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il 14 dicembre 2011
Trovo scandaloso che questo libro non sia ancora stato recensito! In America è rimasto (e ancora lo è) nella classifica dei Bestseller del New York Times per due anni! In Italia invece neanche una recensione...
Polemiche sul poco successo di questo libro a parte, lo consiglio a tutti. Grande affresco dell'America degli anni '60, tra razzismo e discriminazioni.
In questa controversa epoca, una giovane ragazza decide di dar voce alle centinaia di persone "invisibili" che lavorano come personale di servizio nelle case delle famiglie ricche. Pericolosissima l'idea di mettere in luce situazioni che la società rifiuta di vedere, o ancor peggio, ritiene essere assolutamente normali; per questo l'operazione deve rimanere segreta, per il bene di tutti.
Storia narrata da più punti di vista. Ben resa la divisione sociale tra le due "categorie" di persone. Azzeccata la contrapposizione tra il modo di scrivere della giovane giornalista borghese e le cameriere nere al servizio delle varie famiglie: la prima usa un linguaggio scorrevole e corretto, le seconde invece sgrammaticato e con un vocabolario limitato.
Spero di non vedere crescere a dismisura le recensioni dopo l'uscita del film, ad inizio 2012. Non perché non approvi l'idea di leggere un libro dopo aver visto il film, anzi... credo solo che alcune volte bisognerebbe aver un po' di iniziativa personale e non credere che qualcosa sia degno di nota solo perché ha ispirato un film!
Dateci una possibilità e vedrete che non vi deluderà!
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il 4 gennaio 2011
I loved one of the comments on the back cover of this book: "A laugh-out-loud, vociferously angry must-read". I would only add "Unequivocally poignant and touching".
I would give it 10 stars if I could. Love, hate, integration, familial relationships, tolerance, hope... this is what the book is about. A delightful, funny, moving read. Upsetting and uplifting at the same time.

Jackson, Mississippi, 1960s. When racial integration was still hardly tolerated, the respective paths of two black maids and a white lady belonging to the upper class circle cross. Their personal tales interweave and blend, with a project in mind which will ultimately rock the proverbial boat.

Each main character writes in first person: Aibileen, who is raising her umpteenth white child with love and dedication while constantly thinking of her own son, now dead.

Minny, Aibileen's close friend, married with several children of her own, a maid with a soft heart but a sharp tongue which gets her into trouble more often than not.

Miss Skeeter, a white lady with her own dreams, whose unconventional ideas contrast mildly, and later on, sharply with the society and family she was born into. She also wants to find out why the adored black maid who raised her, Constantine, has inexplicably disappeared. No one is willing to tell her.

Each lady is surrounded by her own sets of characters in the background, characters that however are primary pawns to what will eventually happen.

The author gives voice to Aibileen's and Minny's language superbly. You will find a language contrast between the well-schooled Miss Skeeter and both maids, which renders a vivid and true portrait of their lives and views.

This is, in my opinion, a rare timeless piece of narrative, which will make you think as well as entertain you like very few books can. Wonderful, really wonderful. Well done to the author Ms. Kathryn Stockett!
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il 4 luglio 2012
Mi ha commosso, mi ha tenuto sulle spine, mi ha fatto sorridere, tremare e sperare, mi ha fatto immergere negli anni '60 ma soprattutto mi ha fatto riflettere su quanto poco tempo sia passato dalla marcia di Martin Luther King. Un romanzo corale scritto benissimo, che riesce ad emozionare e ad essere credibile quando cambia il narratore, che riesce a ricostruire il contesto storico senza appesantire il ritmo (con piccoli, e spesso incredibili dettagli sulla quotidianità elargiti sempre al momento giusto: le pubblicità, l'abbigliamento, la musica, la medicina ecc), che ci regala delle figure femminili bellissime e realistiche, che tiene il lettore in tensione fino all'ultima pagina, che offre scene delicate ma intense che si ricordano. Il tema non era semplice, ma è stato dato un taglio originale e la storia riesce sempre a restare in equilibrio, non diventando mai nè patetica, nè lenta, nè troppo epica risultando poi poco credibile.
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il 5 aprile 2012
The Help porta il lettore nel Mississippi durante gli anni della segregazione razziale dove il colore della pelle poteva essere una benedizione o una condanna.
La narrazione piacevole e niente affatto articolata o pesante si snoda attraverso il punto di vista delle tre protagoniste della storia: Aibileen, Minny e Skeeter, le prime due domestiche di colore, la terza bianca e socialmente inserita.
Le vite di queste tre donne si intrecceranno per via di un progetto molto importante ed audace e cioè quello di scrivere un libro sulla vita delle domestiche e del loro rapporto con le famiglie dei bianchi presso cui lavorano.
A tratti commovente, divertente, immediato, il libro dipinge una realtà forse ormai fuori dal tempo e a cui nessuno pensa più anche se sono passati solo una cinquantina d'anni.
Un libro che sicuramente mi sento di consigliare.
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Mi è piaciuto tantissimo, a partire dall'alternanza delle voci narranti e ovviamente dal tema, così attuale ancora oggi. Sul problema dei diritti civili alle persone di colore nell'America del 20esimo secolo avevo già letto Il buio oltre la siepe (tra l'altro citato più volte nel libro), ma questo a mio parere ha una marcia in più. Ho adorato le due domestiche Aibeleen e Minny, l'enorme cuore della prima e la forza di carattere della seconda, ma più di tutte ho amato Miss Skeeter, la sua profonda umanità, l'anticonformismo, la moralità in netto contrasto con l'ipocrisia delle signore bianche "bene" (Miss Hilly è il personaggio più odioso del romanzo e forse di tutta la letteratura americana degli ultimi vent'anni).
Che goduria quando Aibeleen la fa ammutolire: "In giro dicono che sono brava a scrivere", sottintendendo che a Miss Hilly non conviene che lei spifferi altre cose sul suo conto. Di questo libro mi è piaciuto il messaggio sotteso tra le righe, lo stesso che Roberto Saviano continua a ripetere: nella lotta quotidiana contro le ingiustizie e il male, la parola, in questo caso quella scritta, è un'arma formidabile. E' la parola, l'inchiostro vergato nero su bianco, che salverà queste donne e le renderà libere. E' il potere della parola che farà soffiare il vento della libertà.
Bellissimo, da leggere assolutamente.
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il 31 ottobre 2013
“The help” della scrittrice Kathryn Stockett è un libro dolce e amaro che colpisce subito per la sensibilità con cui tratta un tema delicato come il razzismo, creando un mondo di personaggi indimenticabili.

È il 1962, il periodo in cui le canzoni di Bob Dylan suonano alla radio, e in cui Martin Luther King porta avanti la sua battaglia per i diritti civili. Eugenia “Skeeter” Phelan torna a Jackson in Mississippi, dopo aver frequentato l’università lontana da casa. Sogna in cuor suo di diventare una scrittrice, ma la madre desidera per lei solo un matrimonio sicuro, come quello che tutte le sue amiche, e le figlie delle sue amiche, hanno. Ciò che turba di più Eugenia è però la scomparsa misteriosa della governante di colore che l’ha cresciuta, la dolce Constantine. Quando cerca un confronto con i genitori, le sue domande si infrangono contro un muro di silenzio. Al posto di Constantine trova Aibileen, donna saggia, custode di una grande forza interiore, che ha perso il suo unico figlio ma allevato ben 17 figli di bianchi con amore, come fossero suoi, tra l’indifferenza e la sufficienza dei loro genitori.
La migliore amica di Aibileen è Minny, una donna forte e insolente che non fa altro che farsi licenziare per la sua linguaccia, e perché non vuole mai farsi mettere i piedi in testa, ma è una cuoca che tutte invidiano. La cucina la fa uscire da quella condizione di disagio che la incatena.
“Friggere il pollo mi fa sempre sentire un po’ meglio nella vita”
Sposata a un marito violento e madre di un esercito di bambini, all’ennesima perdita di lavoro, si spinge fino all’unica persona che forse la potrebbe volere, una nuova arrivata in città, Celia (interpretata dalla convincentissima Jessica Chastain), donna ingenua e stravagante, un disastro ambulante, eppure più vera di qualsiasi altra stupida donna di Jackson.

Il colore della pelle, all'inizio degli anni ’60, sembra ancora un ostacolo impossibile da superare: le donne di colore non possono frequentare gli stessi luoghi pubblici e privati dei bianchi, usare gli stessi bagni o avere un minimo di potere decisionale sulle loro vite.
E Skeeter non riesce a sopportare questi (mal)trattamenti, la cecità dei suoi vicini, della madre così come quella delle sue (ex) amiche con cui non sembra aver nulla a che spartire (la sua cara, vecchia amica Hilly in primis). Così inizia il suo piano, all’apparenza folle: coinvolgere Aibileen nella scrittura di un romanzo che tratti delle diseguaglianze fra le donne di colore e i bianchi, mettendo a nudo ogni ipocrisia.
Aibileen, inizialmente restia, accetterà con coraggio, e riuscirà a tirare in barca Minny, che a sua volta porterà tantissime altre voci alla scrivania di Skeeter. E tirando fuori la loro anima, calpestata da anni di ingiustizia e disagio, riusciranno a scrivere un libro sincero, allo scopo di abbattere gli inutili pregiudizi, aprire gli occhi a una società bigotta e conformista, e dar voce alle donne che fino allora non ne avevano.
Ma questo libro non parla solo di segregazione razziale. Parla di violenza sulle donne, di amicizia, della malattia, di amore, fuori e dentro il matrimonio, e del ruolo della donna, bianca o di colore che sia. E lo fa in maniera semplice, chiara, con una buona dose di umorismo, senza cadere nel banale e parlando direttamente al cuore del lettore.

È una storia di speranza, un libro corale raccontato in prima persona dalle tre protagonisti femminili perfettamente tratteggiate, umane, che fanno ridere, riflettere, commuovere come non mi capitava da tempo. Come si fa a non affezionarsi?
Si ride di cuore, si piange di cuore, si riflette di cuore.

"Ho voglia di gridare così forte che la piccolina riesca a sentirmi che sporco non è un colore, che le malattie non sono la parte nera della città. Voglio che non venga il giorno - e viene sempre nella vita di un bianco - in cui comincerà a pensare che quelli di colore non sono bravi come i bianchi"

Recensione pubblicata originariamente su: [ ... ]
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il 5 gennaio 2013
Curiosamente negli stessi giorni sono riuscita a leggere il libro e a vedere il film. non sono di quelle fanatiche che pensano sempre che siano migliori dei film. Ma in questo caso la differenza è più che evidente. Il film è un buon prodotto medio. Il libro qualcosa di più: tratteggiate le figure femminili sono con grande finezza.
E' un libro che fa riflettere ma con grande delicatezza e con momenti di vero divertimento e ironia: il passaggio dalla schiavitù alla libertà dei neri d' america non è frutto di un movimento di breve durata per i diritti dei neri, ma di una lotta dura, costante, durata decenni e decenni, e che forse ancora non si è conclusa nemmeno del tutto, in America, e lo sappiamo.
Il passaggio delle donne di colore, da schiave a essere schiave pagate (perché in fondo altro non sono state, in molti casi le domestiche di colore che negli anni 50 e 60 lavoravano presso le case dei bianchi) non è indolore, e soprattutto non migliora in modo radicale la loro situazione. Il cammino è lungo, e imperversano le vessazioni, le umiliazioni quotidiane da parte di una borghesia bianca ottusa e spavalda, la paura di queste povere donne vittime della storia e dei pregiudizi razziali.
Tutto questo e molto altro ci racconta questo romanzo, senza però affogare nella pesantezza o nella retorica. Da leggere.
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Io amo leggere e difficilmente ho trovato libri contemporanei veramente validi , ma questo è davvero un bel libro.
La storia è raccontata in maniera fluida , piacevole , immersiva sotto ogni aspetto .
L'argomento è di grande profondità e , anche se riguarda l'America della seconda metà del '900 e quindi non racconta l'Italia , aiuta a capire meglio la tematica del razzismo e della discriminazione che talvolta colpisce la nostra stessa società.
Il tutto attraverso il coraggio di una ragazza che va contro ogni posizione del tempo e ,dall'iniziale ignoranza sulla cosa , si rende conto che per farlo dovrà rinunciare a tutto e tutti e che dovrà andare veramente in profondità . Il tutto ambientato nello stato del Mississipi che rappresenta la parte dell'America ancora legata a una tradizione che vede il nero come essere inferiore e dove nessuno si è mai posto il problema di come si sentano ,dell'ingiustizia della cosa o di come i loro figli vengano cresciuti da estranei per i quali loro stessi , i genitori , provano disprezzo solo perchè sono di colore.
Una storia raccontata dal punto di vista di una bianca agiata e di due domestiche di colore .
Un libro da leggere , lo consiglio a tutti , accompagnato , magari , anche dal film che segue quasi passo passo il lbiro e rende veramente bene la storia.
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il 30 agosto 2012
Appena ho finito di leggere questo libro sono andata a cercare altri testi di questa autrice. Sono stata rapita da questo modo di scrivere molto semplice e diretto. Mi sembrava di vedere le espressioni delle protagoniste mentre vivevano certe situazioni. E' un modo diverso per raccontare il razzismo di quelli anni, molto originale a mio avviso. Lo consiglio.
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il 23 maggio 2012
Un libro molto carino che tratta la storia (inventata, anche se si rifà ad un'esperienza vissuta dall'autrice) di una donna bianca negli anni '60 a Jackson, Mississipi, e della sua idea di scrivere delle domestiche di colore che allevavano i bambini delle loro padrone.
L'ho trovato ben scritto, e la storia é appassionante. Rimane sempre shockante quanti cambiamenti (per fortuna) siano avvenuti in poco meno di 50 anni.
Punti positivi: la scrittura, i diversi punti di vista, l'idea di base
Punti negativi: Stuart (l'ho trovato insulso, dava sicuramente drammaticità, ma a volte era fastidioso) e la storia della malattia della madre (un po' superficiale nel finale)
In generale, é un libro a target prevalentemente femminile (non che sia qualcosa di negativo a priori, ma non é sicuramente per tutti), e a me é piaciuto.
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