Recensione cliente

2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Un film che può dividere, ma ricco di bellezza, 13 giugno 2011
Questa recensione è su: Lo Zio Boonmee Che Si Ricorda Le Vite Precedenti (DVD)
Boonmee è molto malato e sente di aver pochissimo da vivere. Vuole passare le sue ultime giornate in campagna, dove coltiva tamarindi e alleva api, con la cognata ed un nipote, nonché un giovane profugo che lo assiste nelle cure mediche.

Senza particolari sussulti, durante una cena, al gruppetto si aggiungono la moglie di Boonmee - morta da una ventina di anni - e poi il figlio, scomparso da tempo e trasformatosi in uomo-scimmia.

Le ultime ore del malato procedono lentamente; di sera può riabbracciare la moglie, questa appare accanto alla sorella dormiente (due sequenze di straordinaria bellezza).

'In tanta placida calma, figlia di una concezione non definitiva della morte e di un rapporto totale con le varie forme naturali assunte dalla vita, assistiamo allo stupefacente racconto della principessa sfigurata che incontra un intraprendente pesce-gatto; questo le restituisce una immagine confortante attraverso il riflesso sulla superficie dell'acqua, ma fa di più: fa l'amore con lei per confermarle la sua predilezione. Tutto si svolge in un laghetto dai colori indefinibili, sotto l'eterno scrosciare di una piccola cascata.

Restiamo con il dubbio che il pesce-gatto sia una precedente incarnazione di Boonmee, il quale decide di farsi accompagnare in una grotta dove potrà morire dopo aver rievocato (per noi attraverso le una serie di immagini fisse) gli aspetti irrisolti della propria vita: la grotta che, come un ventre materno, prepara ad una nuova nascita.

Girato meravigliosamente con la macchina fissa (tranne che nella sequenza della grotta)', suggestivo per la semplicità dell'ambientazione, il film propone un sentire ed un vedere ai quali siamo pochissimo abituati, e lo fa con la calma assoluta di chi racconta una normale realtà anche quando ci propone le situazioni più fantastiche.

Per questo può incantare o irritare, sia in ragione delle concezioni sottostanti, sia per le conseguenti rappresentazioni visive. Se poi abbiamo problemi con la lentezza del racconto e la mancata soluzione dei misteri che rende visibili, allora è assoultamente meglio evitarlo

Personalmente, sono rimasto rapito dal tono generale e dalle sequenze che ho richiamato, mentre mi ha assai meno convinto lo sviluppo finale (e la soluzione estetica adottata)'. So che il film ha vinto il premio di Cannes, non credo demeritando; ma so anche che da quel momento gira gli addetti ai lavori sono tentati dall'idea che Weerasethakul sia il più grande regista vivente, cosa che faccio finta di non aver sentito, e della quale l'ottimo Apichatpong non può aver colpa... del resto, a proposito della bella sequenza iniziale (un bufalo vagare nella foresta dopo aver spezzato la corda che lo teneva legato) 'ho anche sentito tirare in ballo Fellini : l'incontro tra il nonno di Titta, sperduto nella nebbia padana, e il bue in "Amarcord" ("se la morte è così non è una bella storia"). Francamente, che c'entra?

'Tuttavia consiglio vivamente di vedere il film, perché è un'opera seria, arrichita da una ricerca estetica onesta, rigorosamente ancorata agli originari, semplici, mezzi espressivi del cinema; perché è cinema fresco di idee, portatore di idee che poco conosciamo, eppure così vicino a noi nel parlarci della vita e della morte.
Aiuta altri clienti a trovare le recensioni più utili 
Questa recensione ti è stata utile? Sì No


Dettagli revisione

Articolo

4.0 su 5 stelle (1 recensione cliente)
5 stelle:    (0)
4 stelle:
 (1)
3 stelle:    (0)
2 stelle:    (0)
1 stella:    (0)
 
 
 
EUR 8,99
Aggiungi al carrello
Revisore


Località: ROMA

Classifica Top recensori: 18