Con la sua solita bravura, Brian Greene ci accompagna in questo libro in un viaggio alla ricerca della natura profonda dello spazio e del tempo suggerita dalle scoperte scientifiche della fisica del secolo XX. Come negli altri libri di Green (ad esempio "A Hidden Reality", che tratta delle teorie del multiverso), il tema centrale diventa un pretesto per ripercorrere la storia delle rivoluzionarie scoperte della fisica dello scorso secolo e affrontarle da un punto di vista particolare, quello delle loro implicazioni sul concetto di spazio e di tempo. Per chi ha letto gli altri libri di Greene, sorprende come ogni volta le stesse teorie (relatività, meccanica quantistica, teoria delle stringhe, cosmologia inflazionaria, e così via) appaiono sempre diverse e rivelino sempre nuove conseguenze se affrontate da punti di vista diversi. E Brian Green è bravissimo a spiegare nella maniera più semplice possibile queste teorie complicate. Rispetto alla maggior parte degli altri fisici che scrivono di questi temi, egli conserva sempre una grande umiltà e imparzialità: non si ha mai l'impressione che egli stia rivelando la Verità con la V maiuscola; non descrive mai una versione parziale dei concetti sui quali non c'è consenso unanime, ma descrive con uguale capacità i vari punti di vista per poi dirci quale è la sua personale opinione; mai pretende che la fisica sia l'unica risposta ai quesiti della nostra esistenza umana (come fa ad esempio Stephen Hawking dichiarando la morte della filosofia).
Il libro è molto scorrevole, è in genere i concetti si afferrano in maniera abbastanza semplice, seppure tale comprensione non è sempre immediata. Personalmente ho dovuto leggere ripetutamente molti capitoli, e la lettura mi è durata diversi mesi. Lo stesso Greene ci avverte: i concetti della fisica moderna non possono essere appresi con l'intuizione, ma soltanto attraverso l'intelletto. Questo perché la descrizione della realtà che teorie come la relatività e la meccanica quantistica ci propongono (per non parlare della teoria delle stringhe con le sue 11 dimensioni spazio-temporali!) non hanno niente a che vedere con la realtà quotidiana alla quale il nostro cervello si è evolutivamente adattato. Mentre studiando a scuola la fisica newtoniana mi è capitato di pensare: "E' vero, le cose vanno proprio così", e mi è sembrato che Newton abbia soltanto formalizzato quello che tutto sommato intuivo già, di certo una simile esperienza per le teorie descritte in questo libro mi è completamente negata. Ed è tanto più sorprendente come il nostro intelletto, evolutosi per affrontare una realtà concreta quotidiana di un certo tipo, sia stato in grado in qualche modo di accedere a un altro livello e di trascendere il livello per il quale era "programmato"