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3.0 su 5 stelle
Vladimir docet, 26 maggio 2011
Questa recensione è su: Disperazione (Brossura)
"Sono entrambi furfanti nevrotici, eppure in Paradiso c'è un sentiero verdeggiante dove Humbert ha il permesso di passeggiare una volta l'anno al crepuscolo; mentre l'Inferno non concederà mai a Hermann la libertà sulla parola."
La poetica di Disperazione è nella prefazione dell'autore. L'obiettivo (chiaramente raggiunto...si tratta di Nabokov) era quello di creare un personaggio di cruda malvagità, senza spessore nè squilibri, senza redenzione, senza fascino per il lettore. Nabokov ci riesce con l'autobiografia di un io ipertrofico, vanitoso, narratore tronfio e cinico assassino.
Non ha senso dire di più sulla trama, così come parlare della tematica del doppio...la storia non conta. In realtà nulla conta rispetto allo stile impressionante di Nabokov, alla sua voce che pervade tutto, che rallenta continuamente il racconto in infinite digressioni, riflessioni, salti temporali...pare quasi di vederlo, Vladimir, in piedi, enorme, davanti a noi lettori, minuscoli, con la mano alzata. Pare di vederlo, il sorriso sarcastico, zittirci tutti con un pugno sulla cattedra da far tremare le vene nei polsi.
Abbasseremmo tutti quanti il capo. Sono io il maestro, direbbe.
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