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Il senso di una fine (Supercoralli)
 
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Il senso di una fine (Supercoralli) [Formato Kindle]

Julian Barnes , Susanna Basso
4.2 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (20 recensioni clienti)

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Descrizione prodotto

Recensione

Ne Il senso di una fine Julian Barnes si spinge in un terreno di analisi fertile ma pericoloso: se la madeleine proustiana sanciva l’impossibilità di scegliere in modo razionale cosa rievocare, in questo romanzo a essere negata è l’attendibilità stessa del ricordo, che sembra piegato dalla umanissima volontà di autoassoluzione del protagonista e narratore, Tony Webster. Tale questione, inoltre, riguarda più in generale la Storia e il nostro modo di raccontarla, soprattutto se essa prende forma “là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione”. Barnes aveva dimostrato già in passato di voler ragionare sui generi letterari mescolando, ad esempio, il mistery, il romanzo storico e la scrittura biografica. Il senso di una fine, con cui l’inglese ha vinto il prestigioso Man Booker Prize 2011 e che molta critica ha definito la sua prova migliore, alza la posta: questa storia breve e semplice, raccontata da un personaggio comune, incastra il lettore in una riflessione sui meccanismi della memoria e quindi, in secondo luogo, sull’essenza stessa della finzione narrativa. Tony Webster è infatti giunto alla parte dell’esistenza da cui ci si aspetta ormai la tranquillità: la figlia è cresciuta, i rapporti con l’ex moglie sono amichevoli e il suo passato lo soddisfa. Finché un giorno la madre di Veronica, la sua fidanzata dell’università, nel proprio testamento gli affida il diario di un vecchio amico di Tony, Adrian. Perché la signora aveva quel diario? E perché, ora, la figlia Veronica si rifiuta di restituirglielo? È così che il protagonista è obbligato a raccontarsi di nuovo la storia di quegli anni, di un amore e di un’amicizia entrambi finiti tragicamente. E a scoprire che la versione che lui ha dato per buona è molto distante da ciò che è accaduto. Veronica glielo dice, nelle sue rade comunicazioni: “You don’t get it. You never did”. A ogni tentativo di comprensione, Tony sembra giungere a un nuovo brandello di verità, per poi scontrarsi ancora con la propria miopia. Il lettore fa lo stesso. Prova empatia per questo personaggio un po’ vigliacco ma molto affabile, che parla da una vecchiaia dolce, e gli crede. Qui sta l’operazione geniale del libro: cosa accade dunque, all’ingranaggio romanzesco, se il patto di fiducia con il lettore viene meno? La voce narrante di Tony si dimostra inattendibile e non perché il personaggio sia in malafede, bensì per via dei meccanismi di autodifesa che tutti, più o meno inconsciamente, tramite i ricordi applichiamo pensando alla nostra vita. Persino la letteratura, quindi, parrebbe diventare vittima dei meccanismi infernali della memoria… Il senso di una fine è un romanzo stupefacente e importante perché ci mostra come, in una storia agile, godibilissima e attraverso una scrittura sobria, acuta ed elegante, si possa andare al cuore di temi universali affrontandoli con una leggerezza fuori dal comune.

recensione di "www.bookdetector.com"

Recensione

Julian Barnes compone con una scrittura elegante e con la sua consueta ironia la storia di una generazione cresciuta negli anni Sessanta della swinging London: liberazione sessuale, fuga dalla famiglia e viaggi in autostop contrastano con un’educazione rigida e autoritaria, con abitudini che soprattutto in provincia sono durissime da scalfire e con relazioni con l’universo femminile ancora grezze e fortemente irrisolte. La confusione regna incontrastata in un avanzamento culturale schizofrenico dentro al quale sentimenti e passioni vengono centrifugati senza nessuna possibile forma di salvezza. La fuga ha preso la forma della rinuncia, del rientro nei ranghi e di una lunga e tediosa nostalgia per un tempo che fu formidabile solo nella memoria impigrita di un uomo medio che ha trasformato la mancanza di ambizioni in un’agiata consolazione.

Quasi conscio della sua funzione di voce narrante, il protagonista sbuca dalle pagine del libro con spiazzante ingenuità ingarbugliando la storia e legando a sé il lettore sempre più fatalmente coinvolto. Il romanzo risulta così tagliato sia orizzontalmente che verticalmente in due parti che come lenti sovrapposte deformano una realtà tanto evidente quanto difficile da accettare.

Julian Barnes mette in scena una mediocrità che è tale solo per chi la detiene, ma non certo per chi è costretto a imbattervisi. Se l’ottusità difende da furenti passioni e angoscianti dolori, è anche l’arma più affilata per colpire al cuore chi di tutto ha fatto per essere compreso e amato. Per gli altri, per chi nella confusione accetta di restare, nell’ostinata ricerca di un senso prima ancora che di una fine consolatoria, non esiste pace, per loro: “C’è l’accumulo, c’è la responsabilità. E al di là di questo, c’è il tempo inquieto. Il tempo molto inquieto.”

Ripensare al proprio passato, alla propria vita, diventa per il protagonista l’occasione di prendere coscienza della propria forma, una forma la cui misura è stata stabilita dal tempo in maniera indiscriminata e impossibile da controllare. Il romanzo di Julian Barnes agisce in quella voragine che si apre in questa umana forma cava. Un vuoto abisso che contiene solo l’impossibilità di una piena coscienza di sé oltre che l’inesorabile abbandono dal proprio tempo. In questo spazio, quasi una terra di nessuno, la memoria non arriva, al limite c’è la vaga sensazione di aver potuto anche per un solo secondo comprendere e dominare un tempo che pareva soltanto nostro. Ma è solo un’illusione prima del ritorno agli affari dell’oggi e alle ansie per il domani. Niente è accaduto, ma nulla è più possibile riparare.

Recensione di Giacomo Giossi, www.doppiozero.com

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 411 KB
  • Lunghezza stampa: 150
  • Editore: EINAUDI (29 maggio 2012)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B0085IMXCM
  • Media recensioni: 4.2 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (20 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #5.027 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)

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Recensioni clienti

Le recensioni più utili
12 di 12 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Ottimo 7 luglio 2012
Di Saretta
Formato:Rilegato
Veloce ma incisivo. Un libro che puo' essere letto diverse volte per assaporarne le varie sfumature. Chi ha amato letture come Ian McEwan or Kazuo Ishiguro, senz'altro sapra' apprezzare anche questo romanzo grazie ai suoi temi che rimangono nella memoria del lettore con un'eco.
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9 di 9 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Tirare le somme 20 luglio 2012
Di baillo
Formato:Formato Kindle|Acquisto verificato Amazon
Dopo una recensione intrigante su Linus, ho acquistato il libro. Una lettura senz'altro piacevole ed intimista. Da maschio cinquantenne mi sono ritrovato in una visione della vita maschiocentrica (non dico maschilista). I ricordi della adolescenza (così come sono i ricordi di un sessantenne verso quel periodo) sono forse la parte più tenera del libro, ovviamente facendo emergere i comportamenti più istintivi e schietti (e crudeli), propri di quell'età. E così come a vent'anni il mondo femminile restava imperscrutabile, parimenti il protagonista, dopo quarant'anni, si ritrova ad avere a che fare con i protagonisti di allora ma con le persone di adesso. Ed anche adesso emerge tutta la pochezza di noi maschi che "continuiamo a non capire, e non capiremo mai". Perchè non 5 stelle? Qualche inceppamento nella prosa lo rende di non immediata fluidità di lettura. Ma insomma, voto 9.
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15 di 16 persone hanno trovato utile la seguente recensione
Formato:Formato Kindle|Acquisto verificato Amazon
Ho ascoltato alla radio una recensione di questo piccolo libro una mattina di pochi (pochissimi!) giorni fa mentre guidavo verso il lavoro, e ho subito pensato che avrebbe potuto affascinarmi. L'ho scaricato da Amazon sulla fiducia (cioè senza aver prima dato un'occhiata ad un possibile campione, per inciso bellissima possibilità offerta dal sistema kindle) e "inghiottito" di corsa, voracemente, con l'ansia di introiettarne tutte le verità e le rivelazioni, ma anche con il rimpianto anticipato del progressivo assottigliarsi della pagine (in "linguaggio kindle" della percentuale di lettura tristemente in crescita sul margine inferiore del kindle). Forse come succede nella vita, man mano che la si percorre: sensazione questa che il protagonista Tony (appena sessantenne ma già immedesimato nella terza età e collegata sensazione del declino della vita) trasmette ad ogni sua frase.
La trama è particolare e molto strana, con colpi di scena e finale inaspettato: dovrei tornare a rileggerlo per coglierne davvero tutte le sottigliezze. Poi quel "filosoficamente tautologico" che vorrebbe forse stemperare elucubrazioni molto molto fini che vanno dalle considerazioni sulla storia* fino alla teoria matematica del vivere, secondo cui a forza di addizioni e sottrazioni - ma anche di moltiplicazioni e divisioni - rimane comunque il dubbio se si sia proceduto per vera maturazione o per mero accumulo...
La scrittura è pacata e ricca di capacità espressiva, colorata di ironia che stempera con umorismo il dramma e ci regala un discreto numero di aforismi - una festa per i sottolineatori accaniti!

* "la storia è quella certezza che prende consistenza là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione"
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Le più recenti tra le recensioni dei clienti
3.0 su 5 stelle Il senso di una fine
‘Proprio non ci arrivi’ continua a ripetere e a scrivere Veronica a Tony nella seconda parte del libro. Ulteriori informazioni
Pubblicato 7 giorni fa da Carlo Cattivelli
5.0 su 5 stelle Bello
Uno dei più bei libri letti. Profondo, spinge alla riflessione profonda sul senso di responsabilità. Vorresti non finisse mai, ma finisce.. Ulteriori informazioni
Pubblicato 19 giorni fa da R. Parisella
4.0 su 5 stelle Il senso di una fine
Ci sono ricordi che ci portiamo dentro per anni.
E anno dopo anno senza volerlo li arricchiamo di dettagli, li coloriamo, li esasperiamo a volte rendendoli piu' significativi... Ulteriori informazioni
Pubblicato 1 mese fa da Marzia Pavese
3.0 su 5 stelle “Il senso di una fine”, Julian Barnes, 2011 (Einaudi, 2012)
Non son sicuro che questo romanzo mi sia veramente piaciuto (Booker Prize 2011). Ma ho apprezzato il lavoro fatto da Barnes nel trasformare quelle che nelle prime sessanta pagine... Ulteriori informazioni
Pubblicato 1 mese fa da RC
5.0 su 5 stelle ottimo racconto
Un libro che consiglio a tutti, con un finale sorprendente.
Mi sono convinto a comprarlo, leggendo la trama e sopratutto ascoltando alcune recensioni.
Pubblicato 1 mese fa da Mario Colabianchi
4.0 su 5 stelle Finale poco chiaro,libro SORPRENDENTE
Scusate l'ignoranza,ma io ho capito pienamente il libro...il finale proprio non lo riesco a capire.
Cosa crede Terry,e perchè sa ciò. Ulteriori informazioni
Pubblicato 3 mesi fa da Lorenzo
5.0 su 5 stelle Molto molto bello
"Quante volte raccontiamo la storia della nostra vita? Quante volte editiamo, abbelliamo, facciamo astute rimozioni? Ulteriori informazioni
Pubblicato 3 mesi fa da Roberto Legori
2.0 su 5 stelle Forse con questo libro stiamo un po' esagerando
E' decisamente un libro sopravvalutato. Starebbe meglio nella categoria del racconto lungo anzichè in quella del romanzo mancando di unità e coerenza narrativa. Ulteriori informazioni
Pubblicato 3 mesi fa da Mauro Sensini
4.0 su 5 stelle Quanto in definitiva abbiamo capito di noi stessi, degli altri, della...
A me è piaciuto molto questo libro. Forse, come hanno detto altri lettori, è migliore la prima parte, come se l’autore l’avesse accuratamente immaginata prima di... Ulteriori informazioni
Pubblicato 4 mesi fa da TIZIANO CORNEGLIANI
5.0 su 5 stelle Meraviglioso
ho letto il libro in inglese
Esiste davvero un senso alla fine? E di quale fine stiamo parlando? della morte dell'amico o del lasciarsi andare di Tony dopo tanti anni? Ulteriori informazioni
Pubblicato 5 mesi fa da Anto

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