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La terza guerra mondiale? Chi comanda, Obama o Wall Street? (One) Formato Kindle

3.7 su 5 stelle 14 recensioni clienti

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Prezzo Amazon
Nuovo a partire da Usato da
Formato Kindle, eBook Kindle, 28 mar 2012
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EUR 0,99

Lunghezza: 73 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato

Descrizione prodotto

Sinossi

Dopo il successo dell’ebook La terza guerra mondiale? La verità sulle banche, Monti e l’euro –per oltre un mese al primo posto nella classifica dei libri digitali più venduti- esce il secondo pamphlet di Elido Fazi, Chi comanda, Obama o Wall Street?. Un approfondimento sulla crisi internazionale e sul ruolo della finanza di Wall Street, a partire dalla storia recente americana.
In questo secondo capitolo della collana “One Euro”, Elido Fazi riprende i fili del suo racconto sulla crisi economica del 2008 e ne spiega gli effetti e le conseguenze ancora in corso.
L’analisi si concentra sulla figura di Obama, il quale, nonostante le dichiarazioni fatte durante la campagna elettorale, ha privilegiato la continuità con il sistema di potere precedente, confermando l’establishment responsabile della crisi, legato a doppio filo al “sistema” Goldman Sachs. Dal salvataggio incondizionato delle banche alla scelta dei consiglieri economici della Casa Bianca, Elido Fazi riflette sulle misure, poche e inadatte, messe in campo dall’amministrazione Obama per far fronte al crac finanziario di Wall Street e per regolamentare il sistema delle grandi banche d’affari.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 272 KB
  • Lunghezza stampa: 73
  • Editore: Fazi Editore (28 marzo 2012)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B007PCGBOA
  • Word Wise: Non abilitato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 3.7 su 5 stelle 14 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #39.847 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Acquisto verificato
Il precedente libro era una sorta di introduzione ad una analisi della crisi economica 2008-2012 che a questo punto mi sembra sarà abbastanza articolata: ottimo! In questo "capitolo" l'autore/editore Fazi affronta e mette sotto la sua lente di ingrandimento fatti e personaggi che gravitano intorno alla galassia Goldman Sachs, o buco nero che dir si voglia, e che in qualche modo sembra abbiano frenato la spinta rinnovatrice del presidente Obama, ponendolo in pratica in subordine al potere di Wall Street. Lo stile è quello di Fazi, la cui personalità evidentemente fatica ad adattarsi al ruolo di semplice narratore e ogni tanto "straborda" nel libro stesso con il racconto di momenti della propria vita privata. Perdonabile.
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Elido Fazi spinge ancora un po' oltre la sua analisi della situazione difficile che stiamo vivendo. Se nel primo istant book one euro chiariva quali erano alcuni dei meccanismi finanziari e politico monetari alla base della presente crisi che investe paesi come l'Italia e la Grecia, imputandola anche e soprattutto ad uno scontro (quasi una guerra) tra dollaro e euro; in questo secondo libro si addentra nei corridoi di Washington e ci spiega (ma prima di tutto, si domanda) perché c'è così tanta Wall Street in questo primo mandato di Barack Obama.

La prima parte del libro è impostata come se fosse una lunga, accorata domanda che l'autore rivolge a Obama stesso e che si può sintetizzare così: "perché, Obama, proprio coloro che hanno causato la crisi finanziaria più grave dal '29, guidano ancora una volta e insieme a te le sorti degli States e del mondo?". La risposta, amara, che si dà l'autore è che probabilmente Wall Street conta davvero più del presidente, non importa a quale partito quest'ultimo appartenga.
Tra pericolosissimi e complicati strumenti finanziari, bolle speculative, mutui subprime e salvataggi di banche arroganti e senza scrupoli, Fazi ci porta a guardare in faccia l'ennesimo fallimento di un presidente americano, ancora una volta schiacciato dalle lobby.

E' vero che, a mio parere, non si può valutare un presidente americano dal primo mandato (in genere è sempre più soft del secondo e gli serve, appunto, per vincere quest'ultimo), ma è anche sotto gli occhi di tutti quanto la politica economica di Obama si sia orientata molto più verso un mantenere salomonicamente lo status quo che tentare nuove vie. Dobbiamo ancora attendere un messia, a quanto pare. Sperando che arrivi prima che le azioni di borsa si tramutino in missili e bombe.
Ancora una volta.
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Di Michele il 22 maggio 2012
Acquisto verificato
Ottimo ebook, chiaro, scritto bene.Fazi riprende l'analisi iniziata con l'ebook precedente concentrandosi soprattutto sul ruolo delle grandi banche "sistemiche" e sull'influenza che esse hanno avuto e hanno tutt'ora sull'amministrazione USA. Pertinente e direi eccellente l'analisi storica della crisi fatta nel II cap. con definizioni dettagliate dei cds, dei mutui sub-prime e dei derivati in generale; una vera chicca il documento che segue le conclusioni... Consigliatissimo come il primo!
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Acquisto verificato
Di fatto il libro non ha deluso le mie aspettative. L'autore descrive minuziosamente la tela che la finanza tesse per arricchirsi a nostro discapito. Avrei dato anche le 4 stelle ma i soliti pezzi di vita privata dell'autore nel mezzo del libro mi hanno annoiato. Non se ne voglia l'autore ma io ho comprato il libro (e rendo atto del prezzo veramente basso) per leggere di economia e finanza e non della vita privata dell'autore.

Non ho riscontrato errori ortografici (frequenti negli e-book) ed ottima impaginazione.

Da leggere
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Di Perla il 26 gennaio 2014
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Con stile piacevole ci spiega l'origine e le cause della crisi finanziaria esplosa nel 2008. Ci fa conoscere da vicino gli uomini dell'alta finanza americana che l'hanno creata, dalla quale hanno tratto enormi ricchezze, che non hanno fatto nulla per arrestare i giganteschi e disastrosi effetti a catena che hanno innescato, che anzi hanno avuto e tutt'ora detengono un potere neppure nascosto con il quale non la gestiscono, ma la cavalcano. Tutto con il beneplacito di Obama, che nei suoi due mandati li ha tenuti come suoi consiglieri, tradendo completamente il popolo che l'ha votato e tutti coloro che hanno avuto fiducia in lui. Un ritratto lucido di chi sono la Goldman Sachs e gli altri 'premiati salumifici' di Wall Street. Un ritratto sconfortante di un presidente degli Stati Uniti che, nella migliore delle ipotesi, è l'ombra impaurita di chi dovrebbe essere.
A volte Fazi passa di palo in frasca e sembra interrompere il filo logico, anche con gli inserti della sua vita privata che non sempre aiutano a stare concentrati. Nella seconda parte del libro la descrizione delle diverse teorie economiche e di come il liberismo puro sia una sorta di follia a volte è faticosa da seguire. La sintesi che se ne ricava è però interessantissima.
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Di melamela RECENSORE TOP 500 il 23 aprile 2012
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Non rivelo la risposta alla seconda domanda del titolo che mi sembra piuttosto retorica.

Allora questi signori, guru, qualche volta Nobel dell'economia americana, ne hanno combinate di tutti i colori. A loro è stata concessa, tra le altre cose, una deregulation sfrenata più simile all'anarchia, senza altro potere riconosciuto se non il proprio.

1- Dico, da perfetta incompetente in materia economica: in teoria un sistema anarchico potrebbe anche funzionare se, nel momento in cui uno sgarra e non assolve alle accresciute responsabilità che questo patto sociale impone, gli si devono segare le gambe e farsi restituire il maltolto fino all'ultimo cent ($ o € che sia). E invece sono ancora tutti lì, qualcuno qui, con espressione molto seria, a scaricare le mega-magagne che hanno creato su chi è stato da loro stessi fregato.

2- Ho trovato accenni alla "filosofia" imperante nel mondo delle aziende e della finanza USA in questo libro di John Kay "Il pensiero obliquo" in cui, chi ha perseguito unicamente la ricerca del profitto tralasciando l'obiettivo di creare prodotti e servizi utili ai cittadini, lavorando con passione, migliorando la qualità, fidelizzando i clienti, è andato a gambe all'aria.

3- Forse in futuro ne vedremo ancora delle belle, cioè brutte.

Concludo:
Costituzione della Repubblica Italiana, art.4: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."
Non so bene dagli altri, ma da noi dovrebbe funzionare così.
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