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Recensioni clienti

3,3 su 5 stelle146
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il 17 dicembre 2011
Non mi sorprendo che un libro di questo genere venga pubblicizzato come una meraviglia della letteratura. Il marketing è una bestia che sacrifica tutto lungo il suo cammino, specialmente la verità.

La verità è che il libro non è orrendo, si legge facilmente, non è prolisso e sa mantenere vivo l'interesse del lettore.

Tuttavia si ferma qua. La prosa è un po' acerba e lo stile, salvo poche parti, rimane monotono (nel senso greco del termine, ovvero "con un solo tono") per tutto il libro. La trama è strutturata in modo coerente ma non brilla certo per la sua originalità.

Insomma, non è un libro pessimo, ci hanno propinato molto peggio in questi anni, tuttavia non è certo un capolavoro. È un libro che raggiunge la media, normale, ed è proprio un voto a metà che ho scelto di mettergli.

Ma la base c'è, se l'autore non si crogiolerà sugli allori come fanno spesso molti sbruffoni della penna in futuro potremmo leggere sicuramente libri migliori.
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il 22 ottobre 2012
Il confronto con "Il nome della rosa" è impietoso. Ma di capolavori come quello di Eco ne nascono uno ogni mezzo secolo. Questo è un onesto romanzo di facile lettura, che intrattiene ma che non mozza il fiato. Certamente se ne è parlato troppo a livello di marketing e forse questo non aiuta a darne una valutazione obiettiva.
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I PRIMI 1000 RECENSORIil 30 ottobre 2012
A mio parere è sempre difficile recensire un libro, perchè è il risultato di un'opinione molto personale, quasi intima e frutto anche della propria formazione e sensibilità.
Tuttavia, senza offesa per l'autore, mi sembra che il romanzo in questione sia la sintesi di una discreta operazione di "marketing letterario", poichè le avventure di Ignazio da Toledo e compagnia si snodano su clichè visti e rivisti in altri noti (e spesso assai più validi) gialli a contenuto "medievale e/o storico": potrei citare tra i tanti "Il nome della rosa" di Eco, le innumerevoli produzioni "in serie" di Dan Brown (Codice da Vinci, Angeli e Demoni, ecc...) o le saghe del tipo "I pilastri della terra".
Francamente la stessa narrazione non mi ha affascinato per la qualità della scrittura che, anzi, ho spesso trovato ripetitiva, banale e non particolarmente raffinata e dotta, se mi permettete la grande schiettezza.
Personalmente sono un grande appassionato di gialli e thriller, ma raramente nel romanzo di Simoni ho provato l'ebbrezza o il fascino del mistero, l'imprevedibilità dei fatti o l'originalità del contenuto.
Talvolta ho avuto la percezione che l'autore abbia costruito l'intera trama in modo molto "artefatto", quasi a tavolino e magari dopo aver letto (ed incosapevolmente attinto?) da analoghe vicende. Daltronde, senza nulla togliere alla sua vena di scrittore, è un ex archeologo e, se ricordo bene, svolge l'attività di bibliotecario: in qualche modo ha "abusato" della sua formazione e della sua professione, se mi si concede la battuta!
Quindi, non mi sento di consigliarvi questo romanzo...
Magari in futuro proverò a cambiare idea sull'autore, se darà modo di ricredermi...
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il 11 marzo 2012
Il mercante di libri maledetti a dispetto della rilevanza avuta a livello pubblicitario, vantando addirittura paragoni con il nome della rosa e con altre opere, è un libro che a mio parere vale poco. La scrittura è molto semplice, anche troppo, la storia è una versione opaca del genere in stile dan brown e seppur la sua semplicità nello stile porta ad una naturale scorrevolezza, non c'è un momento in cui sembra davvero decollare. Nonostante come detto il libro sia di facile lettura,ho fatto molta fatica a finirlo per quanto l'ho trovato noioso e senza spunti interessanti. Non lo consiglio assolutamente,è davvero sopravvalutato.
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il 13 maggio 2012
Mistero improbabile, prosa insulsa, finale banalissimo. L'autore non sa che pesci pigliare e confeziona una storia dove lo sbadiglio e la distrazione del lettore sono regole costanti. Probabilmente è un libro da leggere in spiaggia: ma adesso c'è ancora troppo freddo.
La casa editrice Newton merita un plauso e un ringraziamento: pubblica ebook, alcuni piaceranno alcuni meno, ma a prezzi più che ragionevoli. .
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il 29 aprile 2014
Romanzo che non mi ha comunicato granché, al di là delle nozioni storiche e di teologia comparata.
I personaggi sono approssimativi o aderiscono a cliché preconfezionati.
La narrazione contiene qua è là termini arcaici, per richiamare goffamente l'epoca descritta.
Gli enigmi disseminati nel racconto vengono subito svelati e la loro soluzione non può essere nemmeno intuita dal lettore, a meno che questi non sia laureato in archeologia medioevale.
In definitiva, mi pare che sia stato fortemente sopravvalutato.
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il 20 agosto 2012
Una brutta copia di " Il nome della Rosa + Il codice da vinci" sembra una scopiazzatura dai due libri. Non consigliato.
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Ho letto questo libro sapendo di buttarmi su un genere che di solito non leggo. Io non amo molto i romanzi storici, mi annoiano le descrizioni troppo dettagliate, ma avevo letto qualche critica in questo senso a questo libro e così mi sono buttata. Però non mi è piaciuto lo stesso, forse proprio non fa per me.
Non è che l’ho trovato brutto, ma mi è scivolato addosso, non mi ha coinvolta. È un thriller, quindi la suspense c’è, ma mi sono imposta di leggerlo e continuarlo, non mi veniva voglia di capire come finiva.
L’idea della trama è anche carina, un manoscritto da trovare, che permette di capire gli angeli. Anche le reliquie e l’inseguimento da parte dei “cattivi”. Carina ma non mi ha incuriosita più di tanto.
Lo stile è scorrevole e i capitoli corti facilitano la lettura. È vero che le descrizioni non sono così minuziose ma comunque l’ambientazione medievale è ben delineata.
Forse la pecca è nei personaggi. Li ho trovati scialbi, insignificanti. Per nessuno ho provato empatia.
Il finale mi è sembrato un po’ affrettato, ma ormai io ero già stufa del libro. Credo comunque che sia una lettura leggera adatta a chi ama di più gli storici. Esperimento per me non riuscito.
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il 4 luglio 2013
Mi sono avvicinato a questo romanzo in modo molto scettico.
In me le grandi operazioni di marketing in campo editoriale, al contrario di quello che dovrebbe essere il loro scopo, suscitano sempre grande diffidenza.
Invece mi sono dovuto ricredere: quest'opera prima non sarà certo un capolavoro, ma si legge con piacere.
La scrittura è scorrevole, l'autore utilizza un linguaggio piuttosto ricercato, mai a sproposito salvo qualche lieve calo stilistico - niente di fastidioso o eccessivamente grave.
Sicuramente la trama lascia un senso di déja vu, rifacendosi ai grandi classici del genere (Il Nome della Rosa in primis), ma non mi è mai risultato noioso.
Non una lettura di spessore come il romanzo di Eco, certamente, ma buona per chi non ha pretese troppo elevate, e sicuramente è un ottimo libro da ombrellone.
Consigliato. Non abbiate aspettative troppo elevate e non sarete delusi.
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il 17 settembre 2013
In questo thriller di ambientazione medievale (XIII sec.) il mercante Ignazio da Toledo, assieme ai compagni d'avventura Willalme e Uberto, si muove tra Italia, Francia e Spagna alla caccia di un misterioso manoscritto che conterrebbe il segreto per evocare gli angeli. Ma non è il solo a cercare quel libro, e l'impresa si rivelerà molto pericolosa. Il romanzo presenta un campionario del Medioevo magico-fantastico di moda: guerrieri crociati, sinistre sette segrete, manoscritti dai misteriosi poteri, monaci più peccatori che santi ecc., ma del resto è appunto quel che si aspetta il lettore di questo genere di libri. La scrittura di Simoni è un po' acerba, i personaggi poco sviluppati e il tono della narrazione stranamente piuttosto freddo e non molto coinvolgente. Tuttavia l'autore è bravo nel costruire l'intreccio e mantenere la suspence; per questo motivo il romanzo si legge volentieri per vedere come andrà a finire. In conclusione un discreto thriller storico, ma non quel gran romanzo che lascerebbero supporre alcune recensioni. Voto: 3 su 5.
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