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12 di 13 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Di Spessore...
'Il Pettirosso' opera prima del polivalente norvegese Jo Nesbo è quello che definirei un bel libro. Bello, perchè strutturato bene, studiato nei minimi particolari, arricchito con particolari storici narrati da una determinata prospettiva.
Nel libro vengono narrate due storie legate ma separate da una cinquantina d'anni : la Norvegia nel 1945 vissuta...
Pubblicato 22 mesi fa da Elio Freda

versus
5 di 6 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle Complicato ma buono
Dei miei problemi con i nomi nordici, ho già parlato? Poi, non so, si ha l'impressione che i nordici siano così pochi che si siano, in passato, sposati tutti tra loro, perciò, oltre all'estraneità dei suoni, c'è anche il fatto che i cognomi sono simili, o uguali (Gudeson, Gudbrand, Brandaugh, argh) .
Però questo di Nesbø...
Pubblicato 16 mesi fa da Annalisa


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12 di 13 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Di Spessore..., 16 luglio 2011
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Questa recensione è su: Il pettirosso (Brossura)
'Il Pettirosso' opera prima del polivalente norvegese Jo Nesbo è quello che definirei un bel libro. Bello, perchè strutturato bene, studiato nei minimi particolari, arricchito con particolari storici narrati da una determinata prospettiva.
Nel libro vengono narrate due storie legate ma separate da una cinquantina d'anni : la Norvegia nel 1945 vissuta con gli occhi e i racconti delle gesta di cinque giovani soldati soldati al fronte e una serie di delitti di cui è difficile capirne i collegamenti. L'altalena delle storie è la forza trainante che ti costringe ad andare avanti per vederci chiaro.
Il personaggio principale, non brilla per originalità (solitario, autolesionista, passato alcolista...)ma, tuttavia, conquista, affascina, non incentra solo su se stesso tutte le attenzioni ma le distribuisce anche agli altri membri del suo gruppo di lavoro.
Leggendo opinioni qua e là compare sempre l'instancabile paragone con altri autori scandinavi, come se si dovesse per forza eleggere il migliore. In questo caso, personalmente, credo che lo stile di Nesbo sia tutt'altro che scandinavo, ricordando più quello americano. Uscendo quindi dagli stereotipi consiglio la lettura di questo thriller a chi ha voglia di immergersi in una storia complessa si, ma ben narrata e che apre anche spunti di riflessione su come il vissuto storico possa, in alcuni casi, determinare anche il futuro della vita. Inoltre, il romanzo offre una diversa chiave di lettura di uno dei periodi che ha caretterizzato la storia in generale e nello specifico in Norvegia.

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8 di 9 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Un ottimo giallo norvegese, 3 ottobre 2011
Questa recensione è su: Il pettirosso (Brossura)
E' il primo libro di Nesbo che leggo. La storia, dopo un avvio che spazia tra il periodo attuale ed i tempi della seconda guerra mondiale, rendendo a volte difficoltoso per il lettore tenere i fili della trama, diventa sempre più avvincente e le pagine scorrono in una lettura sempre più appassionata. Sicuramente una lettura piacevole con un buon tasso di suspance.
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5 di 6 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle Complicato ma buono, 3 gennaio 2012
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Dei miei problemi con i nomi nordici, ho già parlato? Poi, non so, si ha l'impressione che i nordici siano così pochi che si siano, in passato, sposati tutti tra loro, perciò, oltre all'estraneità dei suoni, c'è anche il fatto che i cognomi sono simili, o uguali (Gudeson, Gudbrand, Brandaugh, argh) .
Però questo di Nesbø è un giallo che mi sono goduta nonostante queste e altre difficoltà. Prima fra tutte, il montaggio che l'autore fa tra la storia presente (1999-2000) e la Storia passata (1942-1945). Una storia nella Storia che non conoscevo granché, perché chi mai si occupa specificamente della Norvegia nella seconda guerra mondiale? Chi mai sa distinguere tra i collaborazionisti, i patrioti, i resistenti, i filonazisti, e quelli che, disinvoltamente o meno, passano da un a parte all'altra della barricata ideale?
In ogni modo, la storia di guerra si segue con interesse, perché racconta del fronte, del modo in cui i soldati semplici affrontano e superano (o meno) ciò che accade, si parlano, si uccidono, complottano, sono feriti, fuggono, tornano, si innamorano e così via. Si perde il filo, però, quando qualcuno muore, qualcuno è ferito, qualcuno guarisce, qualcuno no, e tutti questi "qualcuno" si chiamano (esempio) Daniel Gudeson oppure Gudbrand (che viene citato circa duecento volte soltanto per cognome, e il cui cognome -se capovolto- assomiglia pericolosamente a Brandaugh, che però è un personaggio della storia più recente). Insomma, bisogna cercare di procedere ugualmente, anche perché, nonostante quello che ho appena detto, il racconto scorre e si può seguire.
In parallelo, la storia presente, la politica, il timore di attentati, le indagini del 'solito' commissario Hole (nome chiaro, non si confonde, è ben individuabile, meno male) e della sua collega Ellen, la vita privata del commissario, gli spostamenti tra un piano e l'altro (che significano spostamento di carriera, di ufficio, di incarico, qui tutto già più nebuloso, ma vabbè), l'incontro-scontro con il Brandaugh di cui sopra (che, a questo, Strauss-Khan gli fa un baffo), la morte violenta di qualcuno vicino al commissario, e via e via.
E proprio il commissario è in fondo il personaggio che ti tiene lì, a vedere come va a finire. Perché è un tipo solitario, un (ex?)alcolista, che sembra stanco della vita e procede dritto come un fuso, magari per sbattere contro l'ennesimo muro, se questo gli sembra giusto e onesto. Uno che mente, anche, ma non sulle cose importanti, e che prosegue cocciutamente alla ricerca della verità, anche quando sarebbe più semplice stendere un velo (diplomaticamente opaco) e tornarsene a casa.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle complesso ma intrigante, 11 gennaio 2012
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Sono d'accordo con altri che hanno gia scritto quanto sia complesso seguire in questo Nesbo le vicende di tutti i personaggi con nomi molto simili, in una alternanza continua di contemporaneità e flashback. Anche per me inoltre gli accenni alla storia della Norvegia sono stati una sorpresa molto interessante. Il libro, al solito, si divora ma non è il mio Harry Hole preferito
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Un investigatore che conquista, 13 settembre 2011
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Una storia complessa ma ben strutturata che ti intriga man mano che cominci ad intuire il significato dei salti temporali. La caratterizzazione dei personaggi (soprattutto del mitico Hole) è originale. ho trovato inquietanti alcuni passaggi sulle "ragioni" delle azioni dei neonazisti: penso che il folle che ha compiuto l'attentato questa estate abbia le tto questo libro e preso molti spunti anche nella scelta dell'arma!!!
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3 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Un bel giallo della scuola scandinava, 20 febbraio 2012
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Il Pettirosso di Jo Nesbo mi è piaciuto molto. Un classico giallo introspettivo della scuola scandinava in cui il protagonista Harry Hole è un poliziotto alcolista e antieroe per eccellenza. Ho trovato il libro interessante e ben scritto. La storia è a cavallo tra il 1943, in piena guerra mondiale, e i nostri giorni. I due piani temporali si intrecciano fluidamente e danno un pizzico di interesse in più al romanzo. Per chi non lo sapesse, si tratta del primo romanzo di Nesbo e consiglio vivamente di cominciare da questo libro, anche per capire meglio il protagonista Harry Hole, personaggio ricorrente anche negli altri romanzi (disponibili tutti anche su Kindle)

2000 - Il pettirosso, Piemme 2006
2002 - Nemesi, Piemme 2007
2003 - La stella del diavolo, Piemme 2008
2005 - La ragazza senza volto, Piemme 2009
2007 - L'uomo di neve, Piemme 2010
2009 - Il leopardo, Einaudi 2011

L'unica nota "negativa" è l'estraneità dei nomi norvegesi, che rende più impegnativo seguire la storia (opinione personale)
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5.0 su 5 stelle Bello, intricato e avvincente!, 28 marzo 2013
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Questa recensione è su: Il pettirosso (Brossura)
Questo è il primo libro che leggo di Jo Nesbø ed arrivato alla fine ne ho ordinati altri due. Questo è il primo libro pubblicato in Italia della saga dell'ispettore Harry Hole (i primi due volumi non sono mai stati editi nel nostro paese).
La trama è ben costruita anche se all'inizio un po' confusionaria data da qualche salto temporale e dal racconto parallelo (fino a metà libro) della vicenda nel periodo contemporaneo e di una della seconda guerra mondiale.
La storia scorre bene e non è mai banale tant'è che spesso si viene illusi di capire cosa stia succedendo realmente.
Il romanzo si conclude con la soluzione del caso ma lascia la storia con molti punti aperti perché con intelligenza l'autore realtà non risolve tutti i problemi del protagonista in un breve arco temporale e sia così spinge il lettore a comprare il libro successivo.
Nel complesso non posso altro che consigliare a tutti gli amanti del thriller questo libro che ha un'ottima trama ed è scritto molto bene!
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4.0 su 5 stelle ottimo, 25 marzo 2013
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Questa recensione è su: Il pettirosso (Brossura)
ottimo prodotto per chi vuole immergersi in una lettura che permetta di trascorrere senza annoiarsi dei piacevoli monenti di relax .
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3.0 su 5 stelle Giallo e storia, 17 marzo 2013
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Pensavo di andare a leggere un giallo 'leggero', invece 'Il pettirosso' mischia il thriller al romanzo storico. Mi è piaciuto ma ho fatto fatica a memorizzare i nomi norvegesi che mi sembrano tutti uguali: fatevi uno schemino!
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3.0 su 5 stelle Un po' noioso, 4 marzo 2013
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L'ho comprato perché le recensioni mi avevano incuriosito. Non mi ha entusiasmato molto. L'ho trovato un po' noioso, tirato per le lunghe.
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Il pettirosso
Il pettirosso di Jo Nesbø (Brossura - 3 nov. 2009)
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