Recensione cliente

2 di 5 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle L'obbedienza come vertigine, 8 gennaio 2012
Di 
Questa recensione è su: Habemus Papam (DVD)
'Il film 'Habemus papam', di Nanni Moretti, è la storia di un'intima prigionia alla quale il cardinale Melville, eletto al soglio pontifico, è condannato non per 'deficit di accudimento' come vorrebbe la giovane psicanalista che di questa spiegazione fa un leit motiv piuttosto corrivo, bensì per 'eccesso di accudimento', eccesso che lo confine nell'infelice schiera di coloro che, come dice l'eletto stesso nella scena finale del film, 'hanno bisogno di esser condotti', poiché da sempre abituati a conformarsi a una scala di valori e a una guida non scelte ma imposte.

La testimonianza di questo 'eccesso di accudimento' ci viene fornita in due momenti del film, Un sintomo, se pur d'importanza non decisiva, lo abbiamo nella scena in cui vediamo il neo-eletto dar sfogo, in maniera apparentemente incongrua, alla sua insofferenza o piuttosto alla sua ira, di fronte alle generose profferte d'aiuto della proprietaria del negozio dove egli si è rifugiato in preda allo smarrimento.

Un sintomo di natura assolutamente probatoria si manifesta, invece, nel momento dell'elezione quando con quel suo grido straziante e straziato l'eletto protesta contro quel Dio al quale ha sempre obbedito e che ora incombe sopra di lui in modo ancor più imperioso espropriandolo, in un istante, dell'intera sua vita, facendo di lui, se mi si permette la metafora, non più un condannato agli arresti domiciliari ma un recluso a vita.

Quel grido è 'disperato' perché l'uomo che lo fa risuonare nelle severe stanze vaticane ha definitivamente 'perduto la speranza'. Fin qui la sua era stata certamente una vita d'obbedienza, ma di una obbedienza d'uomo tra gli uomini, di credente fra i credenti, il che gli dava l'illusione di obbedire a regole che egli stesso, insieme agli altri, si era prescritte. Dopo la sua elezione al soglio pontificio questa illusione naufraga drammaticamente. A partire da questo momento egli prende atto che la scala di valori che regolerà la sua vita è diventata assolutamente inderogabile e irrevocabile perché è Dio stesso a imporgliela, Scompare dunque quel barlume di libertà che ancora illuminava, seppur fiocamente, la sua vita ed egli sente di essere spossessato, come ripete più volte, di tutto: di affetti, di pensieri, di memorie, e quel che più conta di qualsiasi potere di scelta.
Inutilmente i cardinali, credendo di confortarlo, gli diranno che la sua elezione è dovuta non alla volontà degli uomini, bensì a quella di Dio. Essi non si rendono conto che è proprio questa consapevolezza a spaurirlo e ad annichilirlo. Ciò che gli ripugna è annegare il suo essere nell'Essere divino, è far suo il motto, così caro ai mistici: 'Totus Tuus' .

Certo si potrebbe obbiettare che il nuovo eletto non manca di dire a se stesso, in un momento del film, che i tempi esigono un cambiamento radicale della Chiesa, che le cose da fare 'sono tante'. Ma queste parole, che sembrano prefigurare (almeno nelle intenzioni) un desiderio d'impegno sono in realtà un puro 'flatus vocis', così privo di concretezza che verrebbe quasi voglia di accostarle a quelle che la ragazza del film 'Ecce Bombo' dice a Michele quando questi le chiede che cosa fa e come campa :«Giro'- aveva risposto la ragazza a significare il suo vuoto esistenziale ' vedo gente' mi muovo' conosco' faccio cose''.
Destinati inesorabilmente al fallimento saranno tutti i tentativi di riportare 'in vita' quest'uomo murato vivo. Ogni espediente messo in atto per sottrarlo alla prigionia da cui è mortalmente oppresso si rivela a sua volta una nuova prigione.

E' prigione la psicanalisi che dovrebbe liberarlo e che invece gli appare costituita da una fitta rete di schemi generici che finiscono col ridurre 'ad unum' la complessità dell'esistere. E' prigione. ancora, tutto ciò che può apparire un paradigma di libertà, vale a dire la musica, il gioco, il teatro. La musica innanzitutto, cui dà voce, paradossalmente, una guardia svizzera incarnazione perfetta dell'obbedienza ossequiosa e ottusa. Per un attimo questa musica sembra risvegliare nei cardinali che l'ascoltano il gusto dell'improvvisazione e perfino dell'infrazione, ma poi quei loro battimani maldestri, quei loro accenni a goffi passi di danza sembrano essere il segno di una regressione infantile e quindi di un'antica dipendenza.

Anche il gioco, momento apparente dell'invenzione gioiosa, si rivela, a ben vedere, una prigione fondato com'è su una minuziosa serie di prescrizioni inderogabili, di regole imprescindibili. A renderlo tale è lo psicanalista che organizza la partita di palla a volo (palla 'prigioniera' aveva suggerito il decano dei cardinali) in maniera squisitamente maniacale suddividendo il gruppo dei cardinali in squadre a seconda della nazionalità, prevedendo gironi eliminatori, organizzando incontri mirati, stabilendo in modo puntiglioso e meticoloso i modi di colpire la palla. Lo rendono tale i cardinali stessi che durante il gioco della scopa discettano su quella legge inesorabile dello spariglio che impone a chi non sia mazziere di fare in modo che le carte in gioco di un certo valore rimangano in numero dispari.

Anche il teatro, che esercita una specie di sortilegio sul papa appena eletto e che sembra l'unica via capace di restituirgli una sua vera identità, si rivela a poco a poco come il luogo in cui la libertà, non incanalata nella regola, si tramuta in anarchia, in cui l'assenza di disciplina ingenera follia come dimostra il comportamento dissennato dell'attore che stravolge il copione per seguire, allucinato e allucinante, la sua fantasia vagabonda e malata.
Per stringere in breve giro ciò che ho creduto di leggere in questo film direi che esso ci mostra come 'libertà' e 'obbedienza' siano i volti speculari di un identico dramma. La libertà, infatti, intesa come totale assenza di regole, porta fatalmente alla follia (vedi la follia l'attore). L'obbedienza, per contro, concepita come cieco affidamento 'all'altro da sé', ha come risultato la spersonalizzazione più completa. (vedi la totale alienazione del papa). Ora 'spersonalizzazione' e 'follia' possono essere considerate, almeno secondo il mio modo di vedere, immagini speculari di una uguale e dolorosa perdita di identità cioè della sostanza più viva dell'essere

Per dar volto e voce a questo conflitto esistenziale, a questo dramma dell'umana fragilità e dell'inutile compassione, Nanni Moretti ha potuto contare sulla bravura di Michel Piccoli, la cui recitazione, tutta giocata su un'estrema economia di mezzi espressivi, si eleva ad altezze talmente vertiginose che quando l'attore non è presente sulla scena tutto sembra perdere interesse e peso. Eccellente, anche, nella sua variegata articolazione, la sceneggiatura che rifugge da ogni concessione all'enfasi e da ogni scivolamento verso un troppo facile umorismo cui la vicenda pur si presta. Encomiabile, infine, la ricostruzione ambientale che si raccomanda oltre che per lo splendore dei costumi, la ricchezza degli interni, l'armonia dei movimenti di massa, anche per certi dettagli che sono insieme 'naturali' e calcolatissimi come, ad esempio, quel balcone desolatamente vuoto nel momento della solenne proclamazione dell'eletto o come la scena in cui si vedono i cardinali giocare e divertirsi come bambini in uno dei cortili vaticani (in realtà di Palazzo Farnese). In questa scena, ripresa dall'alto, vediamo coesistere il rigore geometrico delle architetture e delle decorazioni con lo svolazzare delle tonache, con il lieto ondulare dei corpi e il chiacchiericcio infantile dei cardinali. E ciò a significare, attraverso la forza delle immagini proprio quel contrasto fra ordine e invenzione, fra disciplina e improvvisazione che è, secondo me, il nucleo immaginativo di tutto il film.
(Gino Spadon)
Aiuta altri clienti a trovare le recensioni più utili 
Questa recensione ti è stata utile? Sì No


Dettagli revisione

Articolo

4.3 su 5 stelle (15 recensioni clienti)
5 stelle:
 (8)
4 stelle:
 (4)
3 stelle:
 (2)
2 stelle:
 (1)
1 stella:    (0)
 
 
 
EUR 7,99 EUR 6,92
Aggiungi al carrello Aggiungi alla Lista Desideri
Revisore


Classifica Top recensori: 533.805