si è cinti e poi improvvisamente rilasciati, inconsapevoli e poi pienamente coscienti, di avere amato personaggi e vicende vecchi e nuovi. Tanto è che, chi come me ne è ormai stregato, conterà i giorni entro cui il "diabolico fornaio" sfornerà l'atteso prosieguo.
22 di 25 persone hanno trovato utile la seguente recensione
2.0 su 5 stelle
Un "pacco" ben confezionato,
Questa recensione è su: Il prigioniero del cielo (Scrittori italiani e stranieri) (Rilegato)
Quando si arriva alla frutta, per non mortificare anche quanto di accattivante e di coinvolgente si è prodotto sulle precedenti opere, bisognerebbe fermarsi. Invece l'editore, sulla base dei primi due grandi successi dello scrittore, prima ha recuperato i parti letterari iniziali, con una operazione di puro marketing, ricorrente in editoria, che ha trascinato nell'inganno quanti pensavano ad una ulteriore maturazione creativa che è risultata invece la riesumazione tombale di due narrazioni asssolutamente trascurabili.Poi ha inflazionato il mercato con questo raccontino,dai contenuti miseri, tenui, evanescenti che evaporano nella Barcellona intrigante, bella e misteriosa propostaci con tanta intensità e colore nelle prime due opere pubblicate.Ma tant'è. Contratti sono contratti e scrittori ad orologeria sono ad orologeria a prescindere dalla forza della sorgente creativa. E bisogna pubblicare per forza, tanto per forza che il libro si compone numericamente di 349 pagine, di cui 49 pagine quali intervallo tra le "parti"e commenti sulle pubblicazioni precedenti. Quindi solo 300 pagine con testo narrativo. Se teniamo conto che i capitoli sono complessivamente 74 e che ogni capitolo viene fatto iniziare e finire a metà circa della pagina dobbiamo togliere altre 74 pagine senza testo. Rimangono 226 pagine che a caratteri normali,non quelli usati nel libro, riempirebbero un volumetto di modestissime dimensioni. Senza contare i margini che sembrano fatti apposta per fare spazio ad annotazioni (caustiche?) La sovracopertina non ha il livello di qualità e plastificazione dei precedenti volumi. Il risultato che ne consegue è che la presentazione visiva del libro per dimensioni e immagine è "un bel pacco" in senso lato. E d'altronde così non operando dove lo troviamo il pudore per porlo in vetrina a 21 euro? Senza sconti naturalmente. Dio salvi Amazon.
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