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79 di 90 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Il falsario dissociato
Bisogna riconoscerlo: l'impianto di questo romanzo è geniale, la storia di un falsario smemorato e dalla doppia personalità richiama motivi di Borges e di Pirandello. Il protagonista è quello che si chiama un 'narratore non affidabile', per più di una ragione. Eco gli attribuisce una quantità incredibile di falsificazioni, intrighi e...
Pubblicato il 23 novembre 2010 da Ventura Angelo

versus
21 di 23 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle un utile promemoria
Eco è un grande erudito e fa sfoggio della sua infinita cultura con dettagli che il lettore medio, anche se di buona istruzione, fa fatica a cogliere o non coglie tout court. Il libro è a tesi, e vuole dimostrare che i complotti sono sempre esistiti, per cui figuriamoci a che livello siamo arrivati oggigiorno. La prosa di Eco è spesso prolissa e la...
Pubblicato il 17 febbraio 2011 da Engelskind


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4.0 su 5 stelle il cimitero di Praga, 13 gennaio 2013
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Questa recensione è su: Il cimitero di Praga (Brossura)
umberto eco gran filosofo ma che sà scrivere con simplicità a tutti livelli per tutti
da consigliare senza dubbi grazie
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4.0 su 5 stelle Non il miglior romanzo di Eco ma, nuovamente, un grande libro, 25 dicembre 2012
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Il titolo, 'Il cimitero di Praga', lascia già da solo presagire un'atmosfera misteriosa, ombre sfuggenti, incontri clandestini. E difatti...

Al centro di tutta una serie di vicende ambientate non solo a Praga, ma anche a Palermo, Torino e Parigi, c'è un certo Simonini, un falsario smemorato e dalla doppia personalità. E' l'unico personaggio del romanzo inventato di sana pianta: tutti gli altri, in effetti, sono realmente vissuti.
E' proprio il disturbo mentale (e dell'anima, diremmo) di quest'uomo a trasformare una tremenda bugia di stampo razzista in qualcosa di "autentico" che diverrà il testo-base per tutti i successivi moti antisemiti.
L'antieroe di Eco, un notaio, è solito cavalcare l'odio contro gli ebrei che, purtroppo, era assai in voga nel suo tempo (ancora; o di già). Ma ben presto capiamo che il suo disprezzo vale per l'umanità intera, e che gli ebrei sono solo un bersaglio - vago e confuso - tra i tanti possibili. In effetti, lui di ebrei non ne ha mai conosciuti in vita sua...
La sua missione, foraggiata dai servizi segreti sabaudi, è quella di falsificare i documenti contabili in possesso del giovane Ippolito Nievo, per nascondere il complotto massone che sta dietro all’unificazione dell’Italia. (!) Ma la grande opera a cui lui dedica tutta la vita e che fa gola ai servizi segreti di mezza Europa - russi, prussiani, francesi, ma anche cattolici e gesuiti - sono i 'Protocolli dei Savi di Sion': appunto quella serie di testi cui accennavamo poco innanzi, tutti falsi e (ri)scritti di suo pugno, dove si narra del presunto incontro di dodici Rabbini (a capo di tutte le comunità ebraiche) nel cimitero di Praga. Una riunione segreta che, sempre secondo i "documenti", avverrebbe ogni cento anni e durante la quale gli ebrei complotterebbero per rovesciare i governi del mondo e conquistare il potere assoluto a spese dei popoli.
Così, questa personalità distorta d'un Simonini, mettendo insieme e confondendo una serie di malvagie leggende popolari, riesce a inventare uno dei falsi più diffusi e pericolosi del mondo...

Il romanzo è illustrato, proprio come lo erano i romanzi d'appendice dell'Ottocento.
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4.0 su 5 stelle Umberto Eco: “Il cimitero di Praga”, 30 agosto 2012
Di 
Carlo Cattivelli "Catcarlo" (Monticelli d'Ongina, Piacenza, Italy) - Visualizza tutte le mie recensioni
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E’ facile ritrovare in questo libro molte delle manie del suo autore: lo smemorato che ricostruisce i suoi ricordi, la teoria del complotto, il piacere della lista, il mai sopito amore per il feuilleton, senza contare il gusto della citazione – e dell’autocitazione. Difficile dare però un giudizio netto. Il romanzo in quanto tale non pare pienamente riuscito: la storia in sé, con al centro il villain a tutto tondo capitano Simonini, non è sempre irreprensibile, rallentata com’è da alcune situazioni che si ripetono (a meno che Eco non volesse fare il verso a ‘Il Conte di Montecristo’, al quale in un articolo imputava lo stesso difetto) e da qualche snodo un po’ confuso anche a causa di una moltitudine di personaggi non sempre ben delineati. Contemporaneamente, però, la scrittura colta e al tempo stesso accattivante dell’autore rende la lettura piacevole, se questo aggettivo si può usare per la materia, in sé terribile, che pare essere la vera ragion d’essere di tutta l’operazione: la specialità del protagonista è infatti costruire dei falsi ‘autentici’ che, abilmente propagandati da chi ha in mano le leve della comunicazione, si trasformano in verità indiscusse. Simonini, anche il nome non è casuale, è un misantropo che odia un po’ tutti – magistrale la raccolta di stereotipi sciorinata nelle prime pagine – ma soprattutto gli ebrei pur non avendone mai conosciuto uno: il suo lavoro di calunnia nei loro confronti – oggi la chiameremmo la sua personale ‘macchina del fango’- nasce dalla fantasia dell’autore ma è ricostruito con soli materiali d’epoca, quelli che condurranno alla tragedia che ben conosciamo. Del resto, come afferma uno dei personaggi, un nemico ben delineato rafforza il potere e l’odio contribuisce a cementarlo: lezione chiara per chi abbia mai letto con una qualche attenzione la storia del Terzo Reich, ma da far meditare a un pubblico più vasto possibile in questi tempi che stanno tornando bui.
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5.0 su 5 stelle Intrecci Temporali Disgiunti, 28 maggio 2012
Al di là d'imprevedibili e caratteristiche ECOtrame, in ciascuna delle quali vive uno strato univoco e rappresentativo dello stile dell'autore, costituito dall'utilizzo di una personale e perfetta sintassi e semantica, minimale, viene qui utilizzato, nel "Cimitero di Praga", nell'esplicitare l'innumerevole insieme di eventi temporali fortemente intrecciati senza sovrapposizione, tanto che l'autore fornisce alla fine una tabella temporale per coloro che dovessero lungo il percorso di lettura perdersi nella stratificazione spazio-tempo del racconto. Sta tutta qui la genialità e la potenza ECOSCRITTA, utilizzare il numero minimo di parole giuste atte alla descrizione di un racconto complesso ed avvincente.
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4.0 su 5 stelle Soluzione finale, 29 gennaio 2011
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La nascita dei "Protocolli dei Savi Anziani di Sion", il falso documento usato come giustificazione della "soluzione finale" nazista, viene attribuita da Eco nel suo romanzo ad un fantomatico e cinico falsario/spia: Simone Simonini.

Il romanzo, pur nella complessità della trama cui Eco ci ha abituato, trasuda come sempre di nozioni ed eventi storici.

La lettura scorre inesorabile verso la conclusione del libro e, alla fine, rimane al lettore la voglia di scovare qualche dettaglio tralasciato nella prima lettura.

Seppur lievemente meno intrigante rispetto ad altre precedenti opere di Umberto Eco, il romanzo rimane sui livelli del Pendolo di Focault (quindi, appena un gradino sotto al Nome della Rosa) anche per alcune analogie legate alle tematiche trattate.
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5 di 7 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle La banalità degli eroi: la storia d'Italia che nessuno vi ha mai raccontato, 16 gennaio 2011
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E se un giorno ti risvegliassi e scoprissi di avere in casa uno strano e misterioso coinquilino? Potresti chiederti chi sei e andare alla ricerca della tua vera identità.
Ti potrebbe capitare di incontrare in uno dei tuoi ristoranti preferiti di Parigi nientemeno che un giovane dottore viennese di origine ebraica, un certo Froide (così almeno si pronuncia...) contento di parlarti dell'autoipnosi. Arrivando a casa perché non provare qualche tecnica di autoipnosi, magari con l'aiuto di diversi bicchieri di vino dopo un lauto pasto francese? Strani ricordi, inghippi, dubbi e omicidi affiorerebbero alla mente.
La mente diabolica di un assasino e falsario affetto da doppia personalità, con la passione per la buona cucina italiana e francese e l'odio-terrore per le donne, viene messa a nudo con grande ironia. Preparatevi a leggere un'orda di pregiudizi contro gli ebrei, i neri, i tedeschi, il clero e altro ancora. Pregiudizi così sordidi ed estremi, ereditati di generazione in generazione, che rendono evidente la volontà di Eco di mostrarci la stupidità e la follia dell'odio verso lo straniero e il diverso. E nella mente del lettore si insinua un dubbio paranoico: possibile che alcuni fatti storici che riteniamo comprovati siano invece stati costruiti e distorti con fini malefici e per chissà quali piani secondari?
Ironico, geniale, in certi punti divertente, in altri un po' troppo dedito al gioco letterario. Nel complesso un bel libro, meno avvincente dell'impareggiabile Il nome della rosa, ma senz'altro un'opera d'autore. Sconsigliato a chi non ama una letteratura un po' erudita. Un vero piacere per chi ama gongolarsi nella bellezza di una prosa colta, ma scorrevole, e nelle ricostruzioni storiche non proprio da manuale. Troppo divertente il ritratto di alcuni personaggi "intoccabili" visti in tutta la loro umanità e pochezza (Garibaldi ingenuo e con le gambe storte, ma anche Freud dedito alla cocaina e speranzoso di fare colpo sul grande maestro Charcot, Nievo che si lascia infinocchiare fino alla fine...).
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2 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
1.0 su 5 stelle Faticoso, 27 luglio 2012
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Mi avevano consigliato il libro e l'ho acquistato. L'ho letto a fatica, non ho visto quel libro che mi aspettavo.
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2 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle La trama si perde un po' in mille rivoli, ma l'impianto generale è notevole, 12 marzo 2012
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Partiamo col dire che questo non è né Il Nome della Rosa, né - giacché lo ricorda più da vicino - Il Pendolo di Foucault. Non è a quei livelli. Però contiene elementi di grande pregio, tra cui la trovata geniale, che attraversa sotterranea tutto il romanzo, per cui dietro a famosi complotti del secolo scorso si aggira furtiva la figura del protagonista. Si potrebbe obiettare: cosa c'è di geniale in questo? Il modo in cui è costruita la trama.

Umberto Eco conosce perfettamente tutti i complotti ottocenteschi di cui si parla nel romanzo - dalla morte di Nievo all'affaire Dreyfus, dai libri di Taxil ai Protocolli dei Savi di Sion - e con maestria inserisce dietro le quinte di questi ultimi il suo personaggio. Lo fa essenzialmente sempre per lo stesso motivo che l'affligge direi da anni: i complotti esistono e sono anche più straordinari di quel che si pensi, e inoltre possono essere costruiti a tavolino facilmente. Il grandioso Pendolo di Foucault era una sublime presa in giro di libri e scrittori complottisti e così è questo Cimitero di Praga. A questo si aggiunga che il suo protagonista, grande artefice oscuro di questi eventi insieme a personaggi storici, ha una mente dissociata, è debole, ghiotto, violento. I complotti di cui è protagonista, quindi, assumono caratteristiche grottesche. L'intento di Eco, credo, è proprio questo: ridicolizzare eventi, certo drammatici, ai quali milioni di persone abboccavano e ancora abboccano.

Eco è l'opposto del danbrownismo, perché la sua cultura è talmente vasta che gli basterebbero tre parole per smontare storie rabberciate di presunti complotti e misteri. E per farlo ci regala questo libro.
La storia non è facile, certo, procede a tentoni, tra flashback e diari interrotti. Ma vivaddio, sfido chiunque a scrivere così in Italia!
Non è Cooper, né Brown, né Zafon. E' Umberto Eco, prendere o lasciare.
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7 di 10 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Non lasciatevi influenzare, 4 febbraio 2011
Questa recensione è su: Il cimitero di Praga (Rilegato)
E' un romanzo splendido e appassionante. [...]
Non e' neanche noioso o pesante, anche se bisogna leggerlo con attenzione.
Non lasciatevi influenzare, e gustatevelo come merita.
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4 di 6 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Una cavalcata dietro le quinte della storia, 27 gennaio 2011
Questa recensione è su: Il cimitero di Praga (Rilegato)
[...]
Il libro che ho letto io era un romanzo con un protagonista complesso e affascinante, di un fascino che non è fatto di eroismo e bellezza, ma delle doppiezza e della meschinità che sono dietro agli eventi storici che ufficialmente risultano come gesta di qualche protagonista della storia. Passando dai bassifondi dell'impresa dei Mille agli aspetti più torbidi degli eventi di vari decenni dell'ottocento, prende forma un frammento dopo l'altro una storia inventata ma vera di come si è arrivati a uno dei falsi più incredibili - e probabilmente anche per questo più creduti - della storia recente. E nel romanzo procedono di pari passo i grandi fatti della storia con i vividi eventi della vita quotidiana del protagonista e dei suoi contemporanei (fino ai suoi gusti alimentari).
Avercene, di libri così!
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Il cimitero di Praga
Il cimitero di Praga di Umberto Eco (Brossura - 29 giu. 2011)
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