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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Wallander rimane speciale
Ricordo la prima volta che ho letto questo romanzo e avendolo letto in lingua originale ne sono rimasto colpito. Ancora più colpito sono rimasto dalla perfezione della traduzione italiana, in una sola parola stupenda. Questo primo romanzo con protagonista Wallander rimane una pietra miliare nella cosiddetta narrativa "polar". Il poliziotto svedese Kurt Wallander...
Pubblicato 11 mesi fa da gter1965

versus
7 di 7 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle Primo della serie
La prima indagine del commissario Wallander. Personaggio molto particolare, malinconico, con una realtà' familiare da riorganizzare e una vita frenetica che vede il lavoro come una missione. Non e' la mia storia preferita, ma e' essenziale partire da qui per non perdersi importanti notizie circa le vicende personali del commissario che saranno sviluppate nei vari...
Pubblicato il 25 novembre 2010 da Elio Freda


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7 di 7 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle Primo della serie, 25 novembre 2010
Questa recensione è su: Assassino senza volto. Le inchieste del commissario Kurt Wallander: 1 (Brossura)
La prima indagine del commissario Wallander. Personaggio molto particolare, malinconico, con una realtà' familiare da riorganizzare e una vita frenetica che vede il lavoro come una missione. Non e' la mia storia preferita, ma e' essenziale partire da qui per non perdersi importanti notizie circa le vicende personali del commissario che saranno sviluppate nei vari capitoli della serie. Non il migliore.
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2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle di cosa hanno paura gli svedesi?, 13 settembre 2011
Questa recensione è su: Assassino senza volto. Le inchieste del commissario Kurt Wallander: 1 (Brossura)
Il primo capitolo delle inchieste del commissario Wallander mi permette di confermare i motivi per i quali mi hanno consigliato il libro e l'autore: la scrittura è piuttosto buona, non ci sono esagerazioni, né compiacimento per la violenza.
Il romanzo è del 1991. A pag. 279 il commissario, per la verità nella circostanza un tantino alticcio, dice: "Il senso di insicurezza in questo paese e sempre più grande. la gente ha paura. Specialmente in zone rurali come la nostra. presto imparerai che in questa parte del paese c'è un grande eroe. Un uomo che viene applaudito durante certe riunioni segrete. La stessa persona che è riuscita a fare passare il voto che mette fine all'arrivo di profughi nella nostra regione."
A pag. 123, invece, Wallander si irrita con un funzionario di banca che invece di aiutarlo nell'indagine mostra insofferenza e rivendica la "serietà" della banca stessa. "La Svezia era diventata una nazione dove quello che le persone sembravano temere maggiormente era di essere disturbate nel loro tran tran quotidiano".
Il "diverso", l'estraneo da un lato; e dall'altro l'interruzione delle abitudini, quasi che queste costituiscano di per sè "rispettabilità": questi i due grandi timori, le paure diffuse nella società svedese.
Il romanzo, in fondo, entra proprio dentro queste inquietudini: la nonnetta aggredita in malo modo prima di morire ripete "stranieri, stranieri...". E anche qui ritroviamo gli "intrepidi" difensori della razza e della sicurezza, odiosi giustizieri "fai da te", per i quali - ovviamente - la polizia non fa mai abbastanza, i giudici sono tutti amici degli immigrati e le leggi vogliono distruggere ogni residuo di identità: evviva!
La caratterizzazione del personaggio Wallander non è originalissima, ma a me non dispiace : "Non era uno che amava filosofeggiare. Non aveva mai sentito il bisogno di rimanere solo con se stesso. Per Wallander la vita era un continuo avvicendamento di domande e problemi pratici che richiedevano una risposta. Quello che c'era al di là di questo era un qualcosa di inevitabile che non sarebbe certo riuscito a chiarire, cercando di afferrare un significato che in fondo non esisteva" (p.162).
Solo che il "rimanere solo con se stesso" gli è imposto dalla vita: lasciato dalla moglie ancora amata e praticamente cancellato dalla figlia ventenne, riceve in sogno gli abbracci di una sconosciuta donna africana... qualcosa che evoca l'amore per l'Africa dello scrittore, la cui vita è da decenni divisa fra Svezia e Mozambico.
Particolare la figura del padre di Wallander: uno scorbutico e in genere arzillo genitore, che da cinquant'anni dipinge lo stesso paesaggio, con unica possibile variante: la presenza o meno di un gallo cedrone.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Wallander rimane speciale, 4 luglio 2012
Ricordo la prima volta che ho letto questo romanzo e avendolo letto in lingua originale ne sono rimasto colpito. Ancora più colpito sono rimasto dalla perfezione della traduzione italiana, in una sola parola stupenda. Questo primo romanzo con protagonista Wallander rimane una pietra miliare nella cosiddetta narrativa "polar". Il poliziotto svedese Kurt Wallander sovvrappeso, contornato da una società svedese in continuo cambiamento e che fa fatica ad accettare, si trova coinvolto in un caso dove gli assassini di una coppia di contadini paiono essere stranieri. Da qui parte un'ondata di razzismo verso gli immigrati ospiti di un campo profughi che solo grazie al coraggio di Wallander riesce a non finire in cenere. Un romanzo intenso come il suo protagonista.
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5.0 su 5 stelle Assassino senza volto. Le inchieste del commissario K. Wallander, 3 maggio 2013
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Questa recensione è su: Assassino senza volto. Le inchieste del commissario Kurt Wallander: 1 (Brossura)
Come sopra. Ma il libro più originale per la trama, che si svolge in Sud Africa, è "La leonessa bianca" l'ho letto in tre giorni.
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3.0 su 5 stelle avvincente, ma non troppo ..., 29 aprile 2013
Questo e' per me il primo giallo che leggo di questo autore. In precedenza ho letto Scarpe Italiane che, pur nella differenza di genere, appare più maturo e fluente. Insomma , spero che i prossimi libri di questo autore siano più omogenei ed interessanti lungo tutto il loro corso. E poi, quanto populismo politico.!!
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3.0 su 5 stelle Assassino senza volto, 20 febbraio 2013
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Questa recensione è su: Assassino senza volto. Le inchieste del commissario Kurt Wallander: 1 (Brossura)
Si legge volentieri. E' avvincente. La storia è credibile e la figura di Wallander è umana e ben tratteggiata.
Lo consiglierei agli amici.
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4.0 su 5 stelle Appassionante, 18 gennaio 2013
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Piacevole lettura e storia interessante mai noiosa. Non vedo l`ora di leggere il 2 voglio sapere se il commissario sarà più fortunato in amore.......
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3.0 su 5 stelle Introduzione della serie, 13 gennaio 2013
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Mi è piaciuto questo primo romanzo che è praticamente l'introduzione e l'analisi dei protagonisti: Wallander, il padre, il commissariato di Ystad. Il plot non mi ha entusiasmato però è funzionale per entrare nelle dinamiche della provincia svedese e la sua evoluzione, sempre più evidente nei successivi libri.
Per chi fosse intenzionato a leggere tutta la serie qui nascono i pensieri e le riflessioni che Wallander farà nei successivi romanzi (il vecchio amico Rydberg, la figura del padre, la figlia Linda, la sua vita).
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5.0 su 5 stelle Come è bello leggere, 29 dicembre 2012
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Adoro gli autori scandinavi di gialli,Henning Mankell è uno dei miei preferiti e questo libro è veramente intrigante.
Lo consiglio a tutti i miei amici
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2.0 su 5 stelle ...insomma..., 23 ottobre 2012
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Questa recensione è su: Assassino senza volto. Le inchieste del commissario Kurt Wallander: 1 (Brossura)
Ho letto per la prima volta un libro di Mankell, ma devo dire di essere molto delusa da questo giallo: l'inizio è avvincente, scritto abbastanza bene, poi la sensazione è che non sapesse davvero come finirlo e che l'editore gli abbia intimato di chiudere la storia in qualche modo...perciò dalla seconda parte in poi, diventa mediocre e tirato via. Non mi è proprio piaciuto. Non lo consiglierei davvero.
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