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5 di 5 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Ti lascia l'amaro in bocca...,
Questa recensione è su: La libertà dei servi (Brossura)
Libro interessantissimo di sociologia politica scritto per far capire a studenti universitari anglosassoni come in Italia si sia arrivati ad eleggere come presidente del consiglio una delle persone più ricche e potenti del paese. Non e' un libro di sinistra e non e' un libro di destra. E' un libro scritto da una persona che ha ben chiaro il concetto di libertà, quello che manca agli italiani da sempre servi liberi. Per questo motivo la lettura lascia l'amaro in bocca. Consigliatissimo a tutti.
2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Diritti e DOVERI!,
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Questa recensione è su: La libertà dei servi (Brossura)
Dopo aver letto il suo ultimo libro(L'intransigente), ho deciso di leggere anche 'La libertà dei servi', e già il titolo riesce a dare un idea ben precisa dell'argomento che si vuole trattare: la deriva presa dal nostro paese con l'elezione di Sivio Berlusconi, vista come una conseguenza possibile della creazione, dovuta a una serie di ragioni di carattere sia economico che mediatico, di una 'corte' fatta di personaggi appartenenti a tutte le classi sociali che si comportano precisamente come i cortigiani che vivono nel palazzo reale!I riferimenti culturali da cui Viroli prende spunto per dimostrare la sua teoria sono di alto profilo e non mancano gli esempi concreti a supporto delle sue parole. Purtroppo il quadro che risulta è quello di un Italia che, durante la sua storia, ha sempre avuto un tipo di atteggiamento come quello descritto nel libro, nei confronti dei personaggi che hanno governato la scena politica. Trovo molto interessante il richiamo, sottolineato nella Costituzione, ai diritti che il cittadino riceve quando entra a far parte della nostra Repubblica, ma ancora più interessante è l'analisi dei 'Doveri' che lo stesso cittadino ha nei confronti della Repubblica, doveri che sembra siano stati completamente dimenticati! Pertanto un libro che consiglio a tutti di leggere, e, per chi ha la fortuna di avere dei figli lettori di indirizzarli a questo breve saggio di filosofia politica.
2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
una visione chiara,
Di
Questa recensione è su: La libertà dei servi (Anticorpi) (Formato Kindle)
Ritengo sia uno dei pochi libri ad analizzare l'Italia e la situazione italiana in maniera distaccata. Il problema è che leggere questo libro aumenta il disgusto verso i "cattivi italiani" che sono molto più diffusi di quanto si creda.
1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
La resistibile ascesa di Silvio Berlusconi,
Di
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Questa recensione è su: La libertà dei servi (Brossura)
Se ho tolto una delle cinque stelle a questo libro è per questa citazione all’ultimo capitolo: “la sola alternativa alla libertà dei servi è la libertà dei cittadini e soltanto un leader politico che capisca in cosa consiste questa libertà e l’ami con tutto se stesso o se stessa potrà costruire in Italia le condizioni politiche e di costume che renderanno difficile la rinascita di un sistema di corte” (pg. 111). Eh no! Professore, l’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno è di un leader (che in buon italiano si direbbe “duce”). Nell’arco di un centennio ne abbiamo avuti due, di duci; in ambedue i casi promisero di “costruire” un’Italia migliore, senza i noti difetti. Lei ha saputo inquadrarne benissimo le conseguenze.L’Italia la si deve costruire tutti assieme, e non basterà certo solo un’élite “senza debolezza morale” che guidi il popolo (pg. 119), e da cui si distingue. Mi spieghi, Professore una mia curiosità: perchè menti così diverse come la Sua, lo storico Prof. Fisichella, ed il giornalista Eugenio Scalfari, tutte abbiano tanta voglia di élites redentrici (vedasi il mio commento agli altri due su Amazon.it). Tutto quello che è scritto, in questo libro, sul Sig. Berlusconi, è giusto. Tutto è detto bene, e con giusto sdegno (pg. 138). Contrariamente a quella di Villa Torlonia, la “corte” di Silvio Berlusconi si basa sul divertimento dei cittadini – e l’affarismo di chi della corte fa parte. Ma non basta la “ricchezza immensa” di Silvio Berlusconi - che ha comprato tutti e tutto - per spiegarne la sua resistibile ascesa agli Americani. Fare della sua ricchezza il primum movens assolve chi alla valanga dei suoi soldi non ha saputo, ed ancor più non ha voluto, opporsi. Non siamo in Pepperland, dove i Blue Meanies, arrivando dal nulla, sorprendono gli ignari e impreparati cittadini e li congelano con i bonkers (salvo chi riesca a scappare in un Yellow Submarine). La “debolezza morale” a cui accenna l’autore era intrinseca nella prima Repubblica. Chiamata, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, a rifiutare “con sdegno” gli opposti estremismi del Fascismo e del Comunismo, la nostra società si affidò invece alla facile garanzia negativa della DC avvallandone il monopolio di potere basato sul trasformismo e la corruzione, che affondava le sue radici profonde anche nella mafia e nella Chiesa. Quando la fine della Guerra Fredda spazzò via il primo “compromesso storico”, si fece avanti un guitto, che seppe inscenare il “teatro del potere” o forse si dovrebbe dire, il “Carosello del potere”. Ha torto, quindi, l’autore quando dice che “gli Italiani hanno dimostrato nei secoli una spiccata capacità di inventare sistemi politici e sociali senza precedenti” – troppo onore. Sappiamo mettere in scena il potere, ma è tutto fumo e specchi, e quando cala il sipario tutto svanisce. Come il Fascismo il Berlusconismo non sopravviverà al suo fondatore, anche se potrebbe avere anch’esso una fase a Salò. Conquistato l’impero la plebs romana si disinteressò alla sua gestione (riservata all’elite senatoriale) – si accontentò di panem et circenses. Fuori Roma l’imperatore poteva essere autocrate, ma a Roma, doveva piacere. Questa “distrazione” contribuì all’implosione dell’impero (si contrasti l’incuria imperiale con la cura dell’impero cinese per la gestione economica e sociale attraverso la burocrazia feudale). All'impero subentrò la Chiesa, che al pane materiale sostituì il pane spirituale e la promessa di vita eterna, ed ai fasti circensi, i propri riti e fasti – ma sul fondo non cambiò nulla. L’Italia deve ancora imparare a prendere le proprie responsabilità. Qui l’autore parla di “dovere” come “ritenere giusto o ingiusto fare o non fare” (pg. 116). Ma in un modo pluralistico i “principi” e gli “ideali” trascendenti e incommensurabili portano inevitabilmente allo scontro ed al fazionalismo – quello che conterebbe invece è “l’incondizionata nostra volontà morale di capire i punti di vista altrui” (pg. 116) ed il rifiuto dell’aureo principio (pg. 134) che fa del nostro punto di vista la pietra di paragone (lo diceva già Paul Samuelson: “NON fare agli altri quello che vorresti che gli altri facessero a te – forse hanno gusti diversi”). Come disse John Adams, a cinquant’anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza Americana: “destined in future history to form the brightest or blackest page, according to the use or abuse of those political institutions by which they shall in time to come be shaped by the human mind”. Il convivere civile non si fonda né sulla dittatura della maggioranza, né sul trasformismo fra opposti principi, ma sulla nostra capacità di immaginare insieme un futuro comune. Quali è la prognosi? Le nostre società moderne e complesse si fondano sulla “divisione dei compiti” – principio che nega una responsabilità collettiva. Si parte male in una società in cui l'esperto è la soluzione per ogni problema. Ma non sara nè l’élite, né la fantomatica “mano invisibile” a tirarci d’impaccio. C’è qui un invito all’autore a confrontarsi con vero problema politico che deciderà il nostro futuro – come gestire tutti insieme le proprietà emergenti di una società complessa. PS: un personaggio è riuscito a creare in Italia la "corte di tutte le corti" - senza fare nulla, e senza matterci soldi: padre Pio, oggi più quotato di Gesù e persino Maria quele "fattore" di miracoli. Di fronte a lui, il Sig. Berlusconi non è che un pivello sprovveduto.
3 di 5 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Il miglior libro di sempre per capire l'Italia.,
Di
Questa recensione è su: La libertà dei servi (Brossura)
Semplicemente, il miglior libro che ho mai letto per capire l'Italia. Un duro attacco non solo alla deriva berlusconiana, ma anche alla sinistra che ha permesso e facilitato questa deriva. Da leggere!
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La libertà dei servi (Economica Laterza) di Maurizio Viroli
EUR 6,49
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