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Un'avvincente e cruda favola che taglia come una lama,
21 dicembre 2010
Questa recensione è su: L'istinto del lupo (Brossura)
Questo racconto, duro e diretto, racconta l'adolescenza di Lupo, ragazzo della borghesia bene degli anni '70, epoca di contestazioni, scontri e misticismo.
La sua crescita accanto a Tamoa, personaggio misterioso e ricco di fascino, che gli insegna sia l'arte della guerra che le regole di sopravvivenza. Attraverso le pagine il ragazzo matura, cambia, soffre e fa soffrire (la sua famiglia). Si scontra coi barboni, con gli zingari, diventa uno di loro e affronta una vita durissima, da strada, a contatto con personaggi che sembrano usciti da un film dell'orrore o della miseria.
Fino alla sua strategia per vendicare la morte del suo amico, torturato e mutilato in maniera indicibile.
Qua scoprirà la verità, chi era e cosa faceva (e non mancheranno le soprese).
L'autore è molto diretto, la lettura, in alcuni passi, richiede uno stomaco forte. Ma ha la notevole capacità di scavare nell'animo, di rendere perfettamente un'atmosfera o una situazione in poche scelte parole.
Un romanzo da leggere tutto d'un fiato; non si resiste, si vuol sapere come va a finire, ci si immedesima.
La rilegatura è flessibile, la copertina rigida e resistente, la carta sottile e rugosa.
Il prezzo, beh è più che onesto.
Una favola non tenera, ma nella roccia qualche volta si cela una stilla di tenerezza.
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