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Un libro da consigliare,
20 luglio 2012
Questa recensione è su: Alla mia sinistra. Lettera aperta a tutti quelli che vogliono sognare insieme a me (Brossura)
Non possiedo le conoscenze tecniche di Max e non avevo pertanto rilevato le sottigliezze da lui messe in evidenza. E' veramente fondamentale fare una distinzione tra subito e qualche giorno, tra scozzese e inglese. Quello che conta è il concetto che si vuole esprimere.
Inoltre, se ricordo bene Rampini voleva dire che, nel caso che la parte politica che è al governo non faccia funzionare lo stato, se il governante è di destra, questa scelta politica fa parte del suo bagaglio culturale e il suo elettorato non fa una piega, se è di sinistra, è una grave sconfitta politica e ne paga sempre le conseguenze. Rampini ricorda più volte la frase di Reagan: "Lo stato non è la causa dei problemi, lo stato è il problema". Non mi sembra una grossa novità e non vedo dove sia il non riconoscimento della parte politica avversa.
Per quanto riguarda chi ruba, quando viene accusato uno di destra, è un coro di "toghe rosse", "proprio in questo momento, guarda un po'", mentre per il popolo di sinistra i casi di Bari (il sindaco Emiliano) e della provincia di Milano (Penati) sono vissuti come un vero dramma; purtroppo non dal PD. A questo proposito: "è più facile vedere la pagliuzza nell'occhio degli altri che la trave nel proprio"
Fatte queste premesse, è il primo libro che leggo di Rampini (comunque lo conosco perché sono un lettore di "Repubblica"). L'ho trovato ben scritto ed interessante; pieno di notizie che ti aiutano a capire un po' di più il mondo occidentale in cui viviamo e anche altre realtà economiche basate su altri principi (Cina e Brasile, ad esempio).
Dimenticavo il titolo del libro è "Alla mia Sinistra"
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